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Non esiste più il futuro di una volta…

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Mentre sono ancora qui che mi domando quali siano le vere ragioni della visita in Libia del nostro presidente del Consiglio, quando ancora mi chiedo se non mi debba preoccupare seriamente visto che la visita snobbata dai potenti del mondo ha visto il Nostro invece ben contento, proprio a poco dall’annuncio del figlio di Gheddafi che addirittura i loro ed i nostri militari si eserciteranno assieme (cosa fra l’altro presto ridimensionata), ecco una vera notizia… “Next year scientists hope to trigger a fusion reaction with its 192 lasers“.

National Ignition Facility's laser target chamber

National Ignition Facility

Da anni ci si lavora. Sforzi immensi, immensi gli investimenti e forse ci siamo.

The facility’s construction was completed this spring with tests directing more than a megajoule of energy at a target (…). Now researchers are preparing for a first use of its full capabilities next year, when the battery of lasers will be trained on a small pellet of fuel in hopes of igniting it to trigger a brief but powerful fusion reaction.

Mentre il nostro premier si gloria di rammendarci le pezze che dovremmo metterci ai pantaloni, sempre che per quanto bucati avremo ancora dei pantaloni, è possibile che si riesca ad ottenere per la prima volta la fusione nucleare controllata e con guadagno energetico. Già perché in realtà già si è in grado di ottenerla, però ci si mette dentro più nergia di quanta se ne ricavi. Ma ora che ci siamo quasi, mi dico: perché questa notizia da noi non fa notizia? Ai nostri giornalisti che passano il tempo a copiare le notizie d’agenzia, costa tanto copiare anche certe altre notizie?

Per il primo di Aprile o giù di lì, nemmeno si trattasse di uno dei tanti scherzi,un ricercatore aveva previsto un forte terremoto. Ma in questi casi si rischia di essere visti o come eroi o come pazzi. Nel suo caso, per lo più come “imbecilli”, almeno nelle parole di Bertolaso, capo della Protezione Civile. Mi chiedo e vi chiedo: semmai io avessi sviluppato un modello fisico che cerchi di predire la probabilità di un evento sismico, nel caso in cui col mio modello prevedessi un forte e micidiale sisma, sarebbe meglio starmene zitto o rischiare la faccia e dirlo? Non conosco Giampaolo Giuliani come ricercatore, posso solo provare ad immaginare che lui questo problema se lo sia posto. Ma poi, avendo detto quello che ha detto, oltre a sentirsi dare dell’imbecille, si è beccato anche una denuncia per procurato allarme.

10-degree Map Centered at 40°N,15°E

10-degree Map Centered at 40°N,15°E

Attraverso il Precursore sismico abbiamo potuto riscontrare, in questi 9 anni di studio, che il territorio di “L’Aquila è interessato ogni anno nello stesso periodo da uno sciame sismico, non intenso e, per questo, in genere non percepito dalla popolazione. Quest’anno questo sciame sismico è stato più intenso e con delle scosse più forti, che sono state rilevate dalla popolazione. Lo sciame non è un fenomeno preparatorio ad un evento sismico più rilevante [...]. E’ un fenomeno normale per una zona come quella di L’Aquila. [...] Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.”

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Il caso Englaro prende i giornali(sti) italiani e non solo. Le Matin Blue intitola nella prima pagina di oggi “Le calvaire d’Eluana proche de la fin, malgré Berlusconi” e nel corpo dell’articolo si dice – fra le altre cose – che “Silvio Berlusconi tente d’empêcher son décès en faisant valoir le «droit à la vie». A l’instar du pape Benoît XVI.” Tutto molto, molto interessante. Molti ne parlano, molti ne scrivono, molti ci si arrabbiano e così via. Queste cose mi stanno a cuore. Stanno a cuore a moltissime persone, si sa… Appunto!

Io per primo mi ci infervoro su queste faccende, ma guardando con occhio distaccato alla situazione due punti ben distinti emergono sul piano della cronaca italiana:

  1. a Berlusconi e compagnia frega di Eluana nella misura in cui questo fa loro conservare il voto di elettori in stato vegetativo permanente (la base del loro elettorato);
  2. a Berlusconi e Company frega del caso Englaro fintanto che questo aiuta a non far parlare troppo i giornalisti della crisi economica ed altre faccende non meno pressanti.

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A pensarci bene, suvvia, a chi andrebbe mai di ciarlare di ideali e belle battaglie se poi non gliene viene in tasca niente? Bisogna capirli i nostri umanissimi rappresentanti, quelli al governo e quelli che al governo non sono (ogni tanto i membri di questi due gruppi si presentano anche in parlamento, figuratevi, camera o senato che sia), i consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc., tutti i rappresentanti dei cittadini insomma, di ogni ordine e grado. Un esempio per tutti: Alemanno. Poverello, lui che va sempre a messa, lui che sta più a destra di uno scappellamento, lui che ha le mani legate da 300 piccoli criminali!

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Nelle loro mani ...

Nemmeno fossero i leggendari combattenti spartani della battaglia delle Termopili e neppure dei lillipuziani, costoro osano scuotere la psiche del buon sindaco. Che poi dalla maggior parte degli articoli nemmeno si capisce bene a chi si rivolga. Chi sono ’sti 300? Quelli che hanno invitato l’ex-brigatista (“rosso“, precisano quelli del Corriere) Valerio Morucci a tenere una lezione, oppure quelli che non ci stanno nemmeno al secondo invito al papa (dopo che fortunatamente ci ha risparmiato l’apertura dell’anno accademico)? I firmatari della famosa lettera di protesta ufficiale/ufficiosa erano 67, quindi forse sono i primi. Comunque sia, dicevo, ora il povero Alemanno si trova per forza a dover dire che certe persone non sono altro che “300 piccoli criminali dei quali dobbiamo liberarci“.

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