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	<title>Frammenti di viaggio</title>
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	<description>Fotografie e diari di Gianluca e Elisabetta</description>
	<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 22:55:13 +0000</pubDate>
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		<title>Canyon del Colca: el condor pasa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 22:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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Come già sperimentato in Bolivia, ci aggreghiamo ad un tour di 3 giorni, questa volta alla scoperta della Valle del Colca, una stupenda regione nel dipartimento di Arequipa. I nostri compagni di viaggio sono tutti peruviani, anzi direi tutte, visto che erano tutte donne: 2 signore di mezza età e 3 ragazze poco più che [...]<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-15.64122114045799&amp;lng=-71.7352294921875" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="colca-23" rel="flickr-mgr[colca]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3747592568/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3491/3747592568_f8f69ea9e8_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3491/3747592568_d7114263e9.jpg" alt="colca-23" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Come già sperimentato in Bolivia, ci aggreghiamo ad un tour di 3 giorni, questa volta alla scoperta della <a title="Canyon del Colca su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Colca_Canyon" target="_blank">Valle del Colca</a>, una stupenda regione nel dipartimento di Arequipa. I nostri compagni di viaggio sono tutti peruviani, anzi direi tutte, visto che erano tutte donne: 2 signore di mezza età e 3 ragazze poco più che ventenni. La prima impressione non è proprio positiva, le signore si facevano gli affari loro e le ragazze erano del genere più truzzo immaginabile&#8230; occhialoni da sole, unghie decorate, chewing gum d&#8217;ordinanza, cellulare sempre a portata di mano. L&#8217;aspetto positivo è che saremo costretti a parlare in spagnolo.</p>
<p style="text-align: left;"><a class="flickr-image" title="colca-1" rel="flickr-mgr[colca]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3747562060/" target="_blank"><img class="flickr-original alignleft" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2642/3747562060_92db0fedb4_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2642/3747562060_c468923c0b_m.jpg" alt="colca-1" width="240" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">La prima tappa è una farmacia alle porte di Arequipa <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> dove la guida ci consiglia di comprare le pastiglie per il mal di montagna perchè saliremo velocemente fino ai 5000m!! WOW! raggiungeremo il punto più alto della vacanza, nonchè il punto più alto dove siamo mi stati. Noi ci sentiamo ormai super-temprati dalla Bolivia e decidiamo di fare senza pastiglie! Un po&#8217; come Reinhold Messner senza bombole sull&#8217;Everest! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Man mano che ci si avvicina alla Valle del Colca si attraversano bellissimi paesaggi, parchi naturali e punti panoramici mozzafiato fino ad arrivare ai fatidici 5000 presso il Mirador de los Andes - Tramo de la Cordillera Volcanica en los Andes Centrales. Da questa terrazza naturale si vedono le cime di tutti i vulcani della zona, compreso l&#8217;Ampato, sullca cui cima è stata ritrovata <a href="http://www.digitalexile.it/nasta/2009/07/arequipa-la-citta-bianca-dai-mille-colori-nascosti/">Juanita</a>. Come previsto per fortuna il mal di montagna non si fa sentire, almeno per noi&#8230; una delle altre ragazze è ridotta una straccio!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Friedrich :)" rel="flickr-mgr[colca]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3746778373/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2607/3746778373_bd2402b0e7_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2607/3746778373_d78ceec39c.jpg" alt="Friedrich :)" /></a></p>
<p style="text-align: left;">La successiva tappa è Chivay, una placida cittadina che costituisce la porta di ingresso per il canyon più profondo del mondo (4610m). Inizio a realizzare ora di quante cose &#8220;più &#8230; del mondo&#8221; abbiamo visto in questa vacanza! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Chivay ci lascia abbastanza indifferenti. Al contrario dele nostre compagne di viaggio, noi abbiamo optato per l&#8217;albergo più economico, cifra stilistica del nostro viaggio (al momento della prenotazione era pssibile scegliere tra diverse opzioni). L&#8217;Inca Wasi (il nome dell&#8217;ostello) è pulito e recentemente ristrutturato, letti comodi e soprattutto doccia calda!! AHHHH che goduria! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="The girl and the little alpaca" rel="flickr-mgr[colca]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3746783385/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2601/3746783385_b99a171cec_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2601/3746783385_bf0bed5607.jpg" alt="The girl and the little alpaca" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Il mattino seguente si parte con destinazione la <em>Cruz del Condor</em>, un punto d&#8217;osservazione da cui si possono ammirare i condor, animali davvero notevoli (non posso dire &#8220;belli&#8221;!) e affascinanti. Il problema è che i condor possono essere osservati in volo solo la mattina presto o la sera, cioè quando le correnti ascensionali consentono il volo planato tipico di questi uccelli. La sveglia è infatti a un&#8217;ora indecente e saliamo sul pulmino come degli zombie. Ci addentriamo nel <em>Cañón</em> seguendo una strada sterrata a mezza costa. Ci fermiamo ripetutamente per ammirare i bellissimi paesaggi caratterizzati dai terrazzamenti pre-incaici ricavati sulle ancora dolci pendici del canyon.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="colca-14" rel="flickr-mgr[colca]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3747582716/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3015/3747582716_a4ee8abddf_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3015/3747582716_72b1c7cf54.jpg" alt="colca-14" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Giungiamo finalmente al punto d&#8217;osservazione. E&#8217; già gremito di persone e sgomitiamo un po&#8217; per raggiungere un posto per fare delle buone foto. Tutti sono in silenzio in attesa, quando all&#8217;improvviso si scorge una macchia scura a fondo valle. La risalita è lenta. Piano piano il primo condor raggiunge il livello della terrazza: è una femmina gigantesca (riconoscibile dall&#8217;assenza della cresta sulla testa) di colore marrone dall&#8217;impressionante apertura alare. I condor adulti raggiungono i 3m ca. di apertura alare, secondi solo agli albatros! Sono delle bestie davvero grandi!! Ovviemante nelle orecchie non può che riecheggiarci la famosissima canzone <a title="El condor pasa su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=-ka-7tsB23E" target="_blank"><em>&#8220;El condor pasa&#8221;</em></a>, inno de facto del Perù.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="colca-22" rel="flickr-mgr[colca]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3747591930/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2463/3747591930_8f25784c7d_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2463/3747591930_512a322105.jpg" alt="colca-22" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
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<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-15.64122114045799&amp;lng=-71.7352294921875" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Arequipa: la città bianca dai mille colori nascosti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 21:33:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Dopo interminabili ore di viaggio in pullman passate a guardare DVD screener  , a masticare pastiglie per il mal d&#8217;auto e a cercare di dormire tra bimbi urlanti e grassi tizi russanti, riusciamo ad arrivare ad Arequipa, città capoluogo dell&#8217;omonima regione peruviava. Dal terminal terrestre prendiamo un taxi alla volta di uno degli hotel [...]<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-16.39876855755346&amp;lng=-71.53687477111816" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="blue&amp;red" rel="flickr-mgr[arequipa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3699307536/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3423/3699307536_369f77beb7_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3423/3699307536_573c5e0dca_b.jpg" alt="blue&amp;red" width="483" height="717" /></a></p>
<p>Dopo interminabili ore di viaggio in pullman passate a guardare DVD <a title="Screener su Wikipedia (it)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Screener">screener</a> <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> , a masticare pastiglie per il mal d&#8217;auto e a cercare di dormire tra bimbi urlanti e grassi tizi russanti, riusciamo ad arrivare ad Arequipa, città capoluogo dell&#8217;omonima regione peruviava. Dal <em>terminal terrestre</em> prendiamo un taxi alla volta di uno degli hotel che avevamo individuato sulla immancabile Lonely Planet. Scopriamo dal conducente che questi sono giorni di grande fermento perché è l&#8217;anniversario della fondazione della città (fondazione che risale al 1540), ergo sarà molto difficile trovare delle stanze libere. Detto-fatto, il primo albergo era pieno, come tutti gli altri che seguono nella nostra lista di preferenze. Per fortuna il tassista è davvero gentile e inizia a fermarsi ad ogni albergo che conosceva, assicurandoci che non voleva di più del prezzo pattuito. Qui aprirei una nota: se doveste capitare in sud-america chiedete sempre il costo del tragitto prima di salire sul taxi perchè non hanno il tassametro. Al sesto o settimo tentativo finalmente troviamo una stanza in quello che credo che sia uno dei più brutti hotel di Arequipa, ma è economico e situato esattamente dietro Plaza de Armas, la piazza principale della città. Con soddisfazione do&#8217; una bella mancia al tassista che se l&#8217;è proprio meritata!!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="arequipa-1" rel="flickr-mgr[arequipa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3698492287/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2651/3698492287_61e5240ab9_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2651/3698492287_e3427f0bb2.jpg" alt="arequipa-1" /></a></p>
