Quando tutto va a rotoli, a che serve affannarsi a cercare di risalire? Magari conviene impegnarsi per cadere sempre piu velocemente e sperare (sperare) che il fondo sia talmente duro da rimbalzare verso l’alto. Un brivido di maligno piacere mi passa infatti la schiena e mi fa elaborare questa bella esclamazione: e chi se ne frega! Ecco allora un bel video che spiega lucidamente come comportarsi in certe situazioni.
l titolo potrebbe sembrare di un articolo sulle condizioni psicofisiche delle persone, eppure “Perché esistono le depressioni?” è (la traduzione di) un’analisi economica. L’autore del post che vi segnalo fa una traduzione del quarto capitolo di un saggio che, rifacendosi alla cosiddetta Scuola Austriaca, tenta di spiegare l’esistenza dei cicli economici. Siccome la lettura dell’intero post segnalato comporta abbastanza tempo, mi prendo la libertà di riportarne qui di seguito solo alcuni punti che mi sembrano più interessanti e chiarificatori. Vorrei precisare che, non intendendomi di economia, non so ben giudicare quanto da me letto/riportato, che nonostante ciò trovo degno di un’approfondita lettura.
Se i politici saranno meticolosi ed onesti nel cercare il colpevole, non saranno compiaciuti quando scopriranno che cosa si trova alla fine di questa catena di indizi: non il capitalismo, non l’ingordigia, non la mancanza di regolamentazione, ma un’istituzione creata dal governo stesso. [...] Una cosa sono le perdite sofferte da una singola impresa (di nuovo, nessuno sa prevedere il futuro con certezza); ma perché così tanti uomini di affari dovrebbero commettere degli errori tutti nello stesso momento?
Cosa fa la differenza fra un film ed un buon film, fra una trasmissione televisiva qualunque ed una di cui ci si ricorderà? Un qualcosa che dopo averlo visto dia voglia di condividere e disputarne le idee, che magari ci faccia anche solo sorridere, ma in un modo che rimane… Cosa? Non era la prima volta che guardavo questo film, né penso sarà l’ultima (anche se non arrivo, che so, ai livelli di chi guarda Arancia Meccanica 54 volte e più!). Ebbene, cosa sia a fare questa differenza io l’ho trovato in un film diretto (in parte anche interpretato) da George Clooney: Good night and good luck.
Incentrato sul ruolo del giornalismo nonché sul ruolo nella comunicazione delle notizie da parte dei media, prende come spunto il periodo del maccartismo. Joseph McCarthy ha segnato un’epoca, ma il discorso non si conclude certo lì. Cosa, dunque, rende tale film in un qualche modo “migliore”? Cosa rende migliore un’opera artistica rispetto ad un’altra? A mio avviso, si tratta della capacità di intrappolare e allo stesso tempo esplicitare qualcosa di noi esseri umani.
Di notizie importanti, fondamentali, ce ne sono talmente tante che la mia mente è piena di lacune. Zig-zaga fra esse, ci cade dentro e riesce da un’altra parte, senza mai riuscire ad approfondire. In questo materiale poroso che il tessuto informativo, pietra vulcanica in cui si annidano barlumi, stralci di ricordi, mi perdo.
La memoria fa brutti scherzi. Ad esempio, nemmeno 20 giorni fa si parlava di distruzione della civiltà qualora fosse passato il decreto “anti-crisi” del governo che contemplava “anche una sanatoria di reati come il falso in bilancio e la bancarotta”. E poi? Cosa sia successo mi è sfuggito. Eppure me ne ero interessato. Non ho più visto articoli sulla faccenda, quindi si vede che questo mio stesso morbo della memoria magari è contagioso, devo fare attenzione.