Quale differenza passa fra una dittatura ed una monarchia assoluta? Come polirematica, la monarchia assoluta è una forma di monarchia “in cui il potere supremo è accentrato solo nelle mani del monarca“. Si può vedere una dittatura quale forma di monarchia assoluta in cui il monarca ha assunto il potere “mediante la sovversione dell’ordine costituzionale” e lo mantiene “per mezzo di sistemi polizieschi“ [De Mauro Paravia], o abbia un potere comunque “non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo stato” [Wikipedia], insomma “senza alcun sistema di controllo e di opposizione” [MSN Encarta]. Ora vediamo cosa dice l’articolo 1 della costituzione di uno Stato a noi molto vicino:
1. Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.
2. Durante il periodo di Sede vacante, gli stessi poteri appartengono al Collegio dei Cardinali, il quale tuttavia potrà emanare disposizioni legislative solo in caso di urgenza e con efficacia limitata alla durata della vacanza, salvo che esse siano confermate dal Sommo Pontefice successivamente eletto a norma della legge canonica.
Dunque, pare che il pozzo nero di cultura e finanze incastonato nella capitale del nostro Paese non sia poi una dittatura; sebbene sia preoccupante che, come scritto nel preambolo della stessa Legge Fondamentale di cui ho citato il primo articolo, essa sia stata promulgata “di Suo Motu Proprio e certa scienza, con la pienezza della Sua sovrana autorità” dal Sommo Pontefice stesso. Sovversione di un precedente ordine costituzionale? Può darsi. Cosa siano i metodi polizieschi poi non è molto chiaro. Sembra allora che di Suo Motu Proprio il Sommo Pontefice abbia scritto la costituzione atta magari a limitarne il potere, se non restasse il fatto che l’ha comunque fatto nella pienezza della Sua sovrana autorità: un’enorme contraddizione? Fra l’altro ci si domanderà quale sia il sistema di controllo ed opposizione al potere del Sommo Pontefice (che possiede appunto pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario).
Certamente il confine fra monarchia assoluta e dittatura è molto labile. Né aiutano alcuni articoli giornalistici tesi a mettere a nudo il modo in cui i funzionari/sudditi del suddetto Stato trattano quelli che secondo la nostra legislatura sarebbero invece reati. L’apostasia non viene certo punita con la morte dell’apostata, come avviene in altre parti del mondo, tuttavia risulta difficile non vedere come non solo i vari funzionari/sudditi, ma persino il Sommo Pontefice troppo spesso s’immischino dei fatti legislativi della Repubblica Italiana. I rappresentanti della Repubblica sembrano poi ben ricettivi e quindi ci ritroviamo nella situazione in cui l’Italia soffre di frequenti nonché vincolanti trattative con il suddetto Stato. Visti poi gli storici legami fra i due Stati e visto quanto ora succede ed è sempre successo, non parrebbe tanto strano quantomeno sospettare che tale monarchia assoluta non si limiti al proprio autogoverno, bensì si insinui pericolosamente nelle nostre istituzioni, esponendoci ampiamente al rischio che l’eventuale superamento del confine fra monarchia assoluta e dittatura ci coinvolga. Vogliamo correrlo?
