Punto di vista

Punto di vista

Certo, non nasco poeta, ma vado lo stesso avanti così. Pensieri sconnessi e quant’altro. Soprattutto il quant’altro. E no, non mi drogo. Tant’è vero che, a riprova, sto cercando di diminuire la dose quotidiana di cioccolata assunta (par-time). Una poesia vorrei comunque dirla. Niente di melenso, ho una reputazione da cafone da difendere io, figuriamoci… Anche perché, parlandovi fuori dai denti (sapevo che la cioccolata non fa benissimo) non posso non dire quant’io non sia pernientaffatto negativo nei confronti dei poeti: ovvero, la poesia fine a sé stessa mi fa cagare. Ecco dunque la mia, per niente fine, ma senz’altro sé stessa.

Nevica ancora, porca la troia
esco dai gangheri e fa freddo
piede a terra, la scarpa smerdo
e mi esce fuori un dio, boia.

Questo il lato poetico mio, quando sono contrariato, quando apro bocca e le do fiato, quando ho dio come zimbello e – invece di imbonirmi l’inesistente – spero scagli un fulminazzo per dire “sono qua, non mi bestemmià“. Macché, niente. La gente dovrebbe saperlo, provarci. Un dio oggi, uno domani, che fa, sono talmente tanti. Qualcuno si offenderà di certo, ma chi, il nominato o l’ascoltatore per lui, in sua vece, come se avesse bisogno di un protettore (sapevo che fosse un po’ battone). Ma perché tutto questo? Presto detto.

Cammino lo stesso, che fa,
tutto bene? sì non fosse per lei,
lei chi? proprio bene non saprei
perderò la testa alla mia età?

Si può notare come ogni irritazione nasconda un motivo più profondo (si pensi agli herpes, ad esempio); ogni motivo più profondo ha un agente scatenante (si pensi a un celerino con pruder di mani, ad esempio); persone poco cerebrali penseranno subito alla figa (si pensi a … alla figa, ad esempio). Ma non è così. Non proprio. Non esattamente. Un po’, magari può darsi. Si tratta di prospettiva! (Eh? Che ha detto? Ma si droga?) Non mi drogo, bastano le mie endorfine.

Già la prospettiva mi allettava,
aspetto, osservo, ci penso sì,
chi non sognerebbe nel saperla così,
che pensiero superbo mi dava.

Non che volessi altro a dire il vero. Demente, ebbro di vita, per niente stanco, sincero e sparacazzate, mi ved(ev)o da diversi punti di vista. Prospettiva, appunto. Quando smetterò di drogarmi di punti di vista allora vivrò meglio, lo so, ma avrò perso molto. Già non ho vena poetica e non ci sono lacci emostatici adatti a cercarla. Per fortuna, disgraziata fortuna, so quel che voglio e so come non arrivarci. E questo faccio.