Il disco si è rotto
Si è inceppato, la testina rimane sempre su quel solco. Il canto che ne esce è sempre e solo quello:
I valori che mi hanno sempre ispirato sono stati Dio, Patria e famiglia.
A parlare non è un grammofono degli anni ‘30 con la voce di Benito Mussolini. A dire queste cose – nel 2008, per dio! – è nientepopodimeno che un ministro della Repubblica Italiana. La soubrette che a Berlusconi riconosce come unico difetto quello di essersi tinto i capelli (ma perché, sono tinti? mica me n’ero accorto…), colei che si trova a capo del Ministero per le pari Opportunità, la donna su cui il senatore Guzzanti avrebbe molto da ridire, eccocela in salsa fascista a ricordarci quanto il nostro Paese, la nostra Patria, sia retrogrado/a. Grazie, grazie davvero, ora posso dormire sogni più tranquilli la notte. Anche se c’è questo grammofono che continua a gracchiare e…
… e … ma che diamine! Volete abbassare?! No, no, pure quello… Ora ci si rimette pure Marcello Pera. Ma non era stato finalmente piazzato nel dimenticatoio mediatico dopo le figuracce fatteci fare – a noi italiani con gli occhi sul futuro e non sul proprio naso – con la storia delle radici cristiane dell’Europa?
Europa che al cristianesimo deve ritornare «se vuole davvero unificarsi in qualcosa che assomigli ad una nazione, una comunità morale»
