Iblis (versione masochista di Prometeo, portatore di luce) sbagliò facendo sì che gli esseri umani fossero più simili al loro creatore, una volta assaporato grazie a lui l’albero della conoscenza? Domanda sbagliata. Che cos’è la scienza se non un peccato? Almeno nell’ottica in cui ancora si parte da metafore e domande di tal fatta, che danno per scontato un passato (per taluni più o meno allegorico) mai avvenuto? Purtroppo ci troviamo in uno strano tempo, in cui alle conoscenze profonde di alcuni si affiancano lacune immense di altri… se non proprio vaneggiamenti d’altri tempi.

Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi per la conoscenza del bene e del male

Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi per la conoscenza del bene e del male

Ad esempio, quando si parla di evoluzione, ecco venire subito alla mente il creazionismo. Classicissimo esempio riguardante la scienza (anche se più classici avrebbero potuto risultare l’eliocentrismo, la visione dell’homunculus fetale, la paventata impossibilità di formare artificialmente materiale organico, ecc.). Quando si parla di diritti civili perciò, a maggior ragione, dovrebbe venire alla mente ciò che sopra ogni altra cosa tende a bloccarli e – quando può – farli arretrare. Cosa? Potremmo definirla ignoranza organizzata. In “Religion and humans rights“, titolo di un ottimo articolo della rivsta The Economist, si spiega

“Why freedom of speech must include the right to “defame” religions”

In un Paese come l’Italia in cui ancora le tirature dei giornali si basano su brutali semplificazioni buone solo per farne dei titoli inutilmente sensazionalistici, in questo Paese in cui pure c’è chi si pone interessanti, profonde e disarmanti domande, immaginereste voi un articolo come quello dell’Economist su giornali quali Il Sole 24 Ore oppure Il Corriere della Sera? Io no. Forse ho scarsa fantasia o scarsa fiducia nel futuro, oppure sono usciti e me li sono persi, preso com’ero a vedere solo quelli brutali.

Da noi si è messi in guardia solo dai pericoli delle tecnologie, non dalle loro potenzialità positive (dove “positivo” e “negativo” sono giudizi oggettivi?). Mentre in altre parti del mondo si danno da fare per prepararsi al futuro prossimo venturo, da noi al limite arrivano proposte di legge atte a mettere il bavaglio ad uno dei pochi mezzi che hanno le persone per ottenere informazioni. Mezzo tecnologico messo a disposizione da studio e metodo, qualcosa di presente da noi eppure così sfuggevole fra le maglie larghe dell’italica arretratezza. In questi pochi giorni a casa poi, si rafforza il mio disgusto per il modo in cui il mezzo TV è malevolmente sfruttato. Però alcuni si accontentano del conforto propagandistico di certi signori. Siamo un popolo di sognatori noi, ecchediamine!