sMemo

Non esiste più il futuro di una volta…

Qualche giorno fa ci sono rimasto un po’ male vedendo un film, o meglio rivedendolo per l’n-esima volta. Si tratta di Will Hunting – Genio ribelle, film di 12 anni fa. Ci sono rimasto male perché nella scena in cui il professore di matematica – per sommessa con quello di psicologia – chiede al barista cosa avessero fatto Albert Einstein ed Alexander Fleming, il barista gli risponde con naturalezza e nel modo corretto, una cosa ovvia per lui. Già, ci sono rimasto male, perché a 12 anni di distanza vedo che invece di andare avanti…

Il nuovo anno 1000

Il nuovo anno 1000

Anno 2009. Gli italiani comprano 2012: Fine del mondo? Libro che ai nostri posteri darà un’idea dell’arretratezza dei loro avi. Vorrei riportare integralmente in proposito un post dell’inossidabile debunker Attivissimo, ma mi limiterò a citare tramite lui uno dei passaggi allo stesso tempo più esilaranti e deprimenti:

Di fatto, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell’atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa un numero sempre crescente di particelle di luce dette “fotoni”.

prosegui la lettura…

Mentre sono ancora qui che mi domando quali siano le vere ragioni della visita in Libia del nostro presidente del Consiglio, quando ancora mi chiedo se non mi debba preoccupare seriamente visto che la visita snobbata dai potenti del mondo ha visto il Nostro invece ben contento, proprio a poco dall’annuncio del figlio di Gheddafi che addirittura i loro ed i nostri militari si eserciteranno assieme (cosa fra l’altro presto ridimensionata), ecco una vera notizia… “Next year scientists hope to trigger a fusion reaction with its 192 lasers“.

National Ignition Facility's laser target chamber

National Ignition Facility

Da anni ci si lavora. Sforzi immensi, immensi gli investimenti e forse ci siamo.

The facility’s construction was completed this spring with tests directing more than a megajoule of energy at a target (…). Now researchers are preparing for a first use of its full capabilities next year, when the battery of lasers will be trained on a small pellet of fuel in hopes of igniting it to trigger a brief but powerful fusion reaction.

Mentre il nostro premier si gloria di rammendarci le pezze che dovremmo metterci ai pantaloni, sempre che per quanto bucati avremo ancora dei pantaloni, è possibile che si riesca ad ottenere per la prima volta la fusione nucleare controllata e con guadagno energetico. Già perché in realtà già si è in grado di ottenerla, però ci si mette dentro più nergia di quanta se ne ricavi. Ma ora che ci siamo quasi, mi dico: perché questa notizia da noi non fa notizia? Ai nostri giornalisti che passano il tempo a copiare le notizie d’agenzia, costa tanto copiare anche certe altre notizie?

(Dialogo notturno impunemente ispirato dall’articolo “Mezzo secondo di ritardo” che si trova nel libro Il matematico impenitente di Piergiorgio Odifreddi)

Il treno di Fellini (Dino Buzzati, 1969)

Il treno di Fellini (Dino Buzzati, 1969)

- … in effetti mi sentirei anche un po’ in imbarazzo spiegandolo.
- Perché mai? Insomma, su, perché sempre in testa? Non è come per l’autobus o almeno non sembra.

- No no, infatti non è per il sentirsi male, quanto piuttosto per la paura del sentire male.
- Eh? In che senso?

- Ok, però non ridere. Ha a che fare con possibili incidenti. Voglio dire, incidenti ce ne sono, volenti o nolenti. Ho letto da qualche parte, forse un articolo di giornale di quei pochi ben documentati, che una persona verrebbe uccisa nello schianto in meno di mezzo secondo.
- Ommamma. Davvero lo fai per questo? E la paura in quel mezzo secondo? E poi scusa, se sedessi nei vagoni in coda non sarebbe più improbabile che tu morissi?

prosegui la lettura…

Meltdown - Thomas Woods

Meltdown - Thomas Woods

l titolo potrebbe sembrare di un articolo sulle condizioni psicofisiche delle persone, eppure “Perché esistono le depressioni?” è (la traduzione di) un’analisi economica. L’autore del post che vi segnalo fa una traduzione del quarto capitolo di un saggio che, rifacendosi alla cosiddetta Scuola Austriaca, tenta di spiegare l’esistenza dei cicli economici. Siccome la lettura dell’intero post segnalato comporta abbastanza tempo, mi prendo la libertà di riportarne qui di seguito solo alcuni punti che mi sembrano più interessanti e chiarificatori. Vorrei precisare che, non intendendomi di economia, non so ben giudicare quanto da me letto/riportato, che nonostante ciò trovo degno di un’approfondita lettura.

Se i politici saranno meticolosi ed onesti nel cercare il colpevole, non saranno compiaciuti quando scopriranno che cosa si trova alla fine di questa catena di indizi: non il capitalismo, non l’ingordigia, non la mancanza di regolamentazione, ma un’istituzione creata dal governo stesso. [...] Una cosa sono le perdite sofferte da una singola impresa (di nuovo, nessuno sa prevedere il futuro con certezza); ma perché così tanti uomini di affari dovrebbero commettere degli errori tutti nello stesso momento?

prosegui la lettura…