Quando ero sotto tesi (nemmeno 3 mesi fa, a pensarci), mi è stato più e più volte fatto notare quanto un’immagine sia molto più eloquente di molte parole. Questo accade quasi per tutto nell’ambito della natura umana ed è una regola d’oro lì dove ci sono dei concetti poco intuitivi da far comprendere, come ad esempio nella scienza. Quando però scrivono di scienza quelli che scrivono sui nostri quotidiani, bisogna sempre drizzare le antenne e capire dove hanno sbagliato stavolta… Riporto quanto scritto dal blog greenreport.it che fa perfettamente comprendere quanto ancora debba crescere (nascere?) una cultura scientifica popolare in Italia.

Riassumo: il Corriere della Sera, La Stampa, il Tg2 ed altre testate hanno ripreso una “notizia” sul fatto che il livello dei ghiacci artici a fine 2008 sarebbe tornato quello del 1979. Mmmhhhh… Ecco l’immagine.

Linea rossa: valore fine 1979. Linea blu: massimi dal 1979 a fine 2008.

Linea rossa: valore fine 1979. Linea blu: massimi dal 1979 a fine 2008.

Ebbene, cosa si evince? Ovvio così, troppo facile, ma ve lo dico lo stesso: si evince che chi viene pagato per dare informazioni, quasi sempre la riprende da altre parti (un po’ come sto facendo io, che però non vengo pagato) e non controlla neppure se quelle informazioni sono false! (Che dite, ci si deve fidare di Riccardo Mostardini che ha scritto il post su greenreport.it?)

Magari non false, certo, perché che il livello sia lo stesso è vero. Così parla forte e chiaro la figura: massimo 2008 = minimo 1979. So che pare brutto che io stia qui a riportare quanto già fatto in un altro blog, ma a quanto pare così potrei perfino trovare lavoro come giornalista sapete… A quanto pare infatti (ci fidiamo? diciamo di sì, ma vigilate, mi raccomando!) innanzitutto questa notizia non è stata data dall’università dell’Illinois così come è stato scritto e detto, ma data da un blog in cui viene detto che un certo ricercatore dell’università ha detto… e così già si è dato lustro ad una cosa che forse andrebbe guardata un po’ più nel dettaglio, tant’è che anche su quest’altro blog viene visualizzata con un’immagine. Fate bene attenzione al trucco!

Clickate che fate prima

Clickate che fate prima

Visto? Qualcosa di strano? Illusione ottica? In questa seconda figura la scala verticale è stata bella espansa e in più c’è quella linea che indica il valore zero, quella bella retta che passando così, quasi in mezzo all’arzigogolo dei dati, vien voglia di approssimarli davvero a quella linea. Però, mi direte voi, nella figura di prima c’è il trucco inverso! Mah, chi avrà ragione? Inoltre: vi siete accorti che i dati sono diversi?! Qui un’unica cosa è certa: la farina del sacco altrui, rubacchiata senza dirlo, senza citare le fonti, senza spiegare niente, è quanto mai a buon mercato (oltre al sospetto che i nostri “giornalisti” non vadano oltre il Grande Fratello, ma non quello di Orwell, mentre invece i lettori assomigliano proprio a quelli di 1984).