Isla del Sol: la culla della civiltà incaica

Ci svegliamo presto per preparare i bagagli e prendere la prima lancia che ci porterà sulla più grande delle isole del lago Titicaca: l’Isla del Sol. La nostra meta è il villaggio di Yumani che sorge su una delle “colline” (le solite colline alte più di 4000 mt. :) ) dell’isola che si raggiunge esclusivamente a piedi percorrendo la cosiddetta Escalera dell’Inka, una scalinata di pietra che risale al periodo incaico. Decidiamo perciò di lasciare il grosso dei bagagli all’albergo di Copacabana e di partire leggeri, avendo ormai sperimentato la fatica che impone l’altitudine.

La lancia impiega quasi due ore a raggiungere l’isola, non perchè sia particolarmente lontana, ma perchè la velocità di crociera è scandalosamente bassa. Lungo il tragitto prendiamo le uniche 3 gocce di pioggia dell’intero viaggio: abbiamo infatti deciso di fare la trversata sul tetto della barca per goderci il panorama nonostante il freddo della mattina (Elisabetta infatti non era molto d’accordo!). Il bello è che ad ogni cambio di vento il “capitano” ci faceva spostare da una parte o dall’altra dell’imbarcazione e persino a prua dove non c’erano protezioni di sorta.

Arrivati all’embarcadero dell’isola ci si para di fronte la ripida scalinata incaica che facciamo a passettini fermandoci ogni 5 scalini a prendere fiato… che mal di testa!! Ma una volta arrivati sulla sommità il panorama ripaga tutta la fatica e restituisce più di quanto si è dato! Il lago in tutta la sua incredibile estensione, le isole, tra cui l’Isla della Luna, e sullo sfondo l’imponente Cordillera Real de los Andes con i picchi innevati dei monti Illampu (6383mt) e Ancohuma (6427m)! Ragazzi, che spettacolo! Credo che sia una degli angoli della Terra più belli che esistano!

Cordillera Real de los Andes

Probabilmente non a caso la mitologia incaica pone qui su queste isole l’origine del loro popolo. Manco Capac, il primo Inka (sovrano), e Mama Occlo, sua moglie e sorella, nati dall’unione di Inti (il Dio Sole) e Mama Quilla (Madre Luna) partirono da queste isole per fondare Qosqo (Cuzco), la capitale del Tawantinsuyu (l’Impero Inka).

Per la notte ci sistemiamo in un alberghetto (l’Emperio del Sol) dallo strabiliante costo di 20 bolivianos a notte, pari a meno di 3$, gestito da una attempata coppia di indios. La struttura è abbastanza carina e la vista spettacolare, ma ha anche i suoi apsetti negativi: non solo non ha riscaldamento (cosa comune anche agli alberghi migliori), ma offre una serie di spifferoni gelidi da porta e finestre. Per fortuna siamo attrezzati con i nostri sacchi a pelo tecnici la cui temperatura di utilizzo estremo arriva a -10°C e la notte dormiremo tranquilli! Lascitati i bagagli all’alberghetto, andiamo ad esplorare l’isola, su cui non esistono strade nè mezzi di trasporto meccanici e sui cui sentieri si incontrano i gentili abitanti del posto carichi di roba sulle spalle ce portano all’interno dei tipici colortissimi teli legati intorno al collo. Arriviamo fino al villaggio di Cha’llapampa nel nord dell’isola immersi in paesaggi incredibili e che non dimenticheremo mai e fino a Pilkokaina nel sud, località dove è situato il Palacio de l’Inka, una rovina di un palazzo di periodo incaico da dove si gode di una vista bellissima.

Insomma l’Isla del Sol è un posto di incredibile bellezza che non scorderemo mai!

 

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