Mi dicono che un blog, soprattutto un blog giovane, non può mettersi a trattare temi complicati e pesanti. Già, sono d’accordo. Ecco perché oggi parlerò dell’aria fritta! Perché non ci ho pensato prima, diamine?! Perché parlare degli scontri avvenuti ieri a Roma e del tedioso ritorno agli anni di piombo tanto ben reclamizzari dal nostro senatore a vita Francesco Cossiga? (Bel nome, Francesco… ehhh sì.) Perché poi uno dovrebbe mettersi lì a ribadire che le fiction sono finzione e che Albert Einstein non era quell’untuoso che la Rai ci ha proposto pochi giorni fa. Voglio dire, sì, chi se ne importa?

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Aria fritta ...

Per non parlare poi dell’inutilità di far presente, ricordare, stressare sul nostro pianeta ormai al collasso ecologico, come se a qualcuno importasse più qualcosa. No, anzi l’aria così bella satura dei nostri scarichi consente una frittura meravigliosa, quasi una panatura, dorata aria fritta, che buona. Mi viene l’acquolina, nemmeno si trattasse di olive all’ascolana o cremini fritti – sempre all’ascolana – o tutte le altre ascolane delizie! Davanti ad un bel piatto di aria fritta, chi mai ha bisogno di sapere che la famosa norma salva-manager, che lo stesso Tremonti aveva cacciato dalla porta a scandalo scoppiato, ora probabilmente rientrerà dalla finestra con gli abiti un po’ più puliti.

Eh, certo, quanto avevo ragione quand’ero piccolo, chiacchierando col mio cane (ma quanto cavolo era intelligente!) gli dicevo “Beato te che queste cose non le capisci“. Oggi non direi più queste parole, ma semplicemente mi rivolgerei alla protrettrice degli infanti in età scolare, la famosa e sempre lodata Beata Ignoranza: prima di addormentarmi, a lei rivolgo ogni sera le mie preghiere più intense affinché mi dia la forza di non leggere, di pensare solo al profitto e di farmi digerire – pena un’altra notte insonne – tutta l’aria fritta che mi è toccato ingoiare.