Odissea verso sud: dove sono i bagagli?
foto da worldrider.com
Il primo di Agosto lasciamo Copacabana diretti verso una delle maggiori città della Bolivia meridionale: Potosì. Per risparmiare un po’ decidiamo di dire addio ai bus super-turistici e di immergerci ancora di più nella realtà del Paese usando i comuni trasporti pubblici. Zaino in spalla, ci dirigiamo alla piazza di Copacabana da cui partono bus e taxi colectivos per La Paz, da dove poi prenderemo un bus-cama (pullman con i sedili recrinabili) notturno per Potosì. Nella piazza un certo numero di persone urlano la destinazione di bus e taxi in modi buffi tipo “LAPA’ LAPA’ LAPAAAAZ!” e in mezzo a quella confusione dobbiamo chiedere un paio di volte per capire quale bus prendere. Dopo qualche ora arriviamo incolumi a La Paz nella zona del cemeterio dove prendiamo un taxi insieme ad un’altra coppia di turisti francesi conosciuti sul bus per andare al terminal terrestre (la stazione dei pullman). Non appena entrati nella stazione, ci investe il caos delle urla dei procacciatori che urlano le destinazioni dei bus delle compagnie per cui lavorano a squarciagola… un po’ come a Copacabana, ma moltiplicato per cento! “ORU’ ORU’ ORUROOOOOOO!” “POTOSSSSI’ POTOSSSi’!” “COCHAAABAAAAMBAAAAA!”. Onestamente ci spettavamo qualcosa di più simile ad una stazione dei treni, con una biglietteria dove comprare il biglietto per la tratta desiderata. In realtà la stazione è un immenso capannone sui cui lati sono ricavati decine e decine di botteghini, ciascuno di una differente compagnia. Ogni compagnia offre diverse tratte: alcune sono specializzate nel nord, chi nella parte amazzonica e così via… capirci qualcosa è stato davvero complicato e soprattutto individuare quale tra le tante compagnie che effettuano lo stesso percorso fosse la più affidabile. Alla fine ne scegliamo una un po’ a sentimento e prenotiamo due posti su un semi-cama (i sedili non si reclinano completamente) che partirà alle 20.30 ed il cui arrivo a Potosì è previsto per la mattina seguente alle 7.00 circa. Dobbimo aspettare perciò circa 8 ore al terminal a cui seguiranno più di 10 ore di pullman!
Dopo interminabili ore di attesa seduti su una panchina, ci dirigiamo al botteghino dove abbiamo acquistato i biglietti per depositare gli zainoni che verrano imbarcati dagli addetti sul pullman. Qui commettiamo un gravissimo errore che vi sarà più chiaro fra poco… Conoscendo un minimo lo stato dei mezzi boliviani e avendo letto alcune avvertenze sulla Lonely Planet (che, tra le altre cose, sconsiglia vivamente anche i viaggi notturni perché molto pericolosi sotto vari punti di vista), portiamo i sacchi a pelo con noi a bordo, decisione che si rivelerà vitale!! Ci sistemiamo a bordo e noto con piacevole sollievo che nella cabina di guida ci sono 2 autisti, un ragazzino che fa le funzioni di mozzo e quella che credo sia la moglie di uno degli autisti. Insomma, il fatto che ci sia più di un autista mi rassicura un minimo, visto che dovremo viaggiare per tutta la notte. Allo stesso tempo, però, noto anche che non ci sono praticamente turisti!
Finalmente si parte. Da poco usciti dal teminal, il pullman fa una sosta in un quartiere periferico all’apparenza specializzato nella - chiamiamola così - ristorazione take away. Autisti e passeggeri scendono per comprare empanadas, choclos ed altri stuzzichini d mangiare in viaggio. Nel contempo una serie di strani individui sale sul pullman tra cui anche un ragazzetto probabilmente fatto di colla e foglie di coca che comincia a cantare a scuarciagola qualcosa del tipo: “Yo soy un chico que no tienes dinero…” andando avanti per 5 minuti buoni. Dopo è venuto il turno di un venditore ambulante che decantava le proprietà terapeutiche dei monili in grafite che vendeva ed un altro che esaltava la cucina tipica boliviana le cui principali ricette erano descritte all’interno dei fascicoli magnificamente illustrati che proponeva a modico prezzo.
Prima di scendere, questi inividui erano tenuti a versare una percentuale dei guadagni all’autista.
La cosa è andata avanti fino a tarda notte, mettendoci non poco a disagio e facendoci temere un po’ per la nostra sicurezza, visto il sali-scendi di qualsiasi tipo di strano personaggio.
Come se tutto ciò non bastasse, il riscaldamento del pullman non funziona e il finestrino si chiude male per cui, come fortunatamente previsto, dobbiamo fare uso dei sacchi a pelo. Vengo svegliato dai sobbalzi del bus che ha lasciato la strada asfaltata per inerpicarsi su strade sterrate
un incubo che non finiva mai!!
Dopo più di 10 ore arriviamo al terminal terrestre di Potosì: scendiamo dal pullman e ci mettiamo in fila per ritirare i bagagli sul retro del mezzo. Dopo aver scaricato tutto il bagagliaio, noi siamo ancora lì con le nostre ricevute in mano e nessuno zaino… il panico ci assale… dove sono i bagagli? Sono rimasti a La Paz? Se li è presi qualcun’altro? Li hanno persi per strada? La storia del Marocco si ripeterà?
Lo scoprirete nel prossimo post! ![]()
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- Titolo:
- Odissea verso sud: dove sono i bagagli?
- Autore:
- gianluca
- Pubblicato il:
- 26.10.08 / 7pm
- Categorie:
- Bolivia, Sudamerica
- Tags:
- bagagli, bus, bus-cama, imprevisti, pullman
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