<p>Il primo pomeriggio ad Arequipa lo passiamo sostanzialmente in <em>trance,</em> stravolti dal lungo viaggio, sorseggiando una <em>Arequipeña</em> (ottima birra locale) in un locale situato a primo piano del loggiato che circonda Plaza de Armas, mentre studiamo la guida per organizzare le visite dei giorni successivi. Scopriamo così che Arequipa è detta <em>la ciudad blanca</em> per via del <a title="sillar su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sillar" target="_blank"><em>sillar</em></a>, la chiara pietra vulcanica con cui sono costruiti tutti gli edifici del centro storico (inserito nel <a title="Arequipa sul sito dell'UNESCO (en)" href="http://whc.unesco.org/en/list/1016" target="_blank">patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO</a>), estratta dalle pendici del vulcano El Misti, tutt&#8217;ora attivo, a cui piedi si estende la città.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Monasterio de Santa Catalina de Siena" rel="flickr-mgr[arequipa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3698502675/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2589/3698502675_e11df666cc_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2589/3698502675_cf5ba3a9b6.jpg" alt="Monasterio de Santa Catalina de Siena" /></a></p>
<p>Il giorno seguente, dopo una bella dormita ristoratrice, siamo pronti per esplorare la città. Decidiamo di affrontare subito la visita più impegnativa: il <a title="Il Monasterio de Santa Catalina su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Santa_Catalina_Monastery" target="_blank"><em>Monasterio de Santa Catalina de Siena</em></a>. Si tratta di un convento destinato a monache di clausura provenienti dall&#8217;aristocrazia spagnola fondato nel 1579. Il termine &#8220;clausura&#8221; tuttavia non è da considerarsi molto vincolante in questo contesto: ciascuna suora aveva infatti a disposizione un alloggio privato arredato con mobili di pregio forniti in dote dalle famiglie, tre o quattro suore-serve, potevano organizzarericevimenti invitando anche persone esterne al convento e probailmente la clausola del voto di castità non veniva mai rispettata! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> La ragazze destinate ad entrare in convento erano per tradizione le secondogenite: le famiglie per assicurarsi tale prestigio dovevano versare ingenti doti in termini di opere d&#8217;arte e denaro al convento e fornire un corredo lussuoso alle figlie per non correre il rischio di sfigurare quando si davano i party!!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Orange&amp;Blue Heaven's Door" rel="flickr-mgr[arequipa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3698498461/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3427/3698498461_c37f055985_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3427/3698498461_7a9bda20bb.jpg" alt="Orange&amp;Blue Heaven's Door" /></a></p>
<p>Al di là di queste considerazioni, il monastero è stupendo! Innanzitutto è impressionante la sua mole: più di 20.000 metri quadrati, praticamente una città nella città. Considerando poi che quasi tutti i primi piani delle abitazioni delle suore sono crollati in seguito ad uno dei grandi terremoti che affliggono la zona, doveva essere enorme. All&#8217;interno ci sono vere e proprie vie con tanto di nomi! Altro aspetto sorprendente è costituito dai colori con cui sono dipinte le case: rosso fuoco, arancione e blu elettrico, tutti colori saturissimi, che mai ci saremmo aspettati di trovare in un monastero di clausura! La visita a questo gioiello è davvero consigliata!</p>
<p><a class="flickr-image" title="Monasterio de Santa Catalina de Siena" rel="flickr-mgr[arequipa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3698505013/" target="_blank"><img class="flickr-original alignleft" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2642/3698505013_5b77025671_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2642/3698505013_edd007cb50_m.jpg" alt="Monasterio de Santa Catalina de Siena" width="162" height="240" /></a>Altra meta assolutamente imperdibile è il sintetico &#8220;Museo Santuario de Altura del Sur Andino de la Universidad Católica de Santa María de Arequipa&#8221;, ci manca poco e si fa prima a visitarlo che a pronunciarne il nome. Nonostante ciò conserva al suo interno una delle mummie naturali meglio conservate al mondo:<a title="Juanita su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mummy_Juanita" target="_blank"> </a><em><a title="Juanita su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mummy_Juanita" target="_blank">Juanita, la dama de Ampato</a>.</em> La storia di questa ragazza è tragica e affascinante allo stesso tempo. Il corpo è stato ritrovato nel 1995 da una spedizione di archeologi sulla cima del monte Ampato (6310 mt.) grazie al fatto che la calotta di ghiaccio che lo ricopriva si sciolse per un breve periodo in seguito all&#8217;eruzione di un vulcano vicino. Juanita era una ragazzina di circa 15 anni, nata tra il 1440 e il 1450 d.c., prescelta per essere sacrificata all&#8217;Apu, divinità che risiedeva nel vulcano. Dalle analisi effettuate è risultato che questa povera ragazza è stata uccisa con un colpo alla nuca e, a causa dell&#8217;intenso freddo, si congelò in brevissimo tempo. Il corpo infatti non presenta segni di decomposizione e conserva tutti gli organi interni, compreso il sangue. Ogni elemento del corredo è intatto, dai piccoli oggetti in oro alle meraviglios</p>
<p><a class="flickr-image" title="arequipa-10" rel="flickr-mgr[arequipa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3698515851/" target="_blank"><img class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2525/3698515851_e2c7b5c780_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2525/3698515851_e93205a046_m.jpg" alt="arequipa-10" width="240" height="169" /></a></p>
<p>e e colortissime vesti. L&#8217;unica consolazione, anche se amara, è che l&#8217;atroce morte di questa ragazzina ci ha consentito di comprendere alcuni aspetti della cultura Inca.</p>
<p>Dopo questa visita un po&#8217; triste per fortuna all&#8217;uscita ci accolgono i grandiosi festeggiamenti per l&#8217;anniversario della fondazione della città. Come in Bolivia, anche in Perù queste feste sono accompagnate da sfilate cui partecipano scuole, associazioni, congregazioni di lavoratori, atleti, militari&#8230; praticamente tutta la città! Ogni gruppo ha la sua banda, le sue coreografie, costumi variopinti e sembrano divertirsi come matti. Abbiamo avuto una gran bella fortuna a capitare in questi giorni ad Arequipa!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="arequipa-15" rel="flickr-mgr[arequipa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3699400410/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2465/3699400410_df22a839d4_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2465/3699400410_0f95f90cbd.jpg" alt="arequipa-15" /></a></p>
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</ul>
<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-16.39876855755346&amp;lng=-71.53687477111816" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il deserto dell&#8217;Atacama: il luogo più arido del mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 22:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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Ci troviamo al posto di confine boliviano situato nei pressi della laguna verde alle pendici del vulcano Licancabùr. Si tratta di una casupola sperduta in mezzo alle Ande dove due ufficiali timbrano i passaporti e raccolgono i visti dei turisti in uscita dal Paese. Ci attende all&#8217;uscita una visione quasi mistica: un pulmino nuovo di [...]<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-22.912681947545142&amp;lng=-68.19952547550201" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="cactus door" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3605399438/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3341/3605399438_ffb63df1e4_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3341/3605399438_16ef070f42_b.jpg" alt="cactus door" width="483" height="717" /></a></p>
<p>Ci troviamo al posto di confine boliviano situato nei pressi della laguna verde alle pendici del vulcano Licancabùr. Si tratta di una casupola sperduta in mezzo alle Ande dove due ufficiali timbrano i passaporti e raccolgono i visti dei turisti in uscita dal Paese. Ci attende all&#8217;uscita una visione quasi mistica: un pulmino nuovo di zecca parcheggiato su una lingua di asfalto nero posato di recente. Civiltà!! Dopo giorni passati allo stato brado sballonzolando sulle piste pietrose, un po&#8217; di riposo per la schiena fa proprio piacere! Si parte con destinazione <a title="San Pedro de Atacama su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/San_pedro_de_atacama" target="_blank">San Pedro de Atacama</a>, rilassatissima cittadina cilena situata nel mezzo di un altro tra i posti più inospitali della terra: <a title="Il deserto dell'Atacama su Wikipedia (it)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deserto_di_Atacama" target="_blank">il deserto dell&#8217;Atacama</a>.</p>
<p><a class="flickr-image" title="San Pedro de Atacama" rel="flickr-mgr[atacama]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3605138202/" target="_blank"><img id="kwiclick-temp-9" class="flickr-original alignleft" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3334/3605138202_0765de0e49_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3334/3605138202_cccf468f45_m.jpg" alt="San Pedro de Atacama" width="162" height="240" /></a>Espletate le formalità al posto di frontiera cileno, ci mettiamo in cerca di un alberghetto, possibilmente con doccia. Mentre camminiamo curvi sotto il peso dello zainone ci accorgiamo che, mentre noi siamo ancora imbacuccati da capo a piedi con vestiti pesantissimi, calzamaglie e giubottoni, le persone che ci circondano sono tutte in calzoncini corti e maglietta!! Finalmente un po&#8217; di caldo!! Sfortunatamente cominciano anche le brutte sorprese: i prezzi sono decisamente più alti che in Bolivia e direi quasi in linea con quelli europei. Alla fine ci accontentiamo di una stanza doppia non troppo bella, ma con un bagno decente.</p>
<p>San Pedro è un paesino che in parte sembra uscito da un film di Zorro: le strade sono in terra battuta, lo stile imperante è quello coloniale e la rilassatezza che si respira fa molto <em>siesta</em>. Ci sono molti turisti, compresi molti italiani, ad affollare questa cittadina sorprendentemente <em>cool</em> e piena di bei localini tenuti molto bene. Ci innamoriamo velocemente del favoloso <a title="il pisco sour su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pisco_Sour" target="_blank">Pisco Sour</a>, un cocktail a base di un liquore tipico, la cui paternità è contesa fra Cile e Perù, e ne buttiamo giù diversi, felici di aver ritrovato un po&#8217; di civiltà, ma anche un po&#8217; tristi per la bella avventura nel salar ormai terminata.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Il nostro ristorante preferito" rel="flickr-mgr[atacama]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3605179254/" target="_blank"><img id="kwiclick-temp-19" class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3007/3605179254_3995183e44_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3007/3605179254_32875d750a.jpg" alt="Il nostro ristorante preferito" /></a></p>
