Come dopo una pioggia fragorosa che rende di nuovo limpida l’aria, come un bambino che osserva per la prima volta lo srotolarsi di una bianchissima nuvola in cielo, come la prima volta, in cui coscienza e sensi si fondono completamente, così ci si può sentire sempre. Perché sempre stupisce il ritrovarsi a contemplare con occhi felici ciò che avevamo già davanti a noi, è strano eppure così è, sembra incontenibile ciò che pure ci teniamo dentro.

Scoprire che ne vale la pena, arrovellarsi mente e corpo affinché tutto vada come vorremmo e – una volta tanto – sapere cosa vogliamo. C’è qualcosa di meglio nella vita? Raramente. Un’intero linguaggio fatto soltanto di aggettivi, ci si sente musica ed il sereno dissolve il brutto che ci opprimeva fino ad un’istante prima. No, nessun sogno, anche se il sospetto è forte.

Non è facile dare un nome a tutto questo. O meglio: lo sappiamo benissimo, ma il solo pronunciarlo potrebbe destabilizzare questo fragile appoggiarsi a sé stessi. Lo vorremmo urlare, ma al massimo lo confidiamo a noi soltanto, resta là e lo sussurriamo in pensieri senza corpo.

Un nome tanto comune, che diamine! Ma che importa. Sapevamo già che dura il tempo di un’illusione, ma non per questo ci siamo fermati. Mai fermarsi, ché questo ci anima.

Con rinnovata illusione si continua a sorridere al mondo, ed è magnifico.