Ultimi giorni in Bolivia, o su Marte forse?

salar_uyuni-015

Dopo gli spettacolari paesaggi del giorno precedente pensavo che nulla mi avrebbe più stupito… ma mi sbagliavo. Quella punta di Bolivia che si incastra tra l’Argentina e il Chile è un angolo di mondo selvaggio, incontaminato e affascinante. Tutto è talmente distante dai nostri paesaggi europei da farci rimanere a bocca aperta ad ogni monte, lago o deserto che vediamo.

Ci alziamo di buon ora. Oggi è il 6 Agosto, festa dell’indipendenza. Evelina, la cucinera, addobba la jeep con nastri rosso-giallo-verdi, i colori della bandiera boliviana. Lei e Javier sono molto orgogliosi della loro nazione e preoccupati per le sue sorti… fra pochi giorni ci sarà il referendum revocatorio indetto dagli autonomisti che spingono per la separazione delle province del sud. Già ci sono notizie di scontri e blocchi stradali.

Flamingo on ice and Volcano Ollague

In questi ultimi due giorni visiteremo la Reserva National de fauna andina Eduardo Avaroa. Ci dirigiamo verso un gruppo di lagunas situate alle pendici del Vulcano Ollagüe, un massiccio stratovulcano alto 5650mt. e caratterizzato dalla presenza di fumarole. Una delle lagune è completamente ricoperta da uno strato di ghiaccio e i fenicotteri sono costretti a romperlo col becco per potersi nutrire. E io che pensavo ai fenicotteri come ad animali tropicali!!

Andean Flamingos

Di lago in lago ci avviciniamo sempre più al confine sud-occidentale. Attraversimo deserti di sassi, praterie di ichu, deserti di sabbia e piccoli salar. Le piste si fanno sempre più impervie e il viaggio più scomodo: ogni tre sobbalzi picchio la testa o sul finestrino o sul tettuccio! :)  L'alebro di Pietra - Arbol de PiedraFinalmente riusciamo ad avvistare le vicuñas (vigogne), una razza di camelide simile al lama, ma selvatica, da cui si ricava la lana in assoluto più pregiata. Sono molto diffidenti e scappano appena sentono arrivare la jeep. A metà giornata arriviamo al “famoso” Arbol de Piedra, una particolare conformazione rocciosa plasmata dall’erosione dei venti, che le ha conferito una forma ad albero. Siamo nel cosiddetto Desierto de Dalì, l’ennesimo paesaggio marziano che attraversiamo, così chiamato perchè costellato da conformazioni rocciose dalle forme tanto bizzarre da ricordare i quadri del famoso artista.

Dopo parecchi chilometri di sobbalzi e paesaggi extraterrestri arriviamo alla Laguna Colorada, la prova che siamo effettivamente su Marte e non sulla Terra!! Indovinate perchè la chiamano così? Bravi, perchè è colorata di rosso, proprio come il succitato pianeta… La colorazione è dovuta alla presenza nelle sue acque di alghe di cui vanno ghiotti i fenicotteri (da notare che alla nascita i fenicotteri sono bianchi e che diventano sempre più rosa invecchiando proprio perchè il pigmento contenuto nelle alghe di cui si cibano va sedimentandosi nelle piume). Nel lago ci sono anche delle isole bianche, che io credevo fatte di ghiaccio, ma che invcece trattansi di isole di borace, un minerale a base di boro. Tutta la catena delle Ande è caratterizzata da una forte atività vulcanica e questi sono alcuni degli effetti…

Laguna Colorada - Bolivia - Panorama

E’ quasi buio e per la notte ci accampiamo in un “ostello” nelle vicinanze. Chiamarlo ostello in effetti è un eufemismo: mattoni di fango, tetto di lamiera, niente riscaldamento (vabhe, non c’era nel resto dei posti dove siamo stati, se c’era qui era grave! :) ), niente acqua calda e diciamo quasi niente acqua, la luce viene staccata all 21.00, camerate da 6/8 persone. Nonostante tutto Evelina ci prepara una cenetta coi fiocchi e dopo si presenta con una bottiglia di vino scaldata sul fuoco, una sorta di vin brulè dei poveri: finiamo la giornata in allegria brindando alla Bolivia. Quella sarà la notte peggiore passata in Bolivia per via del mal di montagna (siamo a circa 4300mt)… in 6 in una stanza l’ossigeno finisce presto… mi sono svegliato alle 4 in preda all’ansia perchè non riuscivo a respirare, ora capisco cosa può provare un asmatico!!

Per fortuna la sveglia è per le 5 (questa probabilemnte sarà l’unica volta che in vita mia dirò che per fortuna la sveglia è alle 5), fuori è ancora buoi, ma dobbiamo impacchettare tutto e partire velocemente per poter ammirare l’alba sui gayser del Sol de Mañana, altrimenti poi si dissolvono col “calore” del giorno e da cui il nome… Fa un freddo incredibile!! Ci saranno -15°C!! Siamo tutti super imbacuccati con vari maglioni, calzamaglie, giubottoni, cappelli (per l’occasione ho comprato un cappellino tipico boliviano… di quelli di lana con le treccine) e guanti, ma il naso e le mani vogliono comunque staccarsi dal mio corpo!!

Giungiamo con le prime luci del giorno sul posto e ci godiamo lo spettacolo dell’alba dietro ai vapori un po’ solforosi del gayser… siamo ancora su Marte.

Sol de Mañana - Bolivia

Aguas Termales - Sol de Mañana - BoliviaRipartiamo per  Aguas Termales. Come dice il nome (i boliviani evidentemente non girano molto intorno alle cose… sono pittosto diretti) si tratta di una laguna con delle sorgenti d’acqua molto calde (35/40°C). E’ anche possibile farci il bagno, ma purtroppo io ed Elisabetta siamo sprovvisti di costume. Gli altri nostri compagni d’avventura si cimentano invece nell’impresa: la bravura sta nello spogliarsi in 3 secondi netti e fiondarsi nell’acqua bollente prima di rimanere congelati… stessa cosa all’uscita. Notare che non esistono spogliatoi, quindi all’uscita è più complicato perché bisogna correre fino alla jeep e cambiarsi là! Io, non volendo perdere del tutto l’esperienza, mi levo scarponi e calze, mi tiro su pantaloni e calzamaglia e faccio un bel pediluvio! Ahhhh… che goduria!! :D Uno dei compagni d’avventura ha avuto la brillante idea di mettere il costume ad asciugare sul cofano della jeep. Dopo un quarto d’ora era completamente ghiacciato e indurito!! :)

Aguas Termales - Sol de Mañana - Bolivia

Ultima tappa marziana: la Laguna Verde. Non vi sto nemmeno a dire perchè si chiama così. :) Siamo praticamente al confine col Chile. Dietro al lago si innalza il cono perfetto del Vulcano Licancabur il cui versante posteriore rispetto alla nostra visuale si trova già in terra cilena.

Volcano Licancabur and Laguna Verde - Bolivia

Stiamo per salutare la Bolivia… Javier ci accompagna al posto di frontiera, una casupola in mezzo alle Ande. Lì ci attende un pulmino che ci porterà a San Pedro de Atacama, in Chile.

 

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