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Non esiste più il futuro di una volta…

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Cuore non duole

... cuore non duole

Visto che ridere fa bene e, a quanto pare, ci accomuna le/gli une/i alle/agli altre/i e anche con i nostri avi, ecco una cosa su cui ridere: Berlusconi eletto segretario del partito di suoi dipendenti. Ma sì, dai, non sembra divertente? Non sembra come di assistere all’elezione del capo galletto in un gruppetto di ragazzacci/ragazzetti? Be’, in effetti forse non era proprio il massimo dello spasso… Invece cosa ne dite del fatto che in Afghanistan abbiano introdotto addirittura una legge sessista per far contenti gli zelanti fedeli locali? Suvvia, non risulta buffo quanto questo sia anche il modo di fare nostro – o meglio dei nostri politic(ant)i – che pure tanto disprezzano certi altri paesi solo in quanto servi d’un altro dio – o meglio dei suoi sedicenti rappresentati?

occhio non vede

Occhio non vede...

Nessuna ilare grassa risata?! Ma insomma, dico io, che bisogna inventarsi per farvi fare almeno una smorfia che non sia di disgusto? Ecco, forse ci sono: a Novara un nugolo di genitori inferociti ha dato addosso ad un’insegnante per il fatto che avrebbe fatto lezione sul sesso! Poveri bimbi, traumatizzati dal vero e dal sostanziale, privati della loro ignoranza. Che cattivona la prof! Non vi pare divertente cotanta acrimonia contro una persona che ben faceva il suo dovere in un Paese (l’Italia, mica solo Novara) di cui ci si fa beffe nel mondo per problemi molto ma molto seri e veri?

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Iperuranio

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Robert Kennedy speaking before a crowd, June 14, 1963

Mi è capitato più d’una volta di scovare stralci di un discorso che Robert Kennedy ha tenuto 41 anni orsono davanti alla platea universitaria del Kansas. Sempre traduzioni, s’intende, su cui ho voluto vederci un po’ chiaro… Possibile mai, mi son detto, che un uomo politico statunitense si sia prodigato in questo genere di discorsi?

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
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S’i fossi scemo

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Graph from www.world-nuclear.org

S’i fossi fesso, vedrei solo il buono del nucleare. S’i fossi ‘gnorante, non vorrei capir ragioni. S’i fossi scemo, me ne compiacerei. S’i fossi Francesco, com’i sono e fui, invece m’incazzerei. E parecchio. I nostri apprendisti straccioni al governo hanno una splendida ricetta per far stare meglio gli italiani: prenderli (prenderci) per fessi, ignoranti e scemi.

“Ponti d’oro dai francesi per la rinascita del nucleare italiano all’insegna della loro tecnologia Epr. L’Italia ringrazierà. Si impegnerà per rafforzare la cooperazione a tutto campo: ricerca, costruzione, smaltimento delle scorie, business congiunto non solo nei due paesi.” (Confindustria dixit)

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Depositi temporanei materiale radioattivo

Depositi temporanei materiale radioattivo

Quelli dell’Enel vogliono il nuclerare in Italia e ovviamente a Confindustria sono d’accordo. Ovviamente dai nostri politici non si ergono ragionamenti per controproposte. Che il populismo dilagasse in Italia è risaputo, ma a volte c’è bisogno di prove, ed eccola qua: energia elettrica prodotta da centrali nucleari. Agli italiani intanto dovrebbe essere chiaramente detto quanto costa una centrale nucleare, realizzazione e manutenzione, per non parlare del fatto che sì, verissimo, si producono meno gas serra, ma si producono scarti tossici per il cui smaltimento noi non abbiamo la tecnologia (attualmente ancora esportiamo, ma pagando, scorie verso l’estero).

Si tratta di impacchettare e confinare materiale altamente tossico che perde parte della propria pericolosità in migliaia di anni. Chi paga? Chi vuole vicino casa sua questo potenziale pericolo? L’Albania? Gli U.S.A.? A detta di Stefano Monti una centrale da 1600 MWe costa circa 3 miliardi di euro per la sola realizzazione che avviene in circa 4 anni senza tener in conto i processi decisionali e di studio territoriali, per cui di fatto (come nel caso finlandese) si arriva tranquillamente ai 12 anni di lavori. E poi le scorie? Dove transiteranno? Quanto ci vorrebbe affinché noi stessi riusciamo ad attivarci per “smaltirle” (stockarle) in casa nostra? E come fidarci dei nostri amministratori pubblici quando si affidano ad una qualche impresa, soprattutto quando si tratta di smaltimento di rifiuti…? prosegui la lettura…