Graph from www.world-nuclear.org

S’i fossi fesso, vedrei solo il buono del nucleare. S’i fossi ‘gnorante, non vorrei capir ragioni. S’i fossi scemo, me ne compiacerei. S’i fossi Francesco, com’i sono e fui, invece m’incazzerei. E parecchio. I nostri apprendisti straccioni al governo hanno una splendida ricetta per far stare meglio gli italiani: prenderli (prenderci) per fessi, ignoranti e scemi.

“Ponti d’oro dai francesi per la rinascita del nucleare italiano all’insegna della loro tecnologia Epr. L’Italia ringrazierà. Si impegnerà per rafforzare la cooperazione a tutto campo: ricerca, costruzione, smaltimento delle scorie, business congiunto non solo nei due paesi.” (Confindustria dixit)

Nessun contratto insomma, per il momento. Pure i soldi vorrei sapere dove li pigliano. Quel che sta accadendo è – fra le altre cose – la trattativa per acquistare (nevvero sborsando soldi) una tecnologia che ancora non vede sue applicazioni nel mondo e che magari non ci serve poi tanto. Scajola dice di voler porre in opera le centrali prima della fine della legislatura e dice pure che

“Il mix ottimale di generazione verso il quale dobbiamo tendere è composto dal 50% di fonti fossili (gas, petrolio e carbone pulito), 25% di fonti rinnovabili e 25% di nucleare”.

Per quale motivo il mix ottimale di generazione verso il quale dobbiamo tendere non possa essere composto dal 100% di fonti rinnovabili resta un mistero chiuso nella sua testolina gloriosa… Non dico che possiamo tendere a questo gran risultato, ma proprio che dobbiamo! Che ci dobbiamo sforzare. Ci sono molti buoni motivi per non fare dell’Italia una “potenza nucleare”, ma spesso ci si dimentica di citarne uno: abbiamo al governo una classe dirigente di vanagloriosi pronti a passare su tutto e tutti pur di batter cassa e le famose grandi opere altro non sono che un modo in cui usano i soldi di tutti per far arricchire pochi amici.