Ah sì, gli altri ti fanno paura? Sì, cioè… Cioè cosa? Solo che la gente è La gente? Sì, la gente. Tu sei la gente. No, sì, cioè ne faccio parte. Appunto. Ma non sono io, gli altri sono la gente per me. Capisco. Be’, forse per ognuno gli altri sono qualcosa di spaventoso e indistinto. Se tutti avessero paura della “gente” staremmo messi male. Perché, stiamo messi bene? Non male però, devi riconoscerlo. Mmmhhh. Mi pare che sei ancora qui, vivo e vegeto che parli della “gente”, quindi stai in silenzio! Ma non sono i singoli a spaventarmi, capito? Parli della massa? Sì, la massa, le pecore, i fanatici, quelli che si fanno trasportare dal branco… Ma come mai proprio ora te n’esci con quest’inquietudine? Ce l’hanno tutti penso, chi più chi meno, no?
Però però però, da qui a farsene un problema… Non sarò mica l’unica né l’ultima persona a farsene un problema. Purtroppo no, e la paura genera paura. Che vuoi dire? Voglio dire che tu ora temi qualcosa che comunque non conosci, allora eviti “la gente”, allora non saprai mai, allora semplicemente la tua paura non potrà fare altro che aumentare. Non la evito la gente io! Allora di che ti lamenti? Tu non vuoi capire. Perché non esci invece di startene qui allora? Esco e per andare dove? Non so, fuori, in giro, in un locale, per conoscere qualcuno, qualcuna. Mmmhhh. Cosa te lo impedisce? Ho da fare? Ma che cosa che sei qui a dire di aver da fare e tutto quello che fai è dirlo!
Forse hai ragione. Ma certo che ho ragione. Mi piacerebbe avere quella stessa fiducia che hai tu nel prossimo. Non si tratta mica di fiducia sai… E di cosa? Si tratta di lasciarsi andare, di capire che gli altri non sono questi mostri, che le persone sono persone, che in fondo ci assomigliamo tutti. Dici? Le differenze ci sono, ma sono solo nei modi di fare, nel modo in cui ci esprimiamo, ma alla fine quel che ci piace, desideriamo, sentiamo, è uguale identico. Quindi… Quindi tu ora sei qui con quella faccia lì a chiederti nulla, semplicemente a spaventarti da solo. Ma se adesso uscissi, be’, che farei, dove andrei? Possiamo uscire dai, stasera esco anch’io. Ma dai, mi dispiace, sei sempre così indaffarato. Lo so, ho molto da fare, ma se il mio da fare continua ad essere il parlare con te… Tanto vale farlo andandocene in giro in effetti. Vedi che inizi a capire!?
(Due ragazzi uccisi sotto casa, pare per pochi spiccioli. Non si conosce ancora l’identità degli aggressori. Cordoglio in città. “La gente qui ha paura” dice una signora anziana affacciata alla finestra, che richiude prontamente.)
Sentito cos’è successo ieri sera??? Sì, meno male che non eravamo noi… Hai ragione. Senti, ma certo che ce n’era di gnocca ieri sera eh! Davvero! Oh, stasera? Io dico che si esce. Ben detto.
