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Non esiste più il futuro di una volta…

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Memento pori

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Di notizie importanti, fondamentali, ce ne sono talmente tante che la mia mente è piena di lacune. Zig-zaga fra esse, ci cade dentro e riesce da un’altra parte, senza mai riuscire ad approfondire. In questo materiale poroso che il tessuto informativo, pietra vulcanica in cui si annidano barlumi, stralci di ricordi, mi perdo.

La memoria fa brutti scherzi. Ad esempio, nemmeno 20 giorni fa si parlava di distruzione della civiltà qualora fosse passato il decreto “anti-crisi” del governo che contemplava “anche una sanatoria di reati come il falso in bilancio e la bancarotta”. E poi? Cosa sia successo mi è sfuggito. Eppure me ne ero interessato. Non ho più visto articoli sulla faccenda, quindi si vede che questo mio stesso morbo della memoria magari è contagioso, devo fare attenzione.

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Il colto cardinale Carlo Maria Martini, così colto che il Corriere della Sera online gli dedica uno spazio di risposta ai lettori nella sezione cultura, ci dà un ottimo esempio di supercazzola (non prima di averci dato un ottimo esempio dell’esempio che vuol esemplificare, se capite cosa intendo…):

Carlo Maria Martini

Carlo Maria Martini

“Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe ec­cetera, al di là di quanto se ne può sapere dalla storia, sono «veri» perché «vera» è la loro espe­rienza, che continuamente si «invera» nella vi­ta dei credenti.” [Carlo Maria Martini, un genio!]

Questo per rafforzare il concetto già espresso appena prima: “Nell’insieme la tradi­zione biblica, quando è ben interpretata, si rive­la solida e aderente alla vita, anche se non man­cano errori storici, sociologici, geografici ecc…“. Certo, quando è “ben interpretata”, ogni supercazzola assume un senso finanche sublime, ne converrete. Soprattutto, quando la “tradizione biblica” (cioè?) è “aderente alla vita” (eh?!?), va da sé che si possa candidamente ammettere che vi siano stati degli “errori storici, sociologici, geografici” (e poi? mi sa che c’è molta roba nell’”ecc…”).

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Il bacio preciso

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Nel 1936 Sir Frederick Soddy espresse sotto forma di poesia, chiamata The Kiss Precise, la soluzione ad un problema risalente almeno al 200 a.e.v. Si tratta di un impacchettamento ricorsivo immaginato da Apollonio di Perga e riespresso secoli più tardi in una lettera inviata da Leibniz a Brosses:

Imagine a circle; inscribe within it three other circles congruent to each other and of maximum radius; proceed similarly within each of these circles and within each interval between them, and imagine that the process continues to infinity.

Apollonian packing of circles

Apollonian packing of circles

Passato sotto le mani di Euclide, Cartesio e del meno noto ma molto più recente matematico polacco Sierpiński, identificato come “frattale” solo dopo che Mandelbrot (anche lui polacco) ha coniato il termine, l’impacchettamento ha avuto una soluzione sotto forma di versi da parte del prof. Soddy con una pubblicazione su Nature:

Four pairs of lips to kiss maybe
Involves no trigonometry.
‘Tis not so when four circles kiss
Each one the other three.
To bring this off the four must be
As three in one or one in three.
If one in three, beyond a doubt
Each gets three kisses from without.
If three in one, then is that one
Thrice kissed internally.

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Venerdì ho lasciato la pioggia alle spalle, con il bagagliaio pieno e buona compagnia. Probabilmente se non avessi sbagliato strada saremmo arrivati prima, ma siamo arrivati e va bene così. Scaricati i bagagli e salutata la compagnia, eccomi che filo verso la festa o quel che ne rimane. Sono in tempo, più o meno. Anzi, direi “meno”, visto che il più è fatto. Il festeggiato, questo colosso dell’alcool (che chiamerei anche “2.29″, così come da test), proprio quella sera me l’hanno ridotto uno straccio e poco dopo arrivato rieccomi a portarlo al pronto soccorso. Eh, magari abbiamo sbagliato, magari abbiamo esagerato a portarlo lì, anche stavolta non si sa se l’errore sia stato vero errore, ma siccome la sera dopo era ad un’altra festa va bene così.

...

Sonnellino in camera di un mio amico di lungo corso (che non ringrazierò mai troppo, anche se mi viene più naturale sfotterlo e lui ancora sopporta) e rieccomi nella macchina dallo sportello un po’ riverniciato dallo stomacare della notte prima. Si va a fare spese. Passata di pomodoro, pasta, giardiniera, vino toscano, ecc., insomma quelle cose che qui o non si trovano o costano il doppio. Al pomeriggio vasca/chiacchierate/rimpatriata. La sera si esce. Avremmo dovuto fare una spiaggiata, ma va be’. Non sono un buon conversatore, mi piacerebbe esserlo, per fortuna la Roccia ed il Guerriero non me lo fanno pesare… Riaccompagnata lei, io vado alla seconda festa. Anche qui il più è fatto: nessuno malridotto stavolta, però sono di nuovo in tremendo ritardo. Comunque si va un po’ in centro a sedersi e chiacchierare. Altro errore arrivare in ritardo? Continuo a dirmi che va bene, perché comunque la serata è stata bella.

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