Canyon del Colca: el condor pasa

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Come già sperimentato in Bolivia, ci aggreghiamo ad un tour di 3 giorni, questa volta alla scoperta della Valle del Colca, una stupenda regione nel dipartimento di Arequipa. I nostri compagni di viaggio sono tutti peruviani, anzi direi tutte, visto che erano tutte donne: 2 signore di mezza età e 3 ragazze poco più che ventenni. La prima impressione non è proprio positiva, le signore si facevano gli affari loro e le ragazze erano del genere più truzzo immaginabile… occhialoni da sole, unghie decorate, chewing gum d’ordinanza, cellulare sempre a portata di mano. L’aspetto positivo è che saremo costretti a parlare in spagnolo.

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La prima tappa è una farmacia alle porte di Arequipa :shock: dove la guida ci consiglia di comprare le pastiglie per il mal di montagna perchè saliremo velocemente fino ai 5000m!! WOW! raggiungeremo il punto più alto della vacanza, nonchè il punto più alto dove siamo mi stati. Noi ci sentiamo ormai super-temprati dalla Bolivia e decidiamo di fare senza pastiglie! Un po’ come Reinhold Messner senza bombole sull’Everest! :D

Man mano che ci si avvicina alla Valle del Colca si attraversano bellissimi paesaggi, parchi naturali e punti panoramici mozzafiato fino ad arrivare ai fatidici 5000 presso il Mirador de los Andes - Tramo de la Cordillera Volcanica en los Andes Centrales. Da questa terrazza naturale si vedono le cime di tutti i vulcani della zona, compreso l’Ampato, sullca cui cima è stata ritrovata Juanita. Come previsto per fortuna il mal di montagna non si fa sentire, almeno per noi… una delle altre ragazze è ridotta una straccio!

Friedrich :)

La successiva tappa è Chivay, una placida cittadina che costituisce la porta di ingresso per il canyon più profondo del mondo (4610m). Inizio a realizzare ora di quante cose “più … del mondo” abbiamo visto in questa vacanza! :shock: Chivay ci lascia abbastanza indifferenti. Al contrario dele nostre compagne di viaggio, noi abbiamo optato per l’albergo più economico, cifra stilistica del nostro viaggio (al momento della prenotazione era pssibile scegliere tra diverse opzioni). L’Inca Wasi (il nome dell’ostello) è pulito e recentemente ristrutturato, letti comodi e soprattutto doccia calda!! AHHHH che goduria! :D

The girl and the little alpaca

Il mattino seguente si parte con destinazione la Cruz del Condor, un punto d’osservazione da cui si possono ammirare i condor, animali davvero notevoli (non posso dire “belli”!) e affascinanti. Il problema è che i condor possono essere osservati in volo solo la mattina presto o la sera, cioè quando le correnti ascensionali consentono il volo planato tipico di questi uccelli. La sveglia è infatti a un’ora indecente e saliamo sul pulmino come degli zombie. Ci addentriamo nel Cañón seguendo una strada sterrata a mezza costa. Ci fermiamo ripetutamente per ammirare i bellissimi paesaggi caratterizzati dai terrazzamenti pre-incaici ricavati sulle ancora dolci pendici del canyon.

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Giungiamo finalmente al punto d’osservazione. E’ già gremito di persone e sgomitiamo un po’ per raggiungere un posto per fare delle buone foto. Tutti sono in silenzio in attesa, quando all’improvviso si scorge una macchia scura a fondo valle. La risalita è lenta. Piano piano il primo condor raggiunge il livello della terrazza: è una femmina gigantesca (riconoscibile dall’assenza della cresta sulla testa) di colore marrone dall’impressionante apertura alare. I condor adulti raggiungono i 3m ca. di apertura alare, secondi solo agli albatros! Sono delle bestie davvero grandi!! Ovviemante nelle orecchie non può che riecheggiarci la famosissima canzone “El condor pasa”, inno de facto del Perù.

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