<p>Dopo un giorno di completo relax, riposo e &#8220;restauro&#8221; delle nostre persone, ci segniamo presso una delle innumerevoli agenzie di turismo ad un tour di una giornata volto alla scoperta delle bellezze naturalistiche</p>
<p><a class="flickr-image" title="Il deserto dell'Atacama" rel="flickr-mgr[atacama]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3604378729/" target="_blank"><img id="kwiclick-temp-29" class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3406/3604378729_4a054fbca3_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3406/3604378729_b7865df0c2_m.jpg" alt="Il deserto dell'Atacama" width="216" height="152" /></a> della zona, anche se un po&#8217; temiamo il paragone col Salar de Uyuni. Il deserto dell&#8217;Atacama è tra i luoghi più aridi della terra: la massima quantità di pioggia registrata nell&#8217;arco di un anno è stata di ben 3mm e addirittura è passato un periodo di 40 anni senza che nemmeno una goccia d&#8217;acqua precipitasse dal cielo. Persino l&#8217;acqua presente nel sottosuolo, proveniente dalle cime Andine, è inutilizzabile perchè ricca di arsenico. Per strappare qualche ettaro al deserto è stata piantata una barriera di una specie particolare di alberi intorno a San Pedro, in grado di fermare la sabbia spazzata dal vento. Usciti da questa barriera in effetti il paesaggio muta radicalmente: non c&#8217;è più traccia nemmeno di un arbusto rinsecchito e si vede solo un vasta pianura ricoperta di sassi a perdita d&#8217;occhio. L&#8217;assenza pressoché totale di piogge ha inoltre permesso di conservare le tracce di uno dei <a href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3604383725/" title="Camino de los incas" target="_blank" class="flickr-image" rel="flickr-mgr" ><em>caminos de los incas</em></a>, sentieri che univano la periferia dell&#8217;impero con il suo centro nevralgico, Cuzcos. </p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Lacuna Miscanti" rel="flickr-mgr[atacama]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3605411128/" target="_blank"><img id="kwiclick-temp-39" class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm3.static.flickr.com/2459/3605411128_c0f23cb824_o.jpg" src="http://farm3.static.flickr.com/2459/3605411128_5443d0986b.jpg" alt="Lacuna Miscanti" /></a></p>
<p>Il tour prevede la visita di due bellissime <em>lacunas altiplanicas</em> (<a title="Stop motion della Via Lattea che sorge sulla laguna Miscanti - da vedere!!" href="http://www.astrosurf.com/sguisard/Anim-astro/P32/P32.html" target="_blank">Miscanti e Miñiques</a>) che prendono il nome dai due vulcani sovrastanti. Mentre ci aggiriamo sulle rive dei laghetti riusciamo inaspettatamente ad avvistare un gruppo di bellissime <em>vicuñas</em> e uno <em>zorro</em>, una volpe andina, a distanza molto ravvicinata. Insomma&#8230; nulla da invidiare a quello che abbiamo visto in Bolivia!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Zorro - Andean fox" rel="flickr-mgr[atacama]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3604423903/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3636/3604423903_1688790f0c_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3636/3604423903_d1dbaec2f3.jpg" alt="Zorro - Andean fox" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima tappa del tour prevede una sosta al Salar de Atacama, la terza distesa di sale per estensione dopo Salt Lake e il Salar de Uyuni. La formazione di questo lago di sale è però completamente diversa: non si è formato infatti per evaporazione di un preesistente bacino d&#8217;acqua, bensì dalle acque sotteranee provenienti dalle Ande che qui emergono ed evaporano. Essendo una zona altamente vulcanica, l&#8217;acqua è ricca di sali e minerali vari (gli stessi che causano le strane colorazioni dei laghi boliviani) che rimangono sul terreno una volta che l&#8217;acqua stessa è evaporata. Il salar, a differenza di quello di Uyuni, non è una distesa piatta e bianca, ma è caratterizzato da una superficie completamente irregolare, &#8220;ruvida&#8221; e marroncina. Qui il confronto sicuramente non esiste, anche se la bellezza della catena andina sullo sfondo mozza veramente il fiato!! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Salar de Atacama" rel="flickr-mgr[atacama]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3605389556/" target="_blank"><img class="flickr-flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3607/3605389556_3056a21152_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3607/3605389556_b2c5b66e25.jpg" alt="Salar de Atacama" /></a></p>
<p>La pacchia è finita, domani si riparte alla volta del Perù. Recuperiamo i panni portati in una lavanderia che ce li fa pagare a peso <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> , ci gustiamo l&#8217;ultima cena in un bel ristorantino e sorseggiamo un buon Pisco Sour. Ci aspetta un lunghissimo viaggio in pullman di più di 1200km che ci porterà ad Arequipa, nel sud del Perù, passando per le città di Arica e Tacna. L&#8217;unica nota positiva è che i pullman cileni sono veramente superiori rispetto a quelli boliviani, con tanto di hostess, tv, bagno e partita di bingo! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Si, partita di bingo con in palio un biglietto gratis per il ritorno <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>L&#8217;ultima osservazione che voglio fare è sui prezzi. Nei tre giorni passati in Cile abbiamo speso quasi 2/3 di quanto abbiamo speso in 10 giorni in Bolivia. Questo rende l&#8217;idea di quanto sia enormemente più basso il costo della vita dall&#8217;altra parte delle Ande e di quanto invece sia più ricca l&#8217;economia cilena, i cui costi per il soggiorno sono del tutto paragonabili a quelli europei.<br />
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<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-22.912681947545142&amp;lng=-68.19952547550201" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ultimi giorni in Bolivia, o su Marte forse?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 21:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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Dopo gli spettacolari paesaggi del giorno precedente pensavo che nulla mi avrebbe più stupito&#8230; ma mi sbagliavo. Quella punta di Bolivia che si incastra tra l&#8217;Argentina e il Chile è un angolo di mondo selvaggio, incontaminato e affascinante. Tutto è talmente distante dai nostri paesaggi europei da farci rimanere a bocca aperta ad ogni monte, [...]<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-22.777574333960846&amp;lng=-67.81448364257812" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="salar_uyuni-015" rel="flickr-mgr[reserva_avaroa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3363179375/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3610/3363179375_9304599439_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3610/3363179375_8478db443b_b.jpg" alt="salar_uyuni-015" width="483" height="717" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Dopo gli spettacolari paesaggi del giorno precedente pensavo che nulla mi avrebbe più stupito&#8230; ma mi sbagliavo. Quella punta di Bolivia che si incastra tra l&#8217;Argentina e il Chile è un angolo di mondo selvaggio, incontaminato e affascinante. Tutto è talmente distante dai nostri paesaggi europei da farci rimanere a bocca aperta ad ogni monte, lago o deserto che vediamo.</p>
<p style="text-align: left;">Ci alziamo di buon ora. Oggi è il 6 Agosto, festa dell&#8217;indipendenza. Evelina, la <em>cucinera</em>, addobba la jeep con nastri rosso-giallo-verdi, i colori della bandiera boliviana. Lei e Javier sono molto orgogliosi della loro nazione e preoccupati per le sue sorti&#8230; fra pochi giorni ci sarà il <a title="Referendum revocatorio su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bolivian_vote_of_confidence_referendum,_2008" target="_blank">referendum </a><em><a title="Referendum revocatorio su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bolivian_vote_of_confidence_referendum,_2008" target="_blank">revocatorio</a> </em>indetto dagli autonomisti che spingono per la separazione delle province del sud. Già ci sono notizie di scontri e blocchi stradali.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Flamingo on ice and Volcano Ollague" rel="flickr-mgr[reserva_avaroa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3363998914/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3590/3363998914_d17bbce238_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3590/3363998914_26f5c96d98_b.jpg" alt="Flamingo on ice and Volcano Ollague" width="552" height="819" /></a></p>
<p style="text-align: left;">In questi ultimi due giorni visiteremo la <a title="Sito ufficiale" href="http://www.bolivia-rea.com/" target="_blank"><em>Reserva National de fauna andina Eduardo Avaroa</em></a>. Ci dirigiamo verso un gruppo di <em>lagunas</em> situate alle pendici del <a title="Vulcano Ollague su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ollag%C3%BCe" target="_blank">Vulcano Ollagüe</a>, un massiccio stratovulcano alto 5650mt. e caratterizzato dalla presenza di fumarole. Una delle lagune è completamente ricoperta da uno strato di ghiaccio e i fenicotteri sono costretti a romperlo col becco per potersi nutrire. E io che pensavo ai fenicotteri come ad animali tropicali!!</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Andean Flamingos" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3363183097/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3625/3363183097_3924e8e63e_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3625/3363183097_9327cd9711.jpg" alt="Andean Flamingos" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Di lago in lago ci avviciniamo sempre più al confine sud-occidentale. Attraversimo deserti di sassi, praterie di <a title="Ichu su Wikipedia (es)" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Stipa_ichu" target="_blank"><em>ichu</em></a>, deserti di sabbia e piccoli salar. Le piste si fanno sempre più impervie e il viaggio più scomodo: ogni tre sobbalzi picchio la testa o sul finestrino o sul tettuccio! :)  <a class="flickr-image" title="L'alebro di Pietra - Arbol de Piedra" rel="flickr-mgr[reserva_avaroa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3363196923/" target="_blank"><img class="flickr-original alignleft" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3603/3363196923_783d4be4e1_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3603/3363196923_c3366ef7fe_m.jpg" alt="L'alebro di Pietra - Arbol de Piedra" width="240" height="169" /></a>Finalmente riusciamo ad avvistare le <em>vicuñas</em> (vigogne), una razza di camelide simile al lama, ma selvatica, da cui si ricava la lana in assoluto più pregiata. Sono molto diffidenti e scappano appena sentono arrivare la jeep. A metà giornata arriviamo al &#8220;famoso&#8221; <em>Arbol de Piedra</em>, una particolare conformazione rocciosa plasmata dall&#8217;erosione dei venti, che le ha conferito una forma ad albero. Siamo nel cosiddetto <em>Desierto de Dalì</em>, l&#8217;ennesimo paesaggio marziano che attraversiamo, così chiamato perchè costellato da conformazioni rocciose dalle forme tanto bizzarre da ricordare i quadri del famoso artista.