… e a quanto pare fa bene anche in quanto sonnifero naturale. Ovviamente non sto parlado di sostanze psicoattive da assumere chi sa come. Sto parlando di sesso. Ce lo racconta, sempre con un occhio di non-riguardo verso le informazioni scientifiche che vi sono alla base, il quotidiano La Repubblica. A quanto pare fare sesso prima di addormentarsi sarebbe un pratico e piacevole esercizio fisico che, contrariamente a quel che accade con sport od esercizi ginnici non così piacevoli fatti prima di dormire, preparerebbe ad un sonno profondo e quindi sano.

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Sesso e sonno

Come non citare allora, come viene fatto nell’articolo repubblichino, la regola del tre di Berlusconi:

“Se dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l’amore per altre tre”.

Certo che a fidarsi di tanta spavalderia si rischia di restare delusi e, per quanto non abbia letto smentite della moglie, forse il deputato forzista Paolo Guzzanti ne sa qualcosa in più sebbene non voglia sbottonarsi (almeno uno che non lo fa).  Senza fare opportune ricerche sulla German Sleep Society dalla cui annuale convention sono fioccati articoli riguardanti l’ovvia e giustissima tesi “sesso=nanna buona”, “nanna buona=vita migliore”, allora “sesso=vita migliore”, tornando alla terapeuticità del sesso pre-Morfeo viene da chiedersi almeno due cose: 1) mi spiegate come hanno condotto gli esperimenti e come si partecipa? 2) perché gli italici giornalisti dal sempre fine gusto del faceto non si sono posti o non hanno scritto una risposta alla domanda 1)?

Mentre mi attrezzo per sapere la risposta alla 1), cosa che non implica il fatto ch’io poi la metta a disposizione di tutti (!), riformulo un po’ più seriamente la 2). Perché quando si scrivono articoli su questo o quello risultato scientifico non si trova quasi mai scritto nulla sulle metodologie utilizzate per arrivarci? L’articolo de La Repubblica è posto nella sezione Tecnologia&Scienze, mica Teologia&Speranze. Nessuno pretende una dissertazione completa, non interesserebbe che agli addetti ai lavori: ciò che voglio sottolineare è il modo in cui queste notizie vengono date, cioè alla stregua di curiosità, di primizie da gustare e poi dimenticare in attesa che altre ne prendano il posto sul bancone infinito dei frutti della conoscenza.

Secondo uno studio, in particolare, “il 69% dei malati di Parkinson ha sofferto di problemi di sonno nei decenni precedenti. Disturbi che a volte erano iniziati già nell’infanzia”. Secondo le ricerche, infatti, “circa il 40% dei bimbi piccoli ha un sonno problematico” possibile ‘anticamera’ di “disturbi mentali, paure, depressione o iperattività”.

Nell’esempio qui su proposto, tratto sempre dall’articolo, si parla di un qualche studio (di chi? dove? quando? come?) e di altrettanto fantomatiche ricerche che metterebbero sul chi vive anche la meno apprensiva delle mamme. Domanda facile: se in questa possibile ‘anticamera’ di “disturbi mentali, paure, depressione o iperattività” passa il 40% dei bambini, non sarà forse una cosa piuttosto normale? O siamo circondati da possibili “bla bla bla” e non ce ne siamo accorti? O forse la parolina magica è iperattività…? Ma come sono complottista!!! Nemmeno la German Sleep Society si occupasse di farmaci… O no? Come si fa ad esserne sicuri? Un metodo che propongo per dormire sonni tranquilli (oltre al sesso) è  quello di non prendere per oro colato quel che ci viene propinato, soprattutto sotto le forme accattivanti di dei soliti articoli allarmistico/gossippari, e magari informarsi davvero. E comunque no! La risposta alla 1) non la dico!