Archive for the ‘Curiosità’ Category

Ora diche un poesie

Sabato, Gennaio 9th, 2010

Punto di vista

Punto di vista

Certo, non nasco poeta, ma vado lo stesso avanti così. Pensieri sconnessi e quant’altro. Soprattutto il quant’altro. E no, non mi drogo. Tant’è vero che, a riprova, sto cercando di diminuire la dose quotidiana di cioccolata assunta (par-time). Una poesia vorrei comunque dirla. Niente di melenso, ho una reputazione da cafone da difendere io, figuriamoci… Anche perché, parlandovi fuori dai denti (sapevo che la cioccolata non fa benissimo) non posso non dire quant’io non sia pernientaffatto negativo nei confronti dei poeti: ovvero, la poesia fine a sé stessa mi fa cagare. Ecco dunque la mia, per niente fine, ma senz’altro sé stessa.

Nevica ancora, porca la troia
esco dai gangheri e fa freddo
piede a terra, la scarpa smerdo
e mi esce fuori un dio, boia.

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Io mi giustifico prof

Sabato, Settembre 26th, 2009
Non solo sesso

Non solo sesso

Non so se mi stupisce di più il leggere una cosa del genere oppure il non aver ancora ricevuto inviti su Facebook da un gruppo di fan, ma a rileggere queste parole mi viene ancora un certo non so che:

I asked Ben how he satisfied his sexual needs, and he replied, “Masturbation.”  No surprise there.  I inquired as to how often and he said several times a day.  I asked how he managed that with such long working hours.  Did he take lots of breaks and do it in the rest room?  Suddenly, Ben blurted out an outrageous confession.  “Actually, I do it with the mice,” he said quietly. “I stick a cardboard tube up my rear and let the rats run up the tube in and out of my rectum.  It feels incredible and I usually come in an instant.”

Non c’è che dire, grazie a chi mi ha reso più erudito inviandomi il link a quest’articolo… anche perché un po’ mi dà da pensare (non soltanto a filmacci come Road Trip). Insomma, farsi passeggiare un sorcio nel retto denota un’elevata dose di solitudine e magari pure ingegnosità. Uomini di scienza, mah! Proprio ieri un’amica che studia lettere, avendole presentato uno dei miei colleghi fisici, mi chiedeva come mai noialtri siamo così morti di figa. (more…)

Perdita di incoscienza

Mercoledì, Agosto 19th, 2009

(Dialogo notturno impunemente ispirato dall’articolo “Mezzo secondo di ritardo” che si trova nel libro Il matematico impenitente di Piergiorgio Odifreddi)

Il treno di Fellini (Dino Buzzati, 1969)

Il treno di Fellini (Dino Buzzati, 1969)

- … in effetti mi sentirei anche un po’ in imbarazzo spiegandolo.
- Perché mai? Insomma, su, perché sempre in testa? Non è come per l’autobus o almeno non sembra.

- No no, infatti non è per il sentirsi male, quanto piuttosto per la paura del sentire male.
- Eh? In che senso?

- Ok, però non ridere. Ha a che fare con possibili incidenti. Voglio dire, incidenti ce ne sono, volenti o nolenti. Ho letto da qualche parte, forse un articolo di giornale di quei pochi ben documentati, che una persona verrebbe uccisa nello schianto in meno di mezzo secondo.
- Ommamma. Davvero lo fai per questo? E la paura in quel mezzo secondo? E poi scusa, se sedessi nei vagoni in coda non sarebbe più improbabile che tu morissi?

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