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Non esiste più il futuro di una volta…

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Mentre sono ancora qui che mi domando quali siano le vere ragioni della visita in Libia del nostro presidente del Consiglio, quando ancora mi chiedo se non mi debba preoccupare seriamente visto che la visita snobbata dai potenti del mondo ha visto il Nostro invece ben contento, proprio a poco dall’annuncio del figlio di Gheddafi che addirittura i loro ed i nostri militari si eserciteranno assieme (cosa fra l’altro presto ridimensionata), ecco una vera notizia… “Next year scientists hope to trigger a fusion reaction with its 192 lasers“.

National Ignition Facility's laser target chamber

National Ignition Facility

Da anni ci si lavora. Sforzi immensi, immensi gli investimenti e forse ci siamo.

The facility’s construction was completed this spring with tests directing more than a megajoule of energy at a target (…). Now researchers are preparing for a first use of its full capabilities next year, when the battery of lasers will be trained on a small pellet of fuel in hopes of igniting it to trigger a brief but powerful fusion reaction.

Mentre il nostro premier si gloria di rammendarci le pezze che dovremmo metterci ai pantaloni, sempre che per quanto bucati avremo ancora dei pantaloni, è possibile che si riesca ad ottenere per la prima volta la fusione nucleare controllata e con guadagno energetico. Già perché in realtà già si è in grado di ottenerla, però ci si mette dentro più nergia di quanta se ne ricavi. Ma ora che ci siamo quasi, mi dico: perché questa notizia da noi non fa notizia? Ai nostri giornalisti che passano il tempo a copiare le notizie d’agenzia, costa tanto copiare anche certe altre notizie?

S’i fossi scemo

8 commenti

Graph from www.world-nuclear.org

S’i fossi fesso, vedrei solo il buono del nucleare. S’i fossi ‘gnorante, non vorrei capir ragioni. S’i fossi scemo, me ne compiacerei. S’i fossi Francesco, com’i sono e fui, invece m’incazzerei. E parecchio. I nostri apprendisti straccioni al governo hanno una splendida ricetta per far stare meglio gli italiani: prenderli (prenderci) per fessi, ignoranti e scemi.

“Ponti d’oro dai francesi per la rinascita del nucleare italiano all’insegna della loro tecnologia Epr. L’Italia ringrazierà. Si impegnerà per rafforzare la cooperazione a tutto campo: ricerca, costruzione, smaltimento delle scorie, business congiunto non solo nei due paesi.” (Confindustria dixit)

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Spesso mi chiedo come si possa fare ad innalzare il livello di cultura scientifica degli italiani. Non che io sia questo pozzo (pozzo, qualcosa di sotterraneo, nascosto) di scienza, ci mancherebbe. Trovo tuttavia che spesso parlando di cultura ci si riferisce a grandi romanzi e romanzieri, ai poeti, alla musica classica, al balletto od alle arie da opera, alla pittura più o meno antica così come alla scultura, alla fotografia, magari a qualche sito archeologico, fino alle tradizioni culinarie del paesino più sperduto. Persino le produzioni cinematografiche o la videoarte spesso ancora sono viste con sospetto. Pochissime però sono le persone che aggregano la scienza nel bel calderone denominato cultura.

Poi ci penso e mi viene il dubbio che forse quello che io chiamo tecnologia altre persone lo traducono con scienza, perciò mi rendo ancor più conto della fragilità e velleità di ogni messaggio rivolto a meri utilizzatori di tecnologia che – presumibilmente – associano la scienza solo a capelli bianchi sparati alla Einstein o a spauracchi quali la clonazione oppure strumenti quali il computer. Mescolando quindi solo folklore e utilitarismo, a coprire concetti ed idee, l’Italia e gli italiani restano immobili ed una intera branca di saperi viene esclusa dal fantastico mondo della Cultura. Un esempio di quel che sto ora farneticando riguarda la tecnologia della scissione nucleare.

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Depositi temporanei materiale radioattivo

Depositi temporanei materiale radioattivo

Quelli dell’Enel vogliono il nuclerare in Italia e ovviamente a Confindustria sono d’accordo. Ovviamente dai nostri politici non si ergono ragionamenti per controproposte. Che il populismo dilagasse in Italia è risaputo, ma a volte c’è bisogno di prove, ed eccola qua: energia elettrica prodotta da centrali nucleari. Agli italiani intanto dovrebbe essere chiaramente detto quanto costa una centrale nucleare, realizzazione e manutenzione, per non parlare del fatto che sì, verissimo, si producono meno gas serra, ma si producono scarti tossici per il cui smaltimento noi non abbiamo la tecnologia (attualmente ancora esportiamo, ma pagando, scorie verso l’estero).

Si tratta di impacchettare e confinare materiale altamente tossico che perde parte della propria pericolosità in migliaia di anni. Chi paga? Chi vuole vicino casa sua questo potenziale pericolo? L’Albania? Gli U.S.A.? A detta di Stefano Monti una centrale da 1600 MWe costa circa 3 miliardi di euro per la sola realizzazione che avviene in circa 4 anni senza tener in conto i processi decisionali e di studio territoriali, per cui di fatto (come nel caso finlandese) si arriva tranquillamente ai 12 anni di lavori. E poi le scorie? Dove transiteranno? Quanto ci vorrebbe affinché noi stessi riusciamo ad attivarci per “smaltirle” (stockarle) in casa nostra? E come fidarci dei nostri amministratori pubblici quando si affidano ad una qualche impresa, soprattutto quando si tratta di smaltimento di rifiuti…? prosegui la lettura…