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo parecchi chilometri di sobbalzi e paesaggi extraterrestri arriviamo alla <em>Laguna Colorada</em>, la prova che siamo effettivamente su Marte e non sulla Terra!! Indovinate perchè la chiamano così? Bravi, perchè è colorata di rosso, proprio come il succitato pianeta&#8230; La colorazione è dovuta alla presenza nelle sue acque di alghe di cui vanno ghiotti i fenicotteri (da notare che alla nascita i fenicotteri sono bianchi e che diventano sempre più rosa invecchiando proprio perchè il pigmento contenuto nelle alghe di cui si cibano va sedimentandosi nelle piume). Nel lago ci sono anche delle isole bianche, che io credevo fatte di ghiaccio, ma che invcece trattansi di isole di <a title="Borace su Wikipedia (it)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borace" target="_blank">borace</a>, un minerale a base di boro. Tutta la catena delle Ande è caratterizzata da una forte atività vulcanica e questi sono alcuni degli effetti&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Laguna Colorada - Bolivia - Panorama" rel="flickr-mgr[reserva_avaroa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3363259621/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3583/3363259621_7c1c35292d_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3583/3363259621_ab32292a73.jpg" alt="Laguna Colorada - Bolivia - Panorama" /></a></p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; quasi buio e per la notte ci accampiamo in un &#8220;ostello&#8221; nelle vicinanze. Chiamarlo ostello in effetti è un eufemismo: mattoni di fango, tetto di lamiera, niente riscaldamento (vabhe, non c&#8217;era nel resto dei posti dove siamo stati, se c&#8217;era qui era grave! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ), niente acqua calda e diciamo quasi niente acqua, la luce viene staccata all 21.00, camerate da 6/8 persone. Nonostante tutto Evelina ci prepara una cenetta coi fiocchi e dopo si presenta con una bottiglia di vino scaldata sul fuoco, una sorta di vin brulè dei poveri: finiamo la giornata in allegria brindando alla Bolivia. Quella sarà la notte peggiore passata in Bolivia per via del mal di montagna (siamo a circa 4300mt)&#8230; in 6 in una stanza l&#8217;ossigeno finisce presto&#8230; mi sono svegliato alle 4 in preda all&#8217;ansia perchè non riuscivo a respirare, ora capisco cosa può provare un asmatico!!</p>
<p style="text-align: left;">Per fortuna la sveglia è per le 5 (questa probabilemnte sarà l&#8217;unica volta che in vita mia dirò che per <em>fortuna</em> la sveglia è alle 5), fuori è ancora buoi, ma dobbiamo impacchettare tutto e partire velocemente per poter ammirare l&#8217;alba sui gayser del <a title="Il gayser del Sol de Manana su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sol_de_Ma%C3%B1ana" target="_blank"><em>Sol de Mañana</em></a>, altrimenti poi si dissolvono col &#8220;calore&#8221; del giorno e da cui il nome&#8230; Fa un freddo incredibile!! Ci saranno -15°C!! Siamo tutti super imbacuccati con vari maglioni, calzamaglie, giubottoni, cappelli (per l&#8217;occasione ho comprato un cappellino tipico boliviano&#8230; di quelli di lana con le treccine) e guanti, ma il naso e le mani vogliono comunque staccarsi dal mio corpo!!</p>
<p style="text-align: left;">Giungiamo con le prime luci del giorno sul posto e ci godiamo lo spettacolo dell&#8217;alba dietro ai vapori un po&#8217; solforosi del gayser&#8230; siamo ancora su Marte.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Sol de Mañana - Bolivia" rel="flickr-mgr[reserva_avaroa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3366492816/" target="_blank"><img class="flickr-original" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3461/3366492816_1a5072b261_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3461/3366492816_3961cd7498.jpg" alt="Sol de Mañana - Bolivia" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><a class="flickr-image" title="Aguas Termales - Sol de Mañana - Bolivia" rel="flickr-mgr[rserva_avaroa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3365674075/" target="_blank"><img class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3548/3365674075_b0bcb7d3f9_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3548/3365674075_a22132741d_m.jpg" alt="Aguas Termales - Sol de Mañana - Bolivia" width="240" height="169" /></a>Ripartiamo per  <em>Aguas Termales.</em> Come dice il nome (i boliviani evidentemente non girano molto intorno alle cose&#8230; sono pittosto diretti) si tratta di una <em>laguna</em> con delle sorgenti d&#8217;acqua molto calde (35/40°C). E&#8217; anche possibile farci il bagno, ma purtroppo io ed Elisabetta siamo sprovvisti di costume. Gli altri nostri compagni d&#8217;avventura si cimentano invece nell&#8217;impresa: la bravura sta nello spogliarsi in 3 secondi netti e fiondarsi nell&#8217;acqua bollente prima di rimanere congelati&#8230; stessa cosa all&#8217;uscita. Notare che non esistono spogliatoi, quindi all&#8217;uscita è più complicato perché bisogna correre fino alla jeep e cambiarsi là! Io, non volendo perdere del tutto l&#8217;esperienza, mi levo scarponi e calze, mi tiro su pantaloni e calzamaglia e faccio un bel pediluvio! Ahhhh&#8230; che goduria!! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> Uno dei compagni d&#8217;avventura ha avuto la brillante idea di mettere il costume ad asciugare sul cofano della jeep. Dopo un quarto d&#8217;ora era completamente ghiacciato e indurito!! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Aguas Termales - Sol de Mañana - Bolivia" rel="flickr-mgr[reserva_avaroa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3365670423/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3458/3365670423_0ba61eeb63_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3458/3365670423_4b3285e48e.jpg" alt="Aguas Termales - Sol de Mañana - Bolivia" width="500" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Ultima tappa marziana: la <em>Laguna Verde</em>. Non vi sto nemmeno a dire perchè si chiama così. <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> Siamo praticamente al confine col Chile. Dietro al lago si innalza il cono perfetto del <a title="Vulcano Licancabur su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Licancabur" target="_blank">Vulcano Licancabur</a> il cui versante posteriore rispetto alla nostra visuale si trova già in terra cilena.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Volcano Licancabur and Laguna Verde - Bolivia" rel="flickr-mgr[reserva_avaroa]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3366498584/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3459/3366498584_6f02a907f5_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3459/3366498584_16cc6fe5fc.jpg" alt="Volcano Licancabur and Laguna Verde - Bolivia" width="500" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Stiamo per salutare la Bolivia&#8230; Javier ci accompagna al posto di frontiera, una casupola in mezzo alle Ande. Lì ci attende un pulmino che ci porterà a San Pedro de Atacama, in Chile.</p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Salar de Uyuni: per il nulla da che parte? - 2a parte</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 00:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Da che parte per il nulla? - Where the nothing is?" rel="flickr-mgr[salar_uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3170199801/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3266/3170199801_b9f7939cb6_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3266/3170199801_bbcba6a995.jpg" alt="Da che parte per il nulla? - Where the nothing is?" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Dopo pranzo risaliamo sul fuoristrada e ci ributtiamo nel <a title="Salar de Uyuni: il bianco nulla" href="http://www.digitalexile.it/nasta/2009/01/salar-de-uyuni-il-bianco-nulla-1a-parte/">bianco nulla</a>. Gli occhiali da sole sono davvero indispensabili, cosìccome una buona dose di filtro solare ad elevata protezione. Lo spettacolo è eccezzionale! Sembra di stare su un altro pianeta dove quello che sta sotto è bianco e quello che sta sopra è blu&#8230; non esistono altri colori. Guardando furi dal finestrino si ha quasi l&#8217;impressione di essere su un aereo! Javier, il nostro autista/guida, segue in qualche modo una pista: interrogato su come facesse ad orientarsi, ci fa notare che ogni tanto ci sono dei mucchietti di sale e che la pista è leggermente più scura a causa del passaggio dei fuoristrada. Ci dice anche che d&#8217;estate, nella stagione piovosa, non è possibile raggiungere questi posti perchè il salar si trasforma in un immenso acquitrinio che <a title="Video spettacolare del salar (youtube.com)" href="http://www.youtube.com/watch?v=NZDp6XQAIPY">riflette come uno specchio</a> ed il colore che prende il sopravvento è il blu del cielo.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="salar_de_uyuni_4wd" rel="flickr-mgr[salar_uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3220481025/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3315/3220481025_cd61625e00_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3315/3220481025_07ae9d46d3.jpg" alt="salar_de_uyuni_4wd" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><a class="flickr-image" title="prospettiva-001" rel="flickr-mgr[salar_uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3221305932/" target="_blank"><img class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3127/3221305932_75809695d9_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3127/3221305932_0d83916816_m.jpg" alt="prospettiva-001" width="240" height="159" /></a>Ad un tratto ci fermiamo. Javier ci dice di scendere così ci fa qualche foto. Tutti pensiamo ad una foto di gruppo, ma Evelina passa a Javier una bottiglia di aranciata che quest&#8217;ultimo posiziona con cura sul suolo salato <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> . Lo guardiamo un po&#8217; incuriositi&#8230; Poco dopo ci chiama a due a due e ci da&#8217; indicazioni su come sistemarci, mentre nel frattempo lui si sdraia per terra per fare la foto. Beh&#8230; il risultato è quello che vedete a qui a fianco <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> !! L&#8217;assenza di qualsiasi riferimento rende possibili foto in cui manca completamente il senso della prospettiva!! Su <a title="flickr" href="http://www.flickr.com" target="_blank">Flickr</a> ci sono altre foto come questa, la versione boliviana della foto da scemi dove si regge la torre di Pisa: <a title="&quot;Bolivian beer bottles are bigger&quot; by maritobonito" href="http://flickr.com/photos/maritobonito/422101433/" target="_blank">questa</a> e <a title="&quot;Perspective Plays - Salar de Uyuni&quot; by Sagsag" href="http://flickr.com/photos/sagsag/2105712695/" target="_blank">questa</a> sono sicuramente tra le più spassose! