A pensarci bene, suvvia, a chi andrebbe mai di ciarlare di ideali e belle battaglie se poi non gliene viene in tasca niente? Bisogna capirli i nostri umanissimi rappresentanti, quelli al governo e quelli che al governo non sono (ogni tanto i membri di questi due gruppi si presentano anche in parlamento, figuratevi, camera o senato che sia), i consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc., tutti i rappresentanti dei cittadini insomma, di ogni ordine e grado. Un esempio per tutti: Alemanno. Poverello, lui che va sempre a messa, lui che sta più a destra di uno scappellamento, lui che ha le mani legate da 300 piccoli criminali!

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Nelle loro mani ...

Nemmeno fossero i leggendari combattenti spartani della battaglia delle Termopili e neppure dei lillipuziani, costoro osano scuotere la psiche del buon sindaco. Che poi dalla maggior parte degli articoli nemmeno si capisce bene a chi si rivolga. Chi sono ‘sti 300? Quelli che hanno invitato l’ex-brigatista (“rosso“, precisano quelli del Corriere) Valerio Morucci a tenere una lezione, oppure quelli che non ci stanno nemmeno al secondo invito al papa (dopo che fortunatamente ci ha risparmiato l’apertura dell’anno accademico)? I firmatari della famosa lettera di protesta ufficiale/ufficiosa erano 67, quindi forse sono i primi. Comunque sia, dicevo, ora il povero Alemanno si trova per forza a dover dire che certe persone non sono altro che “300 piccoli criminali dei quali dobbiamo liberarci“.

Quest’ultima frazione di frase non è certo riportata dal Corriere. Ma si sa. I giornali sono comunque tutti rossi, o quasi; diciamo che il Corriere è di un rosso sbiadito, tanto per non andare troppo contro il senso comune dei berlusconiani. I giornali, poverelli pure loro, dovranno pur campare e – allora – tanto vale mettersi anche loro in politica, facendosi certo finanziare, ma pagando pure loro lo scotto: accontentare il pubblico pagante, ovvero i politici. C’è da compiangerli. Altro esempio più ad alto livello: Mara Carfagna. Ritorna sui Dico-NonDico, bene, benissimo, al ché ecco che pure lei che è tanto aperta si sente dire come più forte apprezzamento, dal collega Rotondi:

«Finalmente si capisce che si tratta di un’iniziativa di ispirazione cristiana. Una legge su certi diritti è autorevole solo se condivisa da tutte le sensibilità del mondo cattolico. I Didore [cioè i Dico, nota mia] sono solo il primo di una serie di temi su cui sarà utile esercitare la capacità di dialogo tra laici e cattolici».

classe_politica.jpgA parte questa polemica, la cosa singolare (magari fosse singolare davvero!) è che il titolo tuona: “Coppie di fatto, scoppia la polemica“. Ma no! Ma dai! Scoppia!? Ora è (ri)uscita e già scoppia. Scoppia il titolo semmai. Poi la gente vede il titolo e allora sì che scoppia la polemica. Perché non è scoppiato niente sull’allarme povertà delle famiglie italiane? Una famiglia su 20 arriva a fine mese senza i soldi per la primaria esigenza del cibo e qui non scoppiano polemiche contro nessuno… Oppure sono scoppiate ma senza titoli? Eh, la politica, chi la capisce è fottuto. Perché per capirla ci si deve stare dentro. Standoci dentro ci si annega e si diventa loschi quasi sicuramente. Poverini, bisogna capirli quando sparano a zero, quando danno di matto e dicono corbellerie, in fondo mica stanno lì perché ce li abbiamo messi noi. Stanno lì perché a qualcuno fa comodo così. Io le immagino davvero comode quelle poltrone.