“La matematica non è un’opinione”, recita l’adagio popolare. “Mah…”, recita il mio cervello. A leggere alcune cifre in effetti non è che si stia confutando nessun teorema di aritmetica fattura, per quanto siano le conclusioni a darmi un po’ di sospetti. Università, l’Italia importa cervelli. Stupendo il titolo del Corriere della Sera del 19 aprile. “Mah…”, ma in che senso li importa? Qui, a differenza del solito parlare di fuga di cervelli nel senso di ricercatori italiani che vanno a lavorare all’estero, si parla della presenza di studenti stranieri in Italia, ben altra cosa direi.
Certo, già il fatto di attrarre studenti possiede forse di per sé degli aspetti positivi. Peccato che – sprechi permettendo – lo Stato sborsi bei soldoni per ogni studente universitario. Insomma, per intenderci: lo Stato usa le tasse dei cittadini per la formazione dei giovani. Niente di male, anzi, ad avere anche giovani stranieri. Quel che però andrebbe detto è che la fuga la fanno quelle persone che, una volta formate, non trovano nel Belpaese opportunità di lavoro atte a mettere in pratica quanto fin lì appreso.
A quanto pare, a 18 anni tanto vale mirare direttamente a lavorare nello spettacolo o in politica, visto che comunque oggidì questi due campi sono imprescindibilmente legati fra loro. In un Paese in cui a rari spazzi di onestà intellettuale, anche in campi che dovrebbero essere seri quale ad esempio l’economia sopravvivono solo i pescecani mentre i pesciolini vengono semplicemente ignorati, forse non resta da fare altro che attrezzarsi: impariamo a capire come non farci fregare coi numeri. Mentire con le statistiche è forse uno strumento utile nel Paese dello sparacifre di Arcore e dei suoi giornalai al guinzaglio, no?
“The secret language of statistics, so appealing in a fact-minded culture, is employed to sensationalize, inflate, confuse, and oversimplify. Statistical methods and statistical terms are necessary in reporting the mass data of social and economic trends, business conditions, “opinion” polls, the census. But without writers who use the words with honestly and understanding and readers who know what they mean, the result can only be semantic nonsense.” [da Wikiquote]
Nota del 3 Maggio: ecco un esempio lampante