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Non esiste più il futuro di una volta…

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Iblis (versione masochista di Prometeo, portatore di luce) sbagliò facendo sì che gli esseri umani fossero più simili al loro creatore, una volta assaporato grazie a lui l’albero della conoscenza? Domanda sbagliata. Che cos’è la scienza se non un peccato? Almeno nell’ottica in cui ancora si parte da metafore e domande di tal fatta, che danno per scontato un passato (per taluni più o meno allegorico) mai avvenuto? Purtroppo ci troviamo in uno strano tempo, in cui alle conoscenze profonde di alcuni si affiancano lacune immense di altri… se non proprio vaneggiamenti d’altri tempi.

Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi per la conoscenza del bene e del male

Ecco, l'uomo è divenuto come uno di noi per la conoscenza del bene e del male

Ad esempio, quando si parla di evoluzione, ecco venire subito alla mente il creazionismo. Classicissimo esempio riguardante la scienza (anche se più classici avrebbero potuto risultare l’eliocentrismo, la visione dell’homunculus fetale, la paventata impossibilità di formare artificialmente materiale organico, ecc.). Quando si parla di diritti civili perciò, a maggior ragione, dovrebbe venire alla mente ciò che sopra ogni altra cosa tende a bloccarli e – quando può – farli arretrare. Cosa? Potremmo definirla ignoranza organizzata. In “Religion and humans rights“, titolo di un ottimo articolo della rivsta The Economist, si spiega

“Why freedom of speech must include the right to “defame” religions”

In un Paese come l’Italia in cui ancora le tirature dei giornali si basano su brutali semplificazioni buone solo per farne dei titoli inutilmente sensazionalistici, in questo Paese in cui pure c’è chi si pone interessanti, profonde e disarmanti domande, immaginereste voi un articolo come quello dell’Economist su giornali quali Il Sole 24 Ore oppure Il Corriere della Sera? Io no. Forse ho scarsa fantasia o scarsa fiducia nel futuro, oppure sono usciti e me li sono persi, preso com’ero a vedere solo quelli brutali.

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Qualche giorno fa si è celebrato il 60 anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. A parte ogni accademica e fondamentale controversia fra giusnaturalismo e positivismo giuridico che continuano a permeare alcune discussioni attorno alla Dichiarazione del 10 Dicembre 1948, mi piacerebbe semplicemente mostrare un grafico. Si tratta dell’andamento nel tempo del numero di nazioni con un punteggio ≥ 8 secondo la scala Polity IV.

Number_of_nations_1800-2003_scoring_8_or_higher_on_Polity_IV_scale.png

Numero di nazioni con punteggio maggiore o uguale a 8 nella scala Polity IV (serie 1800-2003)

The Polity scheme consists of six component measures that record key qualities of executive recruitment, constraints on executive authority, and political competition. It also records changes in the institutionalized qualities of governing authority. The Polity data include information only on the institutions of the central government and on political groups acting, or reacting, within the scope of that authority.

Insomma, in questo grafico è riassunto il punteggio di “democrazia” delle nazioni terrestri. Si tratta un po’ come di leggere un indice generale di borsa, che esprime il trend dei titoli quotati senza entrare nel particolare dei singoli titoli. Ingrandendo l’mmagine, si può notare come dal secondo dopoguerra in poi vi sia stato un trend davvero buono! Chi sa – mi domando – quale sia stato il contributo in tal senso dato dalla Dichiarazione…

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