Archive for the ‘Religione’ Category

Come se fosse antani

Domenica, Luglio 26th, 2009

Il colto cardinale Carlo Maria Martini, così colto che il Corriere della Sera online gli dedica uno spazio di risposta ai lettori nella sezione cultura, ci dà un ottimo esempio di supercazzola (non prima di averci dato un ottimo esempio dell’esempio che vuol esemplificare, se capite cosa intendo…):

Carlo Maria Martini

Carlo Maria Martini

“Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe ec­cetera, al di là di quanto se ne può sapere dalla storia, sono «veri» perché «vera» è la loro espe­rienza, che continuamente si «invera» nella vi­ta dei credenti.” [Carlo Maria Martini, un genio!]

Questo per rafforzare il concetto già espresso appena prima: “Nell’insieme la tradi­zione biblica, quando è ben interpretata, si rive­la solida e aderente alla vita, anche se non man­cano errori storici, sociologici, geografici ecc…“. Certo, quando è “ben interpretata”, ogni supercazzola assume un senso finanche sublime, ne converrete. Soprattutto, quando la “tradizione biblica” (cioè?) è “aderente alla vita” (eh?!?), va da sé che si possa candidamente ammettere che vi siano stati degli “errori storici, sociologici, geografici” (e poi? mi sa che c’è molta roba nell’”ecc…”).

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Ecco come t’inculco

Domenica, Aprile 26th, 2009

«La dimensione religiosa non è una sovrastruttura. Essa è parte integrante della persona, sin dalla primissima infanzia; è apertura fondamentale all’alterità e al mistero che presiede ogni relazione ed ogni incontro tra gli esseri umani. La dimensione religiosa rende l’uomo più uomo».

Piccoli plagiati crescono

Piccoli plagiati crescono

Visto che c’era, Ratzinger avrebbe potuto dire che “è parte integrante della persona, sin dal concepimento”, no? Il fatto che l’uomo sia più sé stesso, grammaticamente e logicamente ha ben poco senso, ma suona magnificente in un discorso fatto per ribadire vere delle mere convinzioni personali. Come al solito però, questi discorsi pseudo-filosofici (o fuffo-sprematuratici), vanno fatti con l’unico scopo di indorare la pillola amara: nel caso particolare, si tratta della beneamata ora di religione nelle scuole pubbliche italiane. Di religione cattolica, a stregua di religione di Stato, s’intende.

“Sin dalla primissima infanzia”… Dà da pensare, nevvero? Nel libro fatto da una raccolta di saggi di Bertrand Russell, Perché non sono cristiano, il famoso matematico fa notare - fra le altre cose - come debba darci da pensare il fatto che probabilmente un bambino nato in un Paese a maggioranza cattolica si dirà cattolico, se invece nato in uno a maggioranza animista si dirà animista, se invece a maggioranza ebraica sarà ebreo, e così via.

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La mela della conosc(i)enza

Mercoledì, Aprile 15th, 2009

Iblis (versione masochista di Prometeo, portatore di luce) sbagliò facendo sì che gli esseri umani fossero più simili al loro creatore, una volta assaporato grazie a lui l’albero della conoscenza? Domanda sbagliata. Che cos’è la scienza se non un peccato? Almeno nell’ottica in cui ancora si parte da metafore e domande di tal fatta, che danno per scontato un passato (per taluni più o meno allegorico) mai avvenuto? Purtroppo ci troviamo in uno strano tempo, in cui alle conoscenze profonde di alcuni si affiancano lacune immense di altri… se non proprio vaneggiamenti d’altri tempi.

Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi per la conoscenza del bene e del male

Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi per la conoscenza del bene e del male

Ad esempio, quando si parla di evoluzione, ecco venire subito alla mente il creazionismo. Classicissimo esempio riguardante la scienza (anche se più classici avrebbero potuto risultare l’eliocentrismo, la visione dell’homunculus fetale, la paventata impossibilità di formare artificialmente materiale organico, ecc.). Quando si parla di diritti civili perciò, a maggior ragione, dovrebbe venire alla mente ciò che sopra ogni altra cosa tende a bloccarli e - quando può - farli arretrare. Cosa? Potremmo definirla ignoranza organizzata. In “Religion and humans rights“, titolo di un ottimo articolo della rivsta The Economist, si spiega

“Why freedom of speech must include the right to “defame” religions”

In un Paese come l’Italia in cui ancora le tirature dei giornali si basano su brutali semplificazioni buone solo per farne dei titoli inutilmente sensazionalistici, in questo Paese in cui pure c’è chi si pone interessanti, profonde e disarmanti domande, immaginereste voi un articolo come quello dell’Economist su giornali quali Il Sole 24 Ore oppure Il Corriere della Sera? Io no. Forse ho scarsa fantasia o scarsa fiducia nel futuro, oppure sono usciti e me li sono persi, preso com’ero a vedere solo quelli brutali.

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