Salar de Uyuni: per il nulla da che parte? - 2a parte
Dopo pranzo risaliamo sul fuoristrada e ci ributtiamo nel bianco nulla. Gli occhiali da sole sono davvero indispensabili, cosìccome una buona dose di filtro solare ad elevata protezione. Lo spettacolo è eccezzionale! Sembra di stare su un altro pianeta dove quello che sta sotto è bianco e quello che sta sopra è blu… non esistono altri colori. Guardando furi dal finestrino si ha quasi l’impressione di essere su un aereo! Javier, il nostro autista/guida, segue in qualche modo una pista: interrogato su come facesse ad orientarsi, ci fa notare che ogni tanto ci sono dei mucchietti di sale e che la pista è leggermente più scura a causa del passaggio dei fuoristrada. Ci dice anche che d’estate, nella stagione piovosa, non è possibile raggiungere questi posti perchè il salar si trasforma in un immenso acquitrinio che riflette come uno specchio ed il colore che prende il sopravvento è il blu del cielo.
Ad un tratto ci fermiamo. Javier ci dice di scendere così ci fa qualche foto. Tutti pensiamo ad una foto di gruppo, ma Evelina passa a Javier una bottiglia di aranciata che quest’ultimo posiziona con cura sul suolo salato
. Lo guardiamo un po’ incuriositi… Poco dopo ci chiama a due a due e ci da’ indicazioni su come sistemarci, mentre nel frattempo lui si sdraia per terra per fare la foto. Beh… il risultato è quello che vedete a qui a fianco
!! L’assenza di qualsiasi riferimento rende possibili foto in cui manca completamente il senso della prospettiva!! Su Flickr ci sono altre foto come questa, la versione boliviana della foto da scemi dove si regge la torre di Pisa: questa e questa sono sicuramente tra le più spassose!
Ci dirigiamo verso il limite sud-occidentale del salar, dove visiteremo due grotte: la cosiddetta “Gruta Galàxias” e la “Cueva del Diablo”. La prima è una grotta dalla conformazione particolare: si trattava infatti di una cavità sottomarina (o sottolacustre… non saprei come definirla!) le cui pareti erano ricoperte di alghe che nei secoli si sono fossilizzate. L’altra grotta, a pochi metri dalla prima, è invece una necropoli di una tribù pre-incaica. All’interno si aprono una serie di cavità sotteranee dove venivano seppelliti i membri di questa tribù insieme a vari oggetti di corredo. Al di sopra della collina che ospita queste grotte sono presenti i cosiddetti “cactus fosili” che altro non sono in realtà che coralli fossili o qualcosa di simile, comunque tutto fuorchè cactus!
Una delle cose che più mi ha colpito di questa tappa è stata sicuramente la fantastica moto del guardiano!
Un residuato degli anni ‘70 che evidentemente però è in grado di percorrere egregiamente le piste assolutamente dissestate che ci sono al di fuori del salar!!
Alla faccia di quelli che si fanno trasportare in aereo i BMW R1200 GS Adventure e poi fanno gli sboroni della serie: “Guarda como sono figo ché c’ho una moto da paura!!” ……… Cavolo come li ho invidiati quelli coi BMW!!!!
Si fa sera, il tramonto è fantastico e il cielo si dipinge di rosa. Arriviamo in un minuscolo villaggio chiamato San Pedro de Quemèz poco lontano dalle grotte, dove pernotteremo in quella che credo sia una sorta di ostello costruito proprio da Javier ed Evelina.
I ragazzini del posto ci corrono incontro ed esigono, visto che nel gruppo ci sono due italiani, che giochiamo a calcio! Io guardo Gabriele e Fabian… sappiamo che non possiamo farcela a correre più di dieci metri perchè siamo a 3800 mt sull’altipiano meridionale della Bolivia… ma l’idea ci alletta troppo!! Ci schieriamo in campo io, Gabriele, Fabian e Javier contro altri 4 ragazzi del posto. Lo scontro comincia. Per i primi dieci minuti corro qua e là, su e giù seguendo il pallone, ma poco dopo inizio a sentire un dolore al petto lancinante, mi scoppia un mal di testa da urlo e mi si annebbia la vista!
Anche gli altri due erano nelle mie stesse condizioni, ma per fortuna Javier è un fuori classe e ci consente di vincere la partita, che altrimenti sarebbe finita in modo imbarazzante!
Che esperienza!! Giocare a calcetto sull’altipiano bolivino sotto un cielo di una bellezza mozzafiato: a quell’altitudine in una giornata così limpida e grazie all’assenza di luci il numero di stelle visibili è incredibile! La Via Lattea si distingue facilmente ad occhio nudo, come una scia di stelle più addensate… Purtroppo non posso godemi troppo lo spettacolo perchè sono sudato e insieme alla notte arriva anche il freddo pungente… non che in camera ci sia molto più caldo comunque e per di più non posso nemmeno cambiarmi perchè ho i vestiti contati finchè non arriveremo in Chile dove potremo fare una lavatrice.
A questo punto non rimane che prendersi un bel mate de coca per tirarsi un po’ su!
Mentre sorseggiamo la tisana di foglie di coca, sentiamo all’improvviso urla, tamburi e fuochi d’artificio provenire da fuori!
Cosa starà mai succedendo? Evelina ci dice che domani 6 Agosto è l’anniversario dell’indipendenza della Bolivia e che questa sera ci saranno un po’ di festeggiamenti. Usciamo e ci uniamo al gruppo di persone che seguivano i tamburi e che proprio in quel momento stavano passando davanti all’ostello. Sembra di stare in un documentario di antropologia!! Gli indios, vestiti con costumi tipici quechua, si raduna intorno un falò acceso nella piazzetta principale del pueblo e cominciano a suonare tamburi e quenas, a battere le mani e danzare… che giornata spettacolare!!
PS: Zoommate bene nella mappa… quello è il paesino di San Pedro de Quemèz… ho impegato quasi mezz’ora per trovarlo!! Quando è stata scattata questa foto ancora l’ostello non era stato costruito… La cosa sconvolgente però è che queste foto ci siano e che abbiano la stessa risoluzione, se non migliore, di quelle fatte su Pisa!!!
Forse una spiegazione la cosa ce l’ha… il salar de Uyuni, grazie alla sua regolarità e alta riflettività è usato per tarare le rilevazioni GPS.
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- Titolo:
- Salar de Uyuni: per il nulla da che parte? - 2a parte
- Autore:
- gianluca
- Pubblicato il:
- 24.01.09 / 2am
- Categorie:
- Bolivia, Sudamerica, slideshow
- Tags:
- antropologia, bianco, blu, bmw, calcio, documentario, fuoristrada, grotte, indios, Moto, mozzafiato, prospettiva, quenas, slideshow, stelle, tamburi, tramonto, uyuni, via lattea
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