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center; clear:both;"><a class="flickr-image" title="Salar de Uyuni: in the midlle of nowhere" rel="flickr-mgr[salar_uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3220714447/" target="_blank"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3459/3220714447_453ba4b20d_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3459/3220714447_41aafb4302.jpg" alt="Salar de Uyuni: in the midlle of nowhere" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ci dirigiamo verso il limite sud-occidentale del salar, dove visiteremo due grotte: la cosiddetta &#8220;Gruta Galàxias&#8221; e la &#8220;Cueva del Diablo&#8221;. La prima è una grotta dalla conformazione particolare: si trattava infatti di una cavità sottomarina (o sottolacustre&#8230; non saprei come definirla!) le cui pareti erano ricoperte di alghe che nei secoli si sono fossilizzate. L&#8217;altra grotta, a pochi metri dalla prima, è invece una necropoli di una tribù pre-incaica. All&#8217;interno si aprono una serie di cavità sotteranee dove venivano seppelliti i membri di questa tribù insieme a vari oggetti di corredo. Al di sopra della collina che ospita queste grotte sono presenti i cosiddetti &#8220;cactus fosili&#8221; che altro non sono in realtà che coralli fossili o qualcosa di simile, comunque tutto fuorchè cactus! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;"><a class="flickr-image" title="salar_de_uyuni_moto" rel="flickr-mgr[salar_uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3221390388/" target="_blank"><img class="flickr-original alignleft" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3308/3221390388_eb56a8b1a1_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3308/3221390388_804d35a4da.jpg" alt="salar_de_uyuni_moto" width="300" height="211" /></a>Una delle cose che più mi ha colpito di questa tappa è stata sicuramente la fantastica moto del guardiano! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> Un residuato degli anni &#8216;70 che evidentemente però è in grado di percorrere egregiamente le piste assolutamente dissestate che ci sono al di fuori del salar!! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Alla faccia di quelli che si fanno trasportare in aereo i <a title="BMW R1200 GS Adventure (Flickr.com)" href="http://flickr.com/photos/landsails/1853136/" target="_blank">BMW R1200 GS Adventure</a> e poi fanno gli sboroni della serie: &#8220;Guarda como sono figo ché c&#8217;ho una moto da paura!!&#8221; &#8230;&#8230;&#8230; Cavolo come li ho invidiati quelli coi BMW!!!! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Si fa sera, il tramonto è fantastico e il cielo si dipinge di rosa. Arriviamo in un minuscolo villaggio chiamato San Pedro de Quemèz poco lontano dalle grotte, dove pernotteremo in quella che credo sia una sorta di ostello costruito proprio da Javier ed Evelina. <a class="flickr-image" title="Salar de Uyuni: gruta galaxiàs" rel="flickr-mgr[salar_uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3221577364/" target="_blank"><img class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3500/3221577364_323d928c24_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3500/3221577364_9813eb21e5_m.jpg" alt="Salar de Uyuni: gruta galaxiàs" width="162" height="240" /></a>I ragazzini del posto ci corrono incontro ed esigono, visto che nel gruppo ci sono due italiani, che giochiamo a calcio! Io guardo Gabriele e Fabian&#8230; sappiamo che non possiamo farcela a correre più di dieci metri perchè siamo a 3800 mt sull&#8217;altipiano meridionale della Bolivia&#8230; ma l&#8217;idea ci alletta troppo!! Ci schieriamo in campo io, Gabriele, Fabian e Javier contro altri 4 ragazzi del posto. Lo scontro comincia. Per i primi dieci minuti corro qua e là, su e giù seguendo il pallone, ma poco dopo inizio a sentire un dolore al petto lancinante, mi scoppia un mal di testa da urlo e mi si annebbia la vista! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Anche gli altri due erano nelle mie stesse condizioni, ma per fortuna Javier è un fuori classe e ci consente di vincere la partita, che altrimenti sarebbe finita in modo imbarazzante! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Che esperienza!! Giocare a calcetto sull&#8217;altipiano bolivino sotto un cielo di una bellezza mozzafiato: a quell&#8217;altitudine in una giornata così limpida e grazie all&#8217;assenza di luci il numero di stelle visibili è incredibile! La Via Lattea si distingue facilmente ad occhio nudo, come una scia di stelle più addensate&#8230; Purtroppo non posso godemi troppo lo spettacolo perchè sono sudato e insieme alla notte arriva anche il freddo pungente&#8230; non che in camera ci sia molto più caldo comunque e per di più non posso nemmeno cambiarmi perchè ho i vestiti contati finchè non arriveremo in Chile dove potremo fare una lavatrice.</p>
<p style="text-align: left;">A questo punto non rimane che prendersi un bel <em>mate de coca</em> per tirarsi un po&#8217; su! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> Mentre sorseggiamo la tisana di foglie di coca, sentiamo all&#8217;improvviso urla, tamburi e fuochi d&#8217;artificio provenire da fuori! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Cosa starà mai succedendo? Evelina ci dice che domani 6 Agosto è l&#8217;anniversario dell&#8217;indipendenza della Bolivia e che questa sera ci saranno un po&#8217; di festeggiamenti. Usciamo e ci uniamo al gruppo di persone che seguivano i tamburi e che proprio in quel momento stavano passando davanti all&#8217;ostello. Sembra di stare in un documentario di antropologia!! Gli <em>indios</em>, vestiti con costumi tipici <em>quechua,</em> si raduna intorno un falò acceso nella piazzetta principale del <em>pueblo</em> e cominciano a suonare tamburi e <a title="Quenas su Wikipedia (en)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Quena"><em>quenas</em></a>, a battere le mani e danzare&#8230; che giornata spettacolare!!</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="375" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="&amp;offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fnastasi%2Ftags%2Fuyuni2%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fnastasi%2Ftags%2Fuyuni2%2F&amp;user_id=42377257@N00&amp;tags=uyuni2&amp;jump_to=&amp;start_index=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=63961" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=63961" allowfullscreen="true" flashvars="&amp;offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fnastasi%2Ftags%2Fuyuni2%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fnastasi%2Ftags%2Fuyuni2%2F&amp;user_id=42377257@N00&amp;tags=uyuni2&amp;jump_to=&amp;start_index="></embed></object>
</p>
<p style="text-align: left;">PS: Zoommate bene nella mappa&#8230; quello è il paesino di San Pedro de Quemèz&#8230; ho impegato quasi mezz&#8217;ora per trovarlo!! Quando è stata scattata questa foto ancora l&#8217;ostello non era stato costruito&#8230; La cosa sconvolgente però è che queste foto ci siano e che abbiano la stessa risoluzione, se non migliore, di quelle fatte su Pisa!!! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Forse una spiegazione la cosa ce l&#8217;ha&#8230; il salar de Uyuni, grazie alla sua regolarità e alta riflettività è usato per tarare le rilevazioni GPS.</p>
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		<title>Salar de Uyuni: il bianco nulla - 1a parte</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 16:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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Passo i nostri zaini a Javier, l&#8217;autista/guida che ci porterà a visitare nei prossimi tre giorni il Salar de Uyuni e la riserva Avaroa incastonati nel sud della Bolivia tra Chile e Argentina. E&#8217; abarbicato sul tetto della sua grande Land Rover a sistemare i bagagli, impachettandoli dentro un telo di plastica per impedire che [...]<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-20.20421242200876&amp;lng=-67.554931640625" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="salar_de_uyuni_bis" rel="flickr-mgr[salar]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3170509202/"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm2.static.flickr.com/1153/3170509202_a24bfdc6bf_o.jpg" src="http://farm2.static.flickr.com/1153/3170509202_27eb66e2c3.jpg" alt="salar_de_uyuni_bis" width="500" height="208" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/uploads/2009/01/dsc_7570.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-253" title="Itinerario del tour" src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/uploads/2009/01/dsc_7570-255x300.jpg" alt="" width="153" height="180" /></a></p>
<p>Passo i nostri zaini a Javier, l&#8217;autista/guida che ci porterà a visitare nei prossimi tre giorni il Salar de Uyuni e la riserva Avaroa incastonati nel sud della Bolivia tra Chile e Argentina. E&#8217; abarbicato sul tetto della sua grande Land Rover a sistemare i bagagli, impachettandoli dentro un telo di plastica per impedire che la sabbia si insinui dappertutto. Saremo in otto: Javier e la moglie Evelina (che ci farà da <em>cucinera</em>), Fabian e Marianne (due ragazzi francesi in viaggio da tre mesi con l&#8217;obiettivo di stare via un anno), Gabriele e Adelina (lui un medico italiano che vive da 15 anni in Brasile, lei una ragazzina brasiliana diciannovenne) e naturalemente Elisabetta ed io.</p>
<p>Il tour di tre giorni prevede la visita dell&#8217;Altopiano Meridionale toccando <a title="su Wikipedia (it)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salar_de_Uyuni" target="_blank">Salar de Uyuni</a>, laghi andini e <a title="su Wikipedia (es)" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Reserva_Nacional_de_Fauna_Andina_Eduardo_Abaroa" target="_blank">riserva naturale Edoardo Avaroa</a>, il tutto condito da vulcani, fenicotteri e venti gelidi. La prima tappa è al <em>Cemeterio de Trenes</em>, il cimitero dei treni; sostanzialmente si tratta di una discarica, anche se molto suggestiva, di vecchie locomotive a vapore.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="salar_de_uyuni-2" rel="flickr-mgr[salar]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3169863033/"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3123/3169863033_bfe77380d0_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3123/3169863033_cb7bbfc8d1.jpg" alt="salar_de_uyuni-2" width="500" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: left;">La successiva tappa è a Colchani, minuscolo villaggio ai confini del salar, famoso più che altro per il mercato artigianale dove vengono venduti piccoli manufatti in sale. Qui ci imbattiamo in una <a title="Foto della partita di calcio su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nastasi/3170726956/">partita di calcio</a> tra due squadre locali: ci impressiona vedere come questi ragazzi a più di 3600 mt d&#8217;altitudine riescano a correre in quel modo mentre noi abbiamo il fiatone per aver camminato un pochino.</p>
