L’Italia e la sua rappresentanza, anche per in suo comportamento verso la comunità italiana all’estero. Trovo stamane sulla metropolitana uno di quei giornali gratuiti da leggere in 20 minuti, zeppi di curiosità (a pagina 36 si annuncia il fumetto della morte di Batman!) e fatti più o meno locali (magari su una banca, magari sull’UBS). Titolo:
Les émigrés italiens sont verts de rage contre Berlusconi
Ovvero: “Gli emigrati italiani sono verdi di rabbia [meglio traducibile con: incazzati neri] contro Berlusconi“. Come condimento all’articolo, che salta agli occhi davvero, una stupenda foto del nostro primo ministro ed il sottotitolo (che traduco da subito)
Il governo gli ha stretto la cinghia. La comunità si irrita
Insomma che cosa accade? Pare che con la politica finanziaria del 2009 (“du miliadaire Silvio Berlusconi“) siano previsti tagli da 34 a 14,5 milioni (se di € oppure di CHF non ci è dato saperlo) sui finanziamenti alla comunità transalpina. Grazia Tredanari, una rappresentante di questa comunità, dice che «Se continua così, entro 3 anni non avremo più soldi per organizzare dei corsi di italiano per i nostri bambini. Non parleranno più la nostra lingua.»
In Svizzera si trova circa mezzo milione di italiani. Domani, sabato 29, sono previste manifestazioni a Losanna, Ginevra, Neuchâtel, Berna, e altre città. Questi comunisti! Certo, nonostante mi trovi qui, io sinceramente ancora non so in cosa consisterebbero – sotto il punto di vista degli aiuti sociali – i servizi finanziati con tali fondi e le ricadute di un loro taglio. Mi viene mente – al momento – un’unica considerazione da fare, che più che altro equivale ad una domanda retorica e (purtroppo) neppure surreale: ora dovremo sorbirci qualche esclamazione/battuta/freddura del premier sul rosso della bandiera elvetica? Ma poi mi rispondo con un’altra domanda: visto che questa notizia (le manifestazioni, mica i tagli) non verrà messa nei palinsesti tv, gliene fregherà niente a nessuno?
