Il colto cardinale Carlo Maria Martini, così colto che il Corriere della Sera online gli dedica uno spazio di risposta ai lettori nella sezione cultura, ci dà un ottimo esempio di supercazzola (non prima di averci dato un ottimo esempio dell’esempio che vuol esemplificare, se capite cosa intendo…):
“Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe eccetera, al di là di quanto se ne può sapere dalla storia, sono «veri» perché «vera» è la loro esperienza, che continuamente si «invera» nella vita dei credenti.” [Carlo Maria Martini, un genio!]
Questo per rafforzare il concetto già espresso appena prima: “Nell’insieme la tradizione biblica, quando è ben interpretata, si rivela solida e aderente alla vita, anche se non mancano errori storici, sociologici, geografici ecc…“. Certo, quando è “ben interpretata”, ogni supercazzola assume un senso finanche sublime, ne converrete. Soprattutto, quando la “tradizione biblica” (cioè?) è “aderente alla vita” (eh?!?), va da sé che si possa candidamente ammettere che vi siano stati degli “errori storici, sociologici, geografici” (e poi? mi sa che c’è molta roba nell’”ecc…”).
Più delicati sono quei passi dove [...] si esprime una dottrina che ai nostri occhi risuona mancante. Essi vanno letti come una tappa del cammino verso la pienezza della luce. Il Concilio Vaticano II dice che i «Libri della Scrittura insegnano fedelmente e senza errore la verità che Dio per la salvezza volle fosse consegnata nelle sacre lettere» (Cfr. Dei Verbum n.11). Ciò posto, tento di rispondere ad alcune delle lettere pervenutemi.
Ah, be’, l’avrei detto anch’io che quei passi vanno letti come “una tappa del cammino verso la pienezza della luce”. Ma che diavolaccio significa? (E la danno la maglia rosa alla fine?) Poi dicono degli avvocati del diavolo, almeno quelli si sa dove vogliono andare a parare. Lui invece prima cita una legge, da buon avvocato, per poi usarla al contrario. “Ciò posto” tenta infatti (legga chi ha fegato) di prendere per il culo (nel senso sprematurato del termine, avendo perso i contatti col talapia tapioco) quanti pure cercano ancora di sforzarsi di non sentirsi presi in giro da sé stessi qualora trovino lacune (voragini) nella “tradizione biblica” inculcata loro.
