Roma (Rutters) – La calma è tornata nelle strade di Roma dopo un giorno e una notte di proteste senza precedenti nelle dimostrazioni per chiedere la fine del regime del presidente Silvio Berlusconi, durato 20 anni.
La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua nelle prime ore della giornata per disperdere i manifestanti che avevano occupato la centrale piazza del Campidoglio durante la notte. All’alba le strade sono tornate tranquille, con il traffico che fluisce attraverso la capitale.
Due manifestanti e un poliziotto sono rimasti uccisi negli scontri propagatisi ieri in diverse città del Paese, dove i dimostranti infuriati per la povertà e la repressione sono stati ispirati da quanto accaduto questo mese in Egitto, dove il presidente è stato deposto.
Ieri sera, il centro web di un’università aveva annunciato che in tutto il Paese nordafricano sarebbe stato bloccato l’accesso al sito di microblogging Twitter.com, usato in altre occasioni – come è stato il caso delle rivolte in Iran dopo il contestato esito del voto – per organizzare manifestazioni e diffondere notizie fuori dai canali ufficiali.
“Abbasso, abbasso Silvio Berlusconi” hanno gridato i manifestanti a Roma. Nel corso delle proteste nella Capitale, ha detto la tv italiana, un agente è rimasto ucciso. Ma sulla sua morte non sono state fornite informazioni più precise.
A Milano, invece, due persone sono morte in seguito alle proteste. Una fonte medica ha parlato di due cadaveri portati in ospedale. La fonte ha detto che a provocarne la morte sarebbero state pallottole di plastica, ma altri hanno detto che la causa non sembra ancora chiara.
Ad Arcore alcuni manifestanti hanno abbattuto un ritratto di Berlusconi, 74 anni, e di uno dei suo figli, Pier Silvio, che molti italiani ritengono sia destinato a succedere al padre quando questi si ritirerà.
“Italia, Italia” hanno gridato i manifestanti in tutto il paese.
Gli attivisti sul web — tra i più duri contestatori di Berlusconi — hanno organizzato le proteste contro la povertà e la repressione in concomitanza con una festività pubblica della polizia.
