Arequipa: la città bianca dai mille colori nascosti

blue&red

Dopo interminabili ore di viaggio in pullman passate a guardare DVD screener :shock: , a masticare pastiglie per il mal d’auto e a cercare di dormire tra bimbi urlanti e grassi tizi russanti, riusciamo ad arrivare ad Arequipa, città capoluogo dell’omonima regione peruviava. Dal terminal terrestre prendiamo un taxi alla volta di uno degli hotel che avevamo individuato sulla immancabile Lonely Planet. Scopriamo dal conducente che questi sono giorni di grande fermento perché è l’anniversario della fondazione della città (fondazione che risale al 1540), ergo sarà molto difficile trovare delle stanze libere. Detto-fatto, il primo albergo era pieno, come tutti gli altri che seguono nella nostra lista di preferenze. Per fortuna il tassista è davvero gentile e inizia a fermarsi ad ogni albergo che conosceva, assicurandoci che non voleva di più del prezzo pattuito. Qui aprirei una nota: se doveste capitare in sud-america chiedete sempre il costo del tragitto prima di salire sul taxi perchè non hanno il tassametro. Al sesto o settimo tentativo finalmente troviamo una stanza in quello che credo che sia uno dei più brutti hotel di Arequipa, ma è economico e situato esattamente dietro Plaza de Armas, la piazza principale della città. Con soddisfazione do’ una bella mancia al tassista che se l’è proprio meritata!!

arequipa-1

Il primo pomeriggio ad Arequipa lo passiamo sostanzialmente in trance, stravolti dal lungo viaggio, sorseggiando una Arequipeña (ottima birra locale) in un locale situato a primo piano del loggiato che circonda Plaza de Armas, mentre studiamo la guida per organizzare le visite dei giorni successivi. Scopriamo così che Arequipa è detta la ciudad blanca per via del sillar, la chiara pietra vulcanica con cui sono costruiti tutti gli edifici del centro storico (inserito nel patrimonio mondiale dell’UNESCO), estratta dalle pendici del vulcano El Misti, tutt’ora attivo, a cui piedi si estende la città.

Monasterio de Santa Catalina de Siena

Il giorno seguente, dopo una bella dormita ristoratrice, siamo pronti per esplorare la città. Decidiamo di affrontare subito la visita più impegnativa: il Monasterio de Santa Catalina de Siena. Si tratta di un convento destinato a monache di clausura provenienti dall’aristocrazia spagnola fondato nel 1579. Il termine “clausura” tuttavia non è da considerarsi molto vincolante in questo contesto: ciascuna suora aveva infatti a disposizione un alloggio privato arredato con mobili di pregio forniti in dote dalle famiglie, tre o quattro suore-serve, potevano organizzarericevimenti invitando anche persone esterne al convento e probailmente la clausola del voto di castità non veniva mai rispettata! :) La ragazze destinate ad entrare in convento erano per tradizione le secondogenite: le famiglie per assicurarsi tale prestigio dovevano versare ingenti doti in termini di opere d’arte e denaro al convento e fornire un corredo lussuoso alle figlie per non correre il rischio di sfigurare quando si davano i party!!

Orange&Blue Heaven's Door

Al di là di queste considerazioni, il monastero è stupendo! Innanzitutto è impressionante la sua mole: più di 20.000 metri quadrati, praticamente una città nella città. Considerando poi che quasi tutti i primi piani delle abitazioni delle suore sono crollati in seguito ad uno dei grandi terremoti che affliggono la zona, doveva essere enorme. All’interno ci sono vere e proprie vie con tanto di nomi! Altro aspetto sorprendente è costituito dai colori con cui sono dipinte le case: rosso fuoco, arancione e blu elettrico, tutti colori saturissimi, che mai ci saremmo aspettati di trovare in un monastero di clausura! La visita a questo gioiello è davvero consigliata!

Monasterio de Santa Catalina de SienaAltra meta assolutamente imperdibile è il sintetico “Museo Santuario de Altura del Sur Andino de la Universidad Católica de Santa María de Arequipa”, ci manca poco e si fa prima a visitarlo che a pronunciarne il nome. Nonostante ciò conserva al suo interno una delle mummie naturali meglio conservate al mondo: Juanita, la dama de Ampato. La storia di questa ragazza è tragica e affascinante allo stesso tempo. Il corpo è stato ritrovato nel 1995 da una spedizione di archeologi sulla cima del monte Ampato (6310 mt.) grazie al fatto che la calotta di ghiaccio che lo ricopriva si sciolse per un breve periodo in seguito all’eruzione di un vulcano vicino. Juanita era una ragazzina di circa 15 anni, nata tra il 1440 e il 1450 d.c., prescelta per essere sacrificata all’Apu, divinità che risiedeva nel vulcano. Dalle analisi effettuate è risultato che questa povera ragazza è stata uccisa con un colpo alla nuca e, a causa dell’intenso freddo, si congelò in brevissimo tempo. Il corpo infatti non presenta segni di decomposizione e conserva tutti gli organi interni, compreso il sangue. Ogni elemento del corredo è intatto, dai piccoli oggetti in oro alle meraviglios

arequipa-10

e e colortissime vesti. L’unica consolazione, anche se amara, è che l’atroce morte di questa ragazzina ci ha consentito di comprendere alcuni aspetti della cultura Inca.

Dopo questa visita un po’ triste per fortuna all’uscita ci accolgono i grandiosi festeggiamenti per l’anniversario della fondazione della città. Come in Bolivia, anche in Perù queste feste sono accompagnate da sfilate cui partecipano scuole, associazioni, congregazioni di lavoratori, atleti, militari… praticamente tutta la città! Ogni gruppo ha la sua banda, le sue coreografie, costumi variopinti e sembrano divertirsi come matti. Abbiamo avuto una gran bella fortuna a capitare in questi giorni ad Arequipa!

arequipa-15

 

 Visualizza sulla mappa

Post con argomenti simili

 


Canyon del Colca: el condor pasa »
Informazioni sul post