Mettiamo caso che io sia uno dei pochi produttori al mondo del preziosissimo spletorro, nota sostanza detta anche “oro bianco”.  Mettiamo che con lo spletorro le persone ci facciano andare avanti le proprie industrie, ci producano un’enorme fetta della roba che la gente ha dentro casa, ci si possa scaldare l’inverno o comunque generare energia per gli scopi che vogliamo. Sì, ok, lo spletorro inquina, ma ormai il suo utilizzo è talmente diffuso che i cittadini di questo pazzo mondo non possono praticamente più farne a meno.

spletorro.jpg

Spletorro, primate su barili

Ora, mettiamo caso che io gli altri pochi grandi produttori di spletorro ci accordiamo e diciamo: “Alle persone il nostro preziosissimo spletorro continuerà a servire, quindi se noi siamo culo e camicia nel decidere la politica dei prezzi, non possiamo far altro che vivere da nababbi!“. Che stronzi che siamo, penserete voi. Abbastanza, vi dirò io. Anche perché – è ormai risaputo da qualche decennio – prima o poi l’oro bianco a nostra disposizione finirà, non ce ne sarà più, per nessuno. Insomma, più prezioso di così!

Ebbene, in verità in verità vi dico: il cartello ha l’obbligo di mantenere un adeguato livello di offerta sul mercato. Per la verità non sono stao io a dirlo, ma – parafrasato – un qualche comunicato dalla Casa Bianca. La quale non è una qualsiasi casa pitturata di spletorro, bensì è il luogo dove si trova parte della stanza dei bottoni (sartoria d’avanguardia!). Il Cartello siamo noi, quelli stronzi che si accordano su quanto far pagare tutti gli altri (va be’ dai, diciamo che non siamo simpatici… non stronzi, che è brutto e fa perdere di vista il candore dell’oro bianco).

Insomma, io mi domando e dico: mettiamo che questa cosa dell’oro ner … ehm, oro bianco sia vera, che cosa pensereste di me e i miei amichetti produttori/nababbi qualora decidessimo volta per volta a quanto fissare il prezzo dello spletorro in modo da massimizzare i nostri profitti? Se per esempio leggeste su un quotidiano

I produttori d’oro bianco rappresentati dal Cartello, alle prese con quotazione del barile di spletorro ormai lontana dai record della scorsa estate, hanno deciso ieri di tagliare la produzione per cercare di contrastare l’abbassamento dei loro margini.

Qui non si tratta di poter fare o meno una class action, perché qua la class non è grande e folta, costituita da una buona porzione del genere umano… mica come le classi-ponte (sullo Stretto?) proposte dalla Lega. Insomma, c’è chi può e chi non può: io può. Ma solo con lo spletorro. Per il resto… boh!