<p style="text-align: left;"><a class="flickr-image" title="colchani_salt_house" rel="flickr-mgr[salar]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3170029435/"><img class="flickr-original alignleft" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3078/3170029435_14b9667d96_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3078/3170029435_dbec9ed864_m.jpg" alt="colchani_salt_house" width="162" height="240" /></a>Dopo qualche compera al mercatino alla bancarella di una gentile vecchina con la bombetta, risaliamo sulla jeep e ci avventuriamo finalmente sul salar. 12000 Kmq di distesa bianca e abbagliante. Ma sotto i nostri piedi non c&#8217;è solo &#8220;volgarissimo&#8221; sale Na+Cl-, ma anche la più grande riserva mondiale di litio: si stima infatti che nel salar de Uyuni sia contenuto un terzo della riserva mondiale di questo prezioso elemento. La cosa però non è del tutto positiva: il presidente Evo Morales per ora tiene il salar al sicuro dallo sfruttamento industriale, avendo istituito una riserva naturale e vincolato l&#8217;intera regione, ma per quanto durerà? Per un paese povero economicamente parlando, ma ricco di risorse naturali come la Bolivia, questo giacimento potrebbe rappresentare una fonte di ricchezza incredibile, ma ci sono da mettere in conto le multinazionali che sfrutterebbero il Paese come hanno fatto fino ad oggi aiutate dalla corruzione endemica. La questione è complessa e spero di cuore che quell&#8217;angolo di mondo così stupefacente non venga trasformato dallo sfruttamento massiccio.</p>
<p style="text-align: left;">Il tour continua. La prima sosta è all&#8217;albergo di sale, una struttura nata come ostello in mezzo al salar ed<a class="flickr-image" title="salt_hotel" rel="flickr-mgr[salar]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3170057477/"><img class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3108/3170057477_cedea29cd5_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3108/3170057477_37664459be_m.jpg" alt="salt_hotel" width="240" height="169" /></a> oggi trasformato in museo per sculture di sale perchè non rispettava le norme ecologiche imposte dalla riserva naturale. Dopo un breve giretto ci dirigiamo alla <em>Isla de los pescadores</em>, un&#8217;isola nel mezzo del salar completamente ricoperta di cactus millenari enormi. Alcuni dei cactus hanno perfino più di 2000 anni, cresciuti qui in mezzo al bianco nulla indisturbati per tutto questo tempo. La roccia di cui è fatta l&#8217;isola è molto particolare e ricorda quelle dei fondali marini: infatti il salar altro non è che un immenso lago salato preistorico che si è prosciugato per evaporazione. La vista dalla sommità dell&#8217;isola è pazzesca: fatta eccezione per i monti che spuntano dall&#8217;orizzonte, non si vede altro che abbagliante sale in ogni direzione. Dopo un giretto dell&#8217;isola, ritorniamo al fuori strada, dove Evelina ha preparato un magnifico pranzetto a base di carne e <a title="su Wikipedia (it)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chenopodium_quinoa" target="_blank"><em>quinoa</em></a>, un cereale tipico. Abbiamo così occasione di conoscere un po&#8217; meglio i nostri compagni di viaggio che per fortuna si rivelano essere delle persone veramente simpatiche e tranquille. Siamo a metà giornata e le cose da raccontare sono ancora molte&#8230; quindi al prossimo post! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="isla_de_los_pescadores_panorama" rel="flickr-mgr[salar]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3170169217/"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm2.static.flickr.com/1108/3170169217_04d60a4a9b_o.jpg" src="http://farm2.static.flickr.com/1108/3170169217_0974b65970.jpg" alt="isla_de_los_pescadores_panorama" width="500" height="166" /></a></p>
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		<title>Odissea verso Uyuni: ¡¿diez horas!?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 14:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignleft"><img title="tratto da wideview.it" src="http://www.wideview.it/travel/Peru_Bolivia_2003/big/P8160070.jpg" alt="Tratta da wideview.it" width="336" height="252" /><br />
da wideview.it</div>
<p>Apro la cartina&#8230; Ad occhio Uyuni dista da Potosì circa 200Km. Bhè tutto sommato è abbastanza vicino, si dovrebbe poter raggiungere con poche ore di pullman. Illusi! Dopo tanti giorni non abbiamo ancora imparato nulla&#8230; Entriamo nella prima agenzia chiediamo prezzo e tempo di percorrenza&#8230; il prezzo è come al solito basso, ma sulle prime credevo di non aver capito bene la durata del viaggio: &#8220;Diez horas!?&#8221; &#8220;Sì senor!&#8221; <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> <strong>Dieci ore per fare 200km!!??</strong> Andiamo oltre pensando di non esserci spiegati bene sulla destinazione del nostro viaggio, ma la risposta anche nelle altre agenzie è sempre la stessa con una variabilità di +/- 2 ore. Alla fine ne scegliamo una a caso tra quelle che ci ispiravano di più ormai rassegnati e allo stesso tempo incuriositi dal perchè ci volesse tutto quel tempo.</p>
<p>La risposta non tarda ad arrivare: non appena usciti da Potosì diciamo addio alla strada asfaltata e diamo il benvenuto a 10 interminabili ore di strada completamente dissestata che si inerpica su e giù per le Ande, tra miniere dismesse, vallate desolatissime, paesaggi desertici e misuscoli villaggi polverosi. Nonostante i tremendi sobbalzi del bus, la strepitosa media di 20Km/h ci consente di godere appieno di paesaggi affascinanti, completamente distanti e diversi da qualsiasi cosa avessimo mai visto di cui purtroppo non conservo foto perchè la macchina fotografica è seppellita in fondo allo zaino (potete vedere altre foto <a title="Foto del tragitto Potosì-Uyuni su Wideview.it (en)" href="http://www.wideview.it/travel/Peru_Bolivia_2003/en_16.htm" target="_blank">qui</a>).</p>
<p>Al tramonto arriviamo in prossimità di Uyuni. Dalla &#8220;collina&#8221; su cui siamo è possibile vedere il sole che si specchia sullo sterminato salar abbagliando chiunque non indossi un bel paio di occhiali da sole. Quella sarà la nostra tappa successiva.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Vecchia locomotiva a vapore e ragazzino boliviano" rel="flickr-mgr[uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3107357252/"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3260/3107357252_b82f0af8ca_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3260/3107357252_5da66f0280.jpg" alt="uyuni-001" width="500" height="352" /></a></p>
<p>Arriviamo finalmente nel paese, nato alle pendici del deserto di sale grazie all&#8217;indotto creato dalle attività di estrazione del sale e che ormai sopravvive solo di turismo. Come prima cosa cerchiamo un albergo che abbia il riscaldamento&#8230; non ce la facciam più&#8230; siamo sporchi e infredoliti da giorni e più di ogni altra cosa desideriamo una bella doccia calda e una bella dormita prima di intarprendere la spediazione nel salar. <a class="flickr-image" title="Cholita" rel="flickr-mgr[uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3107360722/"><img class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3128/3107360722_5b92bc47db_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3128/3107360722_ac89ce1fe7_m.jpg" alt="uyuni-002" width="162" height="240" /></a>Fortunatamente troviamo una camera all&#8217;<em>Hotel La Maga de Uyuni</em>, uno dei migliori della città ed effettivamente molto carino e caratteristico, ma soprttutto con acqua caldissima e stufetta elettrica in camera! Decidiamo però di lasciare i bagagli e di andare a cercare un&#8217;agenzia ancora aperta per prenotare l&#8217;escursione nel salar in modo da non perdere il giorno successivo, dato che Uyuni decisamente non ha molto da offrire. L&#8217;escursione tipicamente ha una durata di 3 giorni e viene effettuata a bordo di grossi fuoristrada, poichè nella riserva non ci sono strade asfaltate, ma solo piste. Oltre all&#8217;autista c&#8217;è anche la cosiddetta <em>cucinera</em>, ovvero una cuoca che provvede a preparare i pasti. Un giorno è dedicato alla visita del salar, mentre gli altri due al deserto e alla <a title="La Riserva Abaroa su Wikipedia (es)" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Reserva_Nacional_de_Fauna_Andina_Eduardo_Abaroa" target="_blank">Reserva Nacional de Fauna Andina<em> &#8220;Eduardo Abaroa&#8221;</em></a> che si estendono a sud fino al confine col Chile e l&#8217;Argentina. A Potosì avevamo cercato informazioni sulle varie agenzie che offrono il tour e ci aveva soddisfatto la recensione della Oasis Odyssey Tours (che ci sentiamo di consigliare vivamente!). La troviamo facilmente (è in Plaza Arce quasi all&#8217;angolo con Av. Ferroviaria) e per fortuna era ancora aperta: la gentile signora ci illustra tutti i dettagli e ci dice che c&#8217;è posto per il giorno seguente&#8230; Perfetto! Era quello che speravamo! Per 120$ a testa ci aggiudichiamo il tour vitto e alloggio compresi. Il terzo giorno verremo lasciati al confine col Chile dove verremo prelevati e accompagnati da un&#8217;altra jeep fino a San Pedro de Atacama dove inizierà la parentesi cilena del nostro viaggio.</p>
<p>Sulla via del ritorno ci fermiamo a mangiare in un bel localino che fa anche pizze&#8230; Lo so non avrei dovuto, ma avevo una fame incredibile! Non mangiavo dalla colazione (non ci aspettavamo di dover stare 10 ore sul pullman)!! Ordino una bella pizza <em>hamon y queso</em> (prosciutto e formaggio) senza troppe pretese. Elisabetta sta un po&#8217; male sempre a causa del mal di montagna he ancora la perseguita e si prende un classico <em>pollo a la plancha</em> (pollo ai ferri). Ancora adesso Elisabetta mi prende in giro perché le ho detto che quella è stata la miglior pizza che io avessi mai mangiato all&#8217;estero! Comunque lo penso tutt&#8217;ora&#8230; era davvero buona! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Scultura in ferro fatta con parti di vecchi treni" rel="flickr-mgr[uyuni]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/3106530951/"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3137/3106530951_f27f947cfc_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3137/3106530951_67f04a3a5d.jpg" alt="uyuni-003" width="337" height="500" /></a></p>
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		<title>Potosì - le migliori foto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 14:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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Come già vi sarete accorti dal post precedente, i colori di Potosì sono unici. La luce cristallina, l&#8217;aria rarefatta, il blu del cielo rendono i colori delle case saturi e vibranti.
