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Non esiste più il futuro di una volta…

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Spesso mi chiedo come si possa fare ad innalzare il livello di cultura scientifica degli italiani. Non che io sia questo pozzo (pozzo, qualcosa di sotterraneo, nascosto) di scienza, ci mancherebbe. Trovo tuttavia che spesso parlando di cultura ci si riferisce a grandi romanzi e romanzieri, ai poeti, alla musica classica, al balletto od alle arie da opera, alla pittura più o meno antica così come alla scultura, alla fotografia, magari a qualche sito archeologico, fino alle tradizioni culinarie del paesino più sperduto. Persino le produzioni cinematografiche o la videoarte spesso ancora sono viste con sospetto. Pochissime però sono le persone che aggregano la scienza nel bel calderone denominato cultura.

Poi ci penso e mi viene il dubbio che forse quello che io chiamo tecnologia altre persone lo traducono con scienza, perciò mi rendo ancor più conto della fragilità e velleità di ogni messaggio rivolto a meri utilizzatori di tecnologia che – presumibilmente – associano la scienza solo a capelli bianchi sparati alla Einstein o a spauracchi quali la clonazione oppure strumenti quali il computer. Mescolando quindi solo folklore e utilitarismo, a coprire concetti ed idee, l’Italia e gli italiani restano immobili ed una intera branca di saperi viene esclusa dal fantastico mondo della Cultura. Un esempio di quel che sto ora farneticando riguarda la tecnologia della scissione nucleare.

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Noi siamo pronti a scrivere col nostro sangue il Credo, a firmare il giuramento anti-modernista di Pio X, facciamo nostri e accettiamo tutti i concili fino al Vaticano I. Nello stesso tempo non possiamo che esprimere delle riserve riguardo al concilio Vaticano II, un concilio «diverso dagli altri». In tutto ciò, noi manteniamo la convinzione di restare fedeli alla linea di condotta indicata dal nostro fondatore, Monsignor Marcel Lefebvre, di cui ora aspettiamo la pronta riabilitazione …

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Pastore e pecorelle ...

Leggo dalla penna virtuale di tal don Paolo Farinella questa citazione di uno scritto del capo degli scismatici lefebvriani, pubblicato il giorno stesso della riabilitazione papale. Farinella mette in guardia dalla decisione papale:

L’abolizione della scomunica ai quattro vescovi scismatici lefebvriani è uno stupro compiuto dal papa contro la Chiesa perché di sua iniziativa sancisce e definisce che il concilio Vaticano II non è mai esistito. [...] Se i lefebvriani possono essere riammessi nella Chiesa cattolica senza dovere contestualmente accettare il magistero di un concilio ecumenico, perché il papa non compie lo stesso «gesto di misericordia» verso quei cattolici che sono stati buttati fuori dalla Chiesa per «eccesso di progressismo», colpevoli di considerare il concilio un’assise incompiuta? [...] Per i lefebvriani l’antisemitismo è una nota caratterizzante la loro teologia per la quale gli Ebrei sono «deicidi» e lo sono per l’eternità, a meno che non si convertano e riconoscano Gesù Cristo come loro Messia e Dio.

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Depositi temporanei materiale radioattivo

Depositi temporanei materiale radioattivo

Quelli dell’Enel vogliono il nuclerare in Italia e ovviamente a Confindustria sono d’accordo. Ovviamente dai nostri politici non si ergono ragionamenti per controproposte. Che il populismo dilagasse in Italia è risaputo, ma a volte c’è bisogno di prove, ed eccola qua: energia elettrica prodotta da centrali nucleari. Agli italiani intanto dovrebbe essere chiaramente detto quanto costa una centrale nucleare, realizzazione e manutenzione, per non parlare del fatto che sì, verissimo, si producono meno gas serra, ma si producono scarti tossici per il cui smaltimento noi non abbiamo la tecnologia (attualmente ancora esportiamo, ma pagando, scorie verso l’estero).

Si tratta di impacchettare e confinare materiale altamente tossico che perde parte della propria pericolosità in migliaia di anni. Chi paga? Chi vuole vicino casa sua questo potenziale pericolo? L’Albania? Gli U.S.A.? A detta di Stefano Monti una centrale da 1600 MWe costa circa 3 miliardi di euro per la sola realizzazione che avviene in circa 4 anni senza tener in conto i processi decisionali e di studio territoriali, per cui di fatto (come nel caso finlandese) si arriva tranquillamente ai 12 anni di lavori. E poi le scorie? Dove transiteranno? Quanto ci vorrebbe affinché noi stessi riusciamo ad attivarci per “smaltirle” (stockarle) in casa nostra? E come fidarci dei nostri amministratori pubblici quando si affidano ad una qualche impresa, soprattutto quando si tratta di smaltimento di rifiuti…? prosegui la lettura…

Gattone randagio

14 commenti

... fuori ...

Ah sì, gli altri ti fanno paura? Sì, cioè… Cioè cosa? Solo che la gente è La gente? Sì, la gente. Tu sei la gente. No, sì, cioè ne faccio parte. Appunto. Ma non sono io, gli altri sono la gente per me. Capisco. Be’, forse per ognuno gli altri sono qualcosa di spaventoso e indistinto. Se tutti avessero paura della “gente” staremmo messi male. Perché, stiamo messi bene? Non male però, devi riconoscerlo. Mmmhhh. Mi pare che sei ancora qui, vivo e vegeto che parli della “gente”, quindi stai in silenzio! Ma non sono i singoli a spaventarmi, capito? Parli della massa? Sì, la massa, le pecore, i fanatici, quelli che si fanno trasportare dal branco… Ma come mai proprio ora te n’esci con quest’inquietudine? Ce l’hanno tutti penso, chi più chi meno, no?

Però però però, da qui a farsene un problema… Non sarò mica l’unica né l’ultima persona a farsene un problema. Purtroppo no, e la paura genera paura. Che vuoi dire? Voglio dire che tu ora temi qualcosa che comunque non conosci, allora eviti “la gente”, allora non saprai mai, allora semplicemente la tua paura non potrà fare altro che aumentare. Non la evito la gente io! Allora di che ti lamenti? Tu non vuoi capire. Perché non esci invece di startene qui allora? Esco e per andare dove? Non so, fuori, in giro, in un locale, per conoscere qualcuno, qualcuna. Mmmhhh. Cosa te lo impedisce? Ho da fare? Ma che cosa che sei qui a dire di aver da fare e tutto quello che fai è dirlo!

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