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Non esiste più il futuro di una volta…

Mondo del lavoro

Mi è arrivata un’email davvero chiarificatrice del modo di guardare al mondo del lavoro fuori dall’Italia. All’Epfl, dove lavoro, si tengono corsi di tutti i tipi, sia per gli studenti che per il personale. Proprio di un corso per il personale – quello cosiddetto intermedio – è stato creato un bel corso chiamato “Elementi di bilancio personale e candidatura” (“Eléments de bilan personnel et offre de service“). Riporto di seguito, tradotto, quel che è scritto sulla brochure che pubblicizza il corso, il quale – va detto – sarà tenuto sia in francese sia in inglese.

“Esercitare per tutta la vita il mestiere che si è imparato appartiene definitivamente al passato. Attualmente, si effettua una formazione iniziale, poi si imparano più mestieri nel corso della propria vita professionale, che implica sempre più un’occupazione in lavori diversi. Sta dunque ad ognuno di fare un bilancio nel corso delle tappe professionali, di prefiggersi dei nuovi obbiettivi, ma anche di sapere come attaccare il mercato del lavoro e redigere una candidatura attraente.”

A ognuno le proprie considerazioni. A me basta già la prima frase.

Quanto mi piace la divulgazione scientifica! Però mi piace quando all’entusiasmo che sempre l’accompagna si unisce quel che la distingue dalla mera divulgazione. Sono abbonato ai feed di molti blog scientifici, fra cui Gravità Zero. Qui il biologo Dante Bianchi ci fa sapere qualcosa di nuovo e davvero ganzo sul cioccolato. Argomento che, come dire, mi piace tantissimo. Sottotitolo del post: “Il cioccolato è ricco di antiossidanti e aiuta a incrementare l’elasticità cutanea“.

Wow, magnifico! Io sto messo bene allora, posso fare a gara con le palline matte … sapete, le palle gommose super-rimbalzanti che … ma non divaghiamo. Qui riporto il grafico riportato anche nel blog (che ad ogni modo consiglio di visitare di quando in quando). Quanto scrivo di seguito è il copia-e-incolla del mio commento, lasciatogli vista la mia delusione nell’osservare che:

A giudicare dalle barre di errore, innanzitutto si nota che i due gruppi (“cacao” e “placebo”) non mostrano nessuna significativa differenza. Inoltre, per quei 3 punti (0, 3 mesi e 6 mesi), puo’ esserci tranquillamente fatta passare una linea retta a inclinazione nulla: ovvero, nessun miglioramento. (Questo senza stare a contare altri fattori, qui non citati, come ad es. il periodo dell’anno in cui i test sono stati eseguiti … a me d’estate e d’inverno si secca la pelle, a voi?)

http://economix.blogs.nytimes.com/2010/04/20/a-tale-of-many-cities/

Allora sarà bene ch’io mi rifaccia al paradigma “the rich get richer“. Che il “poor get poorer” non è quindi che la conseguenza dell’avere  risorse non infinite. Ma quindi di che diavolo si parla quando leggo in un famoso (fra chi li legge) libro di divulgazione scientifica che la legge di Zipf deriva da questo “semplice” paradigma e, invece, uno dei migliori prof. al mondo alla scuola estiva dice che non c’è ancora nessuna spiegazione teorica?! Ok, l’ho scritto di getto e non si capisce un tubo. Però mi piaceva così … Anche perché altri invece mi sa che ce l’hanno una spiegazione, solo che a quanto pare il professorone in questione ama fare il misterioso.

Di più.

Il fatto è: come si fa a stare bene con qualcuno? Anzi: si può stare mai bene con qualcuno? No. Ci sono sempre problemi. Stupidi. Sono sempre stupidi i problemi. Quindi anche se sembra, anche se ci si inganna, anche se ci si vuole credere, arriverà il problema, qualunque va bene, e tutto andrà giù. Magari è solo immaturità, forse incompatibilità. Qualunque cosa sia, fa in modo che tutto si guasti. La morte naturale di tutto.

Ma non sono incazzato con una persona. Nessuna, nemmeno con me stesso, stranamente. Sono incazzato perché così vanno le cose e non importa quanto ci si sforzi: non si trova rimedio a quel che nasce come incerto, come vago, assolutamente etereo e temporaneo. Semplicemente sono incazzato perché a volte ancora mi sforzo di credere che forse non è proprio vero. Eppure, puntualmente, sono incazzato.