In questo slideshow potete vedere immagini delle strade e i palazzi in perfetto stile coloniale, case dai colori bizzarri, le decorazioni arancioni della chiesa di [...]<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-19.58886302079908&amp;lng=-65.75347423553467" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></description>
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</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Come già vi sarete accorti dal <a title="Il cielo blu di Potosì" href="http://www.digitalexile.it/nasta/2008/11/il-cielo-blu-di-potosi/" target="_self">post precedente</a>, i colori di Potosì sono unici. La luce cristallina, l&#8217;aria rarefatta, il blu del cielo rendono i colori delle case saturi e vibranti.</p>
<p style="text-align: left;">In questo slideshow potete vedere immagini delle strade e i palazzi in perfetto stile coloniale, case dai colori bizzarri, le decorazioni arancioni della chiesa di San Benito, arcangeli che sembrano guerrieri inca, il convento di Santa Teresa, i tetti della chiesa della Merced e quella di San Francisco.</p>
<p style="text-align: left;">Lo slideshow può essere visualizzato a schermo intero cliccando sulla relativa icona in basso a destra dello slideshow stesso. Le foto possono essere viste e commentate sul <a title="Il mio photostream su Flickr - Tag bestofpotosi" href="http://www.flickr.com/photos/nastasi/tags/bestofpotosi" target="_blank">mio account flickr</a>.</p>
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<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-19.58886302079908&amp;lng=-65.75347423553467" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il cielo blu di Potosì</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 21:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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Nel post precedente vi avevo lasciato in suspence (ehhh&#8230;  ) per la sorte dei nostri bagagli. Insomma è mattina presto, sono circa le 6.30 quando arriviamo al terminal terrestre di Potosì, siamo intontiti per il lungo viaggio e il poco sonno, infreddoliti e affaticati per l&#8217;altitudine (Potosì si trova a 4000mt) e completamente smarriti [...]<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-19.586585360898987&amp;lng=-65.75214385986328" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" title="Potosì - Panorama" rel="flickr-mgr[potosi]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/2994198765/"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3037/2994198765_eede2958b5_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3037/2994198765_071e913312.jpg" alt="Potosì - Panorama" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Nel <a title="Odissea verso sud: dove sono i bagagli?" href="http://www.digitalexile.it/nasta/2008/10/odissea-verso-sud-dove-sono-i-bagagli/">post precedente</a> vi avevo lasciato in <em>suspence</em> (ehhh&#8230; <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) per la sorte dei nostri bagagli. Insomma è mattina presto, sono circa le 6.30 quando arriviamo al terminal terrestre di Potosì, siamo intontiti per il lungo viaggio e il poco sonno, infreddoliti e affaticati per l&#8217;altitudine (Potosì si trova a 4000mt) e completamente smarriti perchè i nostri zainoni non erano sul pullman. Prima di richiudere la porta dietro di sè, il ragazzino che svolgeva le funzioni di mozzo ci urla che la ricevuta di consegna dei bagagli che abbiamo tra le mani è di un&#8217;altra compagnia, la <em>Eldorado</em>, e che avremmo dovuto chiedere a loro. Il panico ci assale&#8230; i nostri bagagli forse sono su un altro pullman!! :shock:  <a class="flickr-image" title="Mini-buses queue in Potosì" rel="flickr-mgr[potosi]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/2995167406/"><img class="flickr-original alignleft" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3224/2995167406_22795f06de_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3224/2995167406_e16470f51a.jpg" alt="Mini-buses queue in Potosì" width="232" height="350" /></a>Iniziamo a correre da una parte all&#8217;altra del terminal in cerca della <em>Eldorado</em>&#8230; alla fine troviamo due ragazze con una cartellina in mano che sembrano lavorare al terminal: ci rassicurano un pochino dicendo che i bagagli che non vengono ritirati vengono consegnati ad un ufficio preposto del terminal, ma ora è troppo presto&#8230; avrebbe aperto più tardi. Continuiamo ad aggirarci per il terminal: nonostante l&#8217;ora del mattino, il posto brulica di gente che trasporta pacchi giganteschi sulla schiena, come sempre avvolti nei classici tessuti dai colori saturi. All&#8217;improvviso vediamo passare un pulman con una grossa scritta <em>Eldorado</em> sui finchi&#8230; la speranza si accende in noi e cominciamo a corrergli dietro fino al parcheggio. Scende un ragazzetto che va ad aprire il bagagliaio: <em>&#8220;El bus viene desde La Paz?&#8221;</em>, <em>&#8220;Sì señor!&#8221;</em>. Come il portellone viene aperto, cade uno zainone per terra&#8230; è il miooo!!! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> Che sollievo! Anche quello di Elisabetta si trova lì&#8230; siamo felicissimi e cominciamo a capire cosa è successo a La Paz: abbiamo consegnato i bagagli alla baracchetta sbagliata, quella a fianco alla nostra, che aveva per fortuna un pullman diretto a Potosì che partiva poco dopo il nostro.</p>
<p style="text-align: left;">Prendiamo un taxi e andiamo in cerca di una sistemazione. Chiacchieriamo un po&#8217; col tassista della situazione politica e sociale della Bolivia: c&#8217;è molta tensione perchè il 10 Agosto ci sarà un referendum <em>revocatorìo</em> indetto dalle province autonomiste appoggiate dai capitalisti per revocare il mandato di <a title="Evo Morales su Wikipedia (it)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Evo_Morales" target="_blank">Evo Morales</a>, il primo presidente <em>indio</em>. Dopo aver girato qualche ostello, troviamo un posticino carino chiamato <a title="Facciata dell'ostello su Flickr (by a n j a)" href="http://www.flickr.com/photos/anjacronenberg/504665557/in/set-72157600062528563/" target="_blank"><em>La compania de Jesus</em></a>, un&#8217;antica sede di una confraternita oggi trasformata in ostello. Come al solito di riscaldamento neanche l&#8217;ombra e l&#8217;acqua che la proprietaria chiama <em>caliente</em> è prodotta facendo scaldare l&#8217;acqua al sole dentro grossi serbatoi neri. È così calda che non esce dal rubinetto perchè è congelata nei tubi!! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Dobbiamo abbandonare l&#8217;idea di farci una doccia che lavi via la stanchezza della notte&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><a class="flickr-image" title="Frozen fountain" rel="flickr-mgr[potosi]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/2995998615/"><img class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3288/2995998615_0705f80263_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3288/2995998615_ea83700087.jpg" alt="Frozen fountain" width="232" height="350" /></a>Usciamo per le fredde vie coloniali di Potosì: è ancora presto e non ci sono molte persone in giro. Fa un freddo tremendo e abbiamo conferma della rigida temperatura quando vediamo l&#8217;acqua di una fontana (nella foto a destra) completamente ghiacciata. Il tassista ci aveva avvertito dicendoci che i cittadini di Potosì vengono presi in giro dagli altri boliviani perché tutte le attività aprono tardi proprio perchè fa troppo freddo. L&#8217;aria gelida ci sveglia e il cielo così profondamente blu ci ripaga delle fatiche della notte.</p>
<p style="text-align: left;">Potosì è una cittadina in stile prettamente coloniale, capoluogo dell&#8217;omonimo dipartimento e considerata una delle città più alte del mondo. Fu fondata dagli spagnoli nel 1546 come città mineraria: sorge infatti ai piedi del <em>Cerro Rico</em>, un monte ricco (da cui il nome) di giacimenti d&#8217;argento e perforato da chilometri di gallerie. È da queste miniere che derivava quasi tutto l&#8217;argento spagnolo, dal sudore e spesso dal sangue degli <em>indios</em> usati come schiavi. Si stima che siano morti sino ad oggi più di 8 milioni di persone solamente per i crolli&#8230; senza contare quindi i morti per silicosi, avvelenamento da mercurio e malattie affini! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Sono molto pubblicizzate le visite alle miniere (consigliate anche dalla Lonely Planet), ma onestamente di andare a fare i ricchi turisti in mezzo alla gente che lavora e che rischia la vita tutti i giorni, che scava ancora con pala e piccone alla ricerca di qualche venuzza d&#8217;argento in una miniera ormai esaurita da più di un secolo, non ce la siamo proprio sentita! Per avere una minima idea guardate il trailer qui sotto del documentario <a title="The Devil's Miner (en)" href="www.thedevilsminer.com/" target="_blank"><em>The Devil&#8217;s Miner</em></a> sui bambini minatori girato proprio in queste miniere.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uqk-Scp6Lw8&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/uqk-Scp6Lw8&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p style="text-align: left;">Ma Potosì fa anche parte del <a title="UNESCO World Heritage (en)" href="http://whc.unesco.org/en/list/420" target="_blank">Patrimonio Mondiale dell&#8217;UNESCO</a> e ha molto altro da offrire: belle palazzine coloniali dai colori saturi e i balconi di legno, chiese e monasteri, musei. Tra i posti più belli segnaliamo la <em>Casa Nacional de Moneda</em>, la zecca, costruita nel XVIII sec. dove venivano coniate le monete che prendevano il nome di <em>potosis</em>. Uno dei pezzi forti del museo è costituito da un laminatoio in legno del &#8216;700 che serviva ad assottigliare i lingotti d&#8217;argento fino a farli diventare una lamina dello spessore di una moneta; è stato fabbricato in Europa, trasportato in nave fino in Argentina e via terra fino a Potosì.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" rel="flickr-mgr[potosi]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/2996018247/"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3241/2996018247_6525a5d335_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3241/2996018247_d7258402dc.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Da segnalare sono anche i musei del <em>Convento de San Francisco </em>e del <em>Convento de Santa Teresa</em>. Del primo è favoloso il <em>mirador</em>, la visita sul tetto della chiesa che offre panorami stupendi (vedi la prima foto del post), del secondo è interessante scoprire in che modo vivessero le giovani suore di clausura, cresciute nella prospettiva e costrette a prendere i voti a soli 15 anni solo perché secondo genite di nobili famiglie.</p>
