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Non esiste più il futuro di una volta…

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Io mi giustifico prof

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Non solo sesso

Non solo sesso

Non so se mi stupisce di più il leggere una cosa del genere oppure il non aver ancora ricevuto inviti su Facebook da un gruppo di fan, ma a rileggere queste parole mi viene ancora un certo non so che:

I asked Ben how he satisfied his sexual needs, and he replied, “Masturbation.”  No surprise there. I inquired as to how often and he said several times a day.  I asked how he managed that with such long working hours.  Did he take lots of breaks and do it in the rest room?  Suddenly, Ben blurted out an outrageous confession.  “Actually, I do it with the mice,” he said quietly. “I stick a cardboard tube up my rear and let the rats run up the tube in and out of my rectum.  It feels incredible and I usually come in an instant.”

Non c’è che dire, grazie a chi mi ha reso più erudito inviandomi il link a quest’articolo… anche perché un po’ mi dà da pensare (non soltanto a filmacci come Road Trip). Insomma, farsi passeggiare un sorcio nel retto denota un’elevata dose di solitudine e magari pure ingegnosità. Uomini di scienza, mah! Proprio ieri un’amica che studia lettere, avendole presentato uno dei miei colleghi fisici, mi chiedeva come mai noialtri siamo così morti di figa. prosegui la lettura…

(Dialogo notturno impunemente ispirato dall’articolo “Mezzo secondo di ritardo” che si trova nel libro Il matematico impenitente di Piergiorgio Odifreddi)

Il treno di Fellini (Dino Buzzati, 1969)

Il treno di Fellini (Dino Buzzati, 1969)

- … in effetti mi sentirei anche un po’ in imbarazzo spiegandolo.
- Perché mai? Insomma, su, perché sempre in testa? Non è come per l’autobus o almeno non sembra.

- No no, infatti non è per il sentirsi male, quanto piuttosto per la paura del sentire male.
- Eh? In che senso?

- Ok, però non ridere. Ha a che fare con possibili incidenti. Voglio dire, incidenti ce ne sono, volenti o nolenti. Ho letto da qualche parte, forse un articolo di giornale di quei pochi ben documentati, che una persona verrebbe uccisa nello schianto in meno di mezzo secondo.
- Ommamma. Davvero lo fai per questo? E la paura in quel mezzo secondo? E poi scusa, se sedessi nei vagoni in coda non sarebbe più improbabile che tu morissi?

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Il colto cardinale Carlo Maria Martini, così colto che il Corriere della Sera online gli dedica uno spazio di risposta ai lettori nella sezione cultura, ci dà un ottimo esempio di supercazzola (non prima di averci dato un ottimo esempio dell’esempio che vuol esemplificare, se capite cosa intendo…):

Carlo Maria Martini

Carlo Maria Martini

“Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe ec­cetera, al di là di quanto se ne può sapere dalla storia, sono «veri» perché «vera» è la loro espe­rienza, che continuamente si «invera» nella vi­ta dei credenti.” [Carlo Maria Martini, un genio!]

Questo per rafforzare il concetto già espresso appena prima: “Nell’insieme la tradi­zione biblica, quando è ben interpretata, si rive­la solida e aderente alla vita, anche se non man­cano errori storici, sociologici, geografici ecc…“. Certo, quando è “ben interpretata”, ogni supercazzola assume un senso finanche sublime, ne converrete. Soprattutto, quando la “tradizione biblica” (cioè?) è “aderente alla vita” (eh?!?), va da sé che si possa candidamente ammettere che vi siano stati degli “errori storici, sociologici, geografici” (e poi? mi sa che c’è molta roba nell’”ecc…”).

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Il bacio preciso

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Nel 1936 Sir Frederick Soddy espresse sotto forma di poesia, chiamata The Kiss Precise, la soluzione ad un problema risalente almeno al 200 a.e.v. Si tratta di un impacchettamento ricorsivo immaginato da Apollonio di Perga e riespresso secoli più tardi in una lettera inviata da Leibniz a Brosses:

Imagine a circle; inscribe within it three other circles congruent to each other and of maximum radius; proceed similarly within each of these circles and within each interval between them, and imagine that the process continues to infinity.

Apollonian packing of circles

Apollonian packing of circles

Passato sotto le mani di Euclide, Cartesio e del meno noto ma molto più recente matematico polacco Sierpiński, identificato come “frattale” solo dopo che Mandelbrot (anche lui polacco) ha coniato il termine, l’impacchettamento ha avuto una soluzione sotto forma di versi da parte del prof. Soddy con una pubblicazione su Nature:

Four pairs of lips to kiss maybe
Involves no trigonometry.
‘Tis not so when four circles kiss
Each one the other three.
To bring this off the four must be
As three in one or one in three.
If one in three, beyond a doubt
Each gets three kisses from without.
If three in one, then is that one
Thrice kissed internally.

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