Ecco come t’inculco
«La dimensione religiosa non è una sovrastruttura. Essa è parte integrante della persona, sin dalla primissima infanzia; è apertura fondamentale all’alterità e al mistero che presiede ogni relazione ed ogni incontro tra gli esseri umani. La dimensione religiosa rende l’uomo più uomo».
Visto che c’era, Ratzinger avrebbe potuto dire che “è parte integrante della persona, sin dal concepimento”, no? Il fatto che l’uomo sia più sé stesso, grammaticamente e logicamente ha ben poco senso, ma suona magnificente in un discorso fatto per ribadire vere delle mere convinzioni personali. Come al solito però, questi discorsi pseudo-filosofici (o fuffo-sprematuratici), vanno fatti con l’unico scopo di indorare la pillola amara: nel caso particolare, si tratta della beneamata ora di religione nelle scuole pubbliche italiane. Di religione cattolica, a stregua di religione di Stato, s’intende.
“Sin dalla primissima infanzia”… Dà da pensare, nevvero? Nel libro fatto da una raccolta di saggi di Bertrand Russell, Perché non sono cristiano, il famoso matematico fa notare – fra le altre cose – come debba darci da pensare il fatto che probabilmente un bambino nato in un Paese a maggioranza cattolica si dirà cattolico, se invece nato in uno a maggioranza animista si dirà animista, se invece a maggioranza ebraica sarà ebreo, e così via.