<p style="text-align: left;">Rimaniamo a Potosì due giorni, sufficienti a visitare le migliori attrattive della città. La notte è davvero difficile dormire: ci siamo sistemati coi sacchi a pelo sotto 20 cm di coperte&#8230; in questo modo non sentiamo freddo, ma respirare è una lotta&#8230; l&#8217;altitudine e il peso delle coperte sul petto rende ogni respiro una fatica immonda&#8230; ora capisco cosa deve provare un asmatico! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> La seconda mattina conosciamo l&#8217;unica coppia di Italiani che vedremo in tutta la Bolivia, per il resto invasa da un sacco di francesi&#8230; deve essere proprio una moda per loro!!</p>
<p style="text-align: left;">La mattina del terzo giorno impacchettiamo tutti i bagagli e ci dirigiamo in taxi verso la stazione dei treni, vicino alla quale partono i bus per Uyuni&#8230; la nostra prossima tappa&#8230; la nostra prossima odissea.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" rel="flickr-mgr[potosi]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/2996039183/"><img class="flickr-original aligncenter" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3031/2996039183_471dd00d8f_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3031/2996039183_6c588e4e04.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a class="flickr-image" rel="flickr-mgr[potosi]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/2996041309/"><img class="flickr-original alignright" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3185/2996041309_b53fddf27b_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3185/2996041309_17668c246b.jpg" alt="" width="266" height="400" /></a></p>
<p><a class="flickr-image" title="Mirror Puzzle" rel="flickr-mgr[potosi]" href="http://www.flickr.com/photos/42377257@N00/2996043457/"><img class="flickr-original alignleft" longdesc="http://farm4.static.flickr.com/3273/2996043457_0dba5d877b_o.jpg" src="http://farm4.static.flickr.com/3273/2996043457_5bf5ede75d.jpg" alt="Mirror Puzzle" width="266" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: left;clear:both;">
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		<title>Odissea verso sud: dove sono i bagagli?</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 17:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianluca</dc:creator>
		
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foto da worldrider.com
Il primo di Agosto lasciamo Copacabana diretti verso una delle maggiori città della Bolivia meridionale: Potosì. Per risparmiare un po&#8217; decidiamo di dire addio ai bus super-turistici e di immergerci ancora di più nella realtà del Paese usando i comuni trasporti pubblici. Zaino in spalla, ci dirigiamo alla piazza di Copacabana da cui [...]<p>&nbsp;</p><p><a class="highslide" href="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/themes/hemingwayEx/gmap.php?lat=-19.576374587270738&amp;lng=-65.76141357421875" rel="gmap" onclick="return hs.htmlExpand(this, {objectType:'iframe', width:680, height:540, wrapperClassName:'hs_gmap'});" title="Mappa"><img src="http://www.digitalexile.it/nasta/wp-content/plugins/geotagging/earth.png" style="border:none; padding:0; margin:0; vertical-align:middle;">&nbsp;Visualizza sulla mappa</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="flickr-image" href="http://www.worldrider.com/blog/photos/bus_wreck_uyuni.jpg"><img class="flickr-original aligncenter" title="da worldrider.com" src="http://www.worldrider.com/blog/photos/bus_wreck_uyuni.jpg" alt="" width="462" height="209" /></a></p>
<p style="margin-top:3px;text-align: center;">foto da worldrider.com</p>
<p>Il primo di Agosto lasciamo Copacabana diretti verso una delle maggiori città della Bolivia meridionale: <strong>Potosì</strong>. Per risparmiare un po&#8217; decidiamo di dire addio ai bus super-turistici e di immergerci ancora di più nella realtà del Paese usando i comuni trasporti pubblici. Zaino in spalla, ci dirigiamo alla piazza di Copacabana da cui partono bus e taxi <em>colectivos</em> per La Paz, da dove poi prenderemo un <em>bus-cama</em> (pullman con i sedili recrinabili) notturno per Potosì. Nella piazza un certo numero di persone urlano la destinazione di bus e taxi in modi buffi tipo &#8220;LAPA&#8217; LAPA&#8217; LAPAAAAZ!&#8221; e in mezzo a quella confusione dobbiamo chiedere un paio di volte per capire quale bus prendere. Dopo qualche ora arriviamo incolumi a La Paz nella zona del <em>cemeterio</em> dove prendiamo un taxi insieme ad un&#8217;altra coppia di turisti francesi conosciuti sul bus per andare al <em>terminal terrestre</em> (la stazione dei pullman). Non appena entrati nella stazione, ci investe il caos delle urla dei procacciatori che urlano le destinazioni dei bus delle compagnie per cui lavorano a squarciagola&#8230; un po&#8217; come a Copacabana, ma moltiplicato per cento! &#8220;ORU&#8217; ORU&#8217; ORUROOOOOOO!&#8221; &#8220;POTOSSSSI&#8217; POTOSSSi&#8217;!&#8221; &#8220;COCHAAABAAAAMBAAAAA!&#8221;. Onestamente ci spettavamo qualcosa di più simile ad una stazione dei treni, con una biglietteria dove comprare il biglietto per la tratta desiderata. In realtà la stazione è un immenso capannone sui cui lati sono ricavati decine e decine di botteghini, ciascuno di una differente compagnia. Ogni compagnia offre diverse tratte: alcune sono specializzate nel nord, chi nella parte amazzonica e così via&#8230; capirci qualcosa è stato davvero complicato e soprattutto individuare quale tra le tante compagnie che effettuano lo stesso percorso fosse la più affidabile. Alla fine ne scegliamo una un po&#8217; a sentimento e prenotiamo due posti su un <em>semi-cama</em> (i sedili non si reclinano completamente) che partirà alle 20.30 ed il cui arrivo a Potosì è previsto per la mattina seguente alle 7.00 circa. Dobbimo aspettare perciò circa 8 ore al terminal a cui seguiranno più di 10 ore di pullman! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Dopo interminabili ore di attesa seduti su una panchina, ci dirigiamo al botteghino dove abbiamo acquistato i biglietti per depositare gli zainoni che verrano imbarcati dagli addetti sul pullman. Qui commettiamo un gravissimo errore che vi sarà più chiaro fra poco&#8230; Conoscendo un minimo lo stato dei mezzi boliviani e avendo letto alcune avvertenze sulla Lonely Planet (che, tra le altre cose, sconsiglia vivamente anche i viaggi notturni perché molto pericolosi sotto vari punti di vista), portiamo i sacchi a pelo con noi a bordo, decisione che si rivelerà vitale!! Ci sistemiamo a bordo e noto con piacevole sollievo che nella cabina di guida ci sono 2 autisti, un ragazzino che fa le funzioni di mozzo e quella che credo sia la moglie di uno degli autisti. Insomma, il fatto che ci sia più di un autista mi rassicura un minimo, visto che dovremo viaggiare per tutta la notte. Allo stesso tempo, però, noto anche che non ci sono praticamente turisti!</p>
<p>Finalmente si parte. Da poco usciti dal teminal, il pullman fa una sosta in un quartiere periferico all&#8217;apparenza specializzato nella - chiamiamola così - ristorazione take away. Autisti e passeggeri scendono per comprare <em>empanadas</em>, <em>choclos </em>ed altri stuzzichini d mangiare in viaggio. Nel contempo una serie di strani individui sale sul pullman tra cui anche un ragazzetto probabilmente fatto di colla e foglie di coca che comincia a cantare a scuarciagola qualcosa del tipo: &#8220;<em>Yo soy un chico que no tienes dinero&#8230;</em>&#8221; andando avanti per 5 minuti buoni. Dopo è venuto il turno di un venditore ambulante che decantava le proprietà terapeutiche dei monili in grafite che vendeva ed un altro che esaltava la cucina tipica boliviana le cui principali ricette erano descritte all&#8217;interno dei fascicoli magnificamente illustrati che proponeva a modico prezzo. <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> Prima di scendere, questi inividui erano tenuti a versare una percentuale dei guadagni all&#8217;autista. <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> La cosa è andata avanti fino a tarda notte, mettendoci non poco a disagio e facendoci temere un po&#8217; per la nostra sicurezza, visto il sali-scendi di qualsiasi tipo di strano personaggio.</p>
<p>Come se tutto ciò non bastasse, il riscaldamento del pullman non funziona e il finestrino si chiude male per cui, come fortunatamente previsto, dobbiamo fare uso dei sacchi a pelo. Vengo svegliato dai sobbalzi del bus che ha lasciato la strada asfaltata per inerpicarsi su strade sterrate <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> un incubo che non finiva mai!!</p>
<p>Dopo più di 10 ore arriviamo al <em>terminal terrestre</em> di Potosì: scendiamo dal pullman e ci mettiamo in fila per ritirare i bagagli sul retro del mezzo. Dopo aver scaricato tutto il bagagliaio, noi siamo ancora lì con le nostre ricevute in mano e nessuno zaino&#8230; il panico ci assale&#8230; dove sono i bagagli? Sono rimasti a La Paz? Se li è presi qualcun&#8217;altro? Li hanno persi per strada? La <a title="Valige perse a Marrakech" href="http://www.digitalexile.it/nasta/2006/07/giorno-3-lalto-atlante/">storia del Marocco</a> si ripeterà?</p>
<p>Lo scoprirete nel prossimo post! <img src='http://www.digitalexile.it/nasta/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
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