Quelli dell’Enel vogliono il nuclerare in Italia e ovviamente a Confindustria sono d’accordo. Ovviamente dai nostri politici non si ergono ragionamenti per controproposte. Che il populismo dilagasse in Italia è risaputo, ma a volte c’è bisogno di prove, ed eccola qua: energia elettrica prodotta da centrali nucleari. Agli italiani intanto dovrebbe essere chiaramente detto quanto costa una centrale nucleare, realizzazione e manutenzione, per non parlare del fatto che sì, verissimo, si producono meno gas serra, ma si producono scarti tossici per il cui smaltimento noi non abbiamo la tecnologia (attualmente ancora esportiamo, ma pagando, scorie verso l’estero).
Si tratta di impacchettare e confinare materiale altamente tossico che perde parte della propria pericolosità in migliaia di anni. Chi paga? Chi vuole vicino casa sua questo potenziale pericolo? L’Albania? Gli U.S.A.? A detta di Stefano Monti una centrale da 1600 MWe costa circa 3 miliardi di euro per la sola realizzazione che avviene in circa 4 anni senza tener in conto i processi decisionali e di studio territoriali, per cui di fatto (come nel caso finlandese) si arriva tranquillamente ai 12 anni di lavori. E poi le scorie? Dove transiteranno? Quanto ci vorrebbe affinché noi stessi riusciamo ad attivarci per “smaltirle” (stockarle) in casa nostra? E come fidarci dei nostri amministratori pubblici quando si affidano ad una qualche impresa, soprattutto quando si tratta di smaltimento di rifiuti…?
Quelli che mostrano i grafici con incidenti mortali dovuti alle varie tecnologie di produzione di corrente elettrica, mostrano solo le morti immediate, mentre “latent fatalities are of particular relevance for the nuclear chain“. Per non parlare di tumori e malformazioni… I promotori dell’energia nucleare dimenticano spesso che gli investimenti italiani nel campo sono e sono stati rivolti anche agli studi sulla fusione (oltre che sulla fissione). Dimenticano pure che esiste il fotovoltaico: ancora nel 2006 il giornale di Confindustria facendo due calcoli faceva capire come in realtà sia poco costoso l’investimento nel solare, e figuriamoci oggi, passati più di 2 anni.
Visto che per un grosso impianto (quelli piccoli costano di più in proporzione) il costo è di circa 5000 euro per kWh di picco, si calcola facilmente che una centrale da 1600 MWe costerebbe oggi, non fra 12 anni!, circa 8 miliardi di euro. Di più, certo, ovvio. Solo che, solo che, solo che… La CO2 scordatevela. Le scorie scordatevele (fra l’altro esistono già aziende e associazioni per il riciclo dei moduli). Poi quasi scordatevi anche la manutenzione. Scordatevi tumori e malformazioni. Soprattutto in Italia, con un sole da far invidia, mi domando: ma a chi diamine conviene fare nuove centrali nucleari? Si tratterà forse dell’n-simo modo per sperperare denaro pubblico in opere pubbliche che al pubblico non servono, ma servono al privato e in particolare ai privati vicini ai governanti? Inoltre, anche se si spende di più per una tecnologia che abbiamo oggi e che inquina davvero di meno, perché sottomettere la salute alla “convenienza” economica?
P.s.: per completezza segnalo i seguenti articoli di Scientific American sull’argomento:

