In facoltà, a fisica, sono varie volte che passo davanti ad alcuni fogli dal titolo un po’ particolare non trattandosi di materia condensata, seminari su quantum loops o particelle esotiche. L’ipotesi di Calamandrei. Né fisico né matematico, questo signore deceduto ormai da 52 anni era un giornalista, giurista e politico italiano (santa Wikipedia!).

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Piero Calamandrei

Ma che ipotesi ha formulato costui? Ne posto qui l’estratto di un articolo scritto da questo signore proprio a metà dello scorso secolo:

“[...] Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. [...]“

Sembra fin troppo facile scoprirsi complottisti andando a leggere un’analisi tanto lucida fatta mezzo secolo fa su quel che accade oggi. Probabilmente si tratta del semplicissimo fatto di essere comandati da esseri umani, che sempre si barcamenano fra problemi, tentativi di soluzione e poca, pochissima lungimiranza. Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che il processo di impoverimento, discredito e incuria verso le scuole pubbliche da parte di un ipotetico partito dominante al governo sia un processo non dettato dalla voglia di instaurare alcuna dittatura – per quanto larvata – ma sia solo conseguenza di una serie di scelte che portino comunque, infine, alla trasformazione delle scuole da pubbliche in private così come descritto. Allora, mi domando io, mancando la volontà quel partito è meno responsabile per le eventuali conseguenze?