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Non esiste più il futuro di una volta…

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Di più: i tedeschi sono un bel po’ rigidi, le polacche sono belle e disponibili, i brasiliani sanno giocare a pallone anche con la trippa, gli spagnoli sono simpatici. Però ho due dubbi: perché i francesi che ho incontrato – parigini per di più – non erano né snob né paraculo? Questo era il primo dubbio, il secondo invece è: noi sparuti italiani, abbiamo per caso “fatto gli italiani”?

Kazimierz Dolny, Polonia

Kazimierz Dolny, Polonia

Alla 3rd Warsaw School of Statistical Physics (che nome tanto esageratamente quanto giustamente altisonante!) eravamo lì da 15 nazioni diverse. A parte poter vedere coi miei occhi e sentire con le mie orecchie e scocciare con le mie domande un personaggio qual è Leo Kadanoff, a parte vedere ubriaco un professorone che proprio non me l’aspettavo ma che non sto qua a citare (anche se un sospetto lo si potrebbe avere vista la lista di stereotipi rispettati)… a parte tutto questo, devo dire che finché non si viaggia, un conto è basarsi sugli stereotipi – appunto, altro invece è testarli.

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Nel piccolo paese

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Un paio di link, niente di chè, semplici semplici, e poi un piccolo video, semplice pure lui. Ecco a guisa di assaggini ciò che, volenti o nolenti, tocca ingoiare anche a chi non avrebbe mai voluto aprir bocca, per lo stupore come per la fame, anche coloro che – insomma – proprio non se l’aspettavano o non avevano ancora capito.

- I tagli alla scuola? Sì, se è pubblica. La Camera: più fondi alle private

- La storia purtroppo si ripete

«La dimensione religiosa non è una sovrastruttura. Essa è parte integrante della persona, sin dalla primissima infanzia; è apertura fondamentale all’alterità e al mistero che presiede ogni relazione ed ogni incontro tra gli esseri umani. La dimensione religiosa rende l’uomo più uomo».

Piccoli plagiati crescono

Piccoli plagiati crescono

Visto che c’era, Ratzinger avrebbe potuto dire che “è parte integrante della persona, sin dal concepimento”, no? Il fatto che l’uomo sia più sé stesso, grammaticamente e logicamente ha ben poco senso, ma suona magnificente in un discorso fatto per ribadire vere delle mere convinzioni personali. Come al solito però, questi discorsi pseudo-filosofici (o fuffo-sprematuratici), vanno fatti con l’unico scopo di indorare la pillola amara: nel caso particolare, si tratta della beneamata ora di religione nelle scuole pubbliche italiane. Di religione cattolica, a stregua di religione di Stato, s’intende.

“Sin dalla primissima infanzia”… Dà da pensare, nevvero? Nel libro fatto da una raccolta di saggi di Bertrand Russell, Perché non sono cristiano, il famoso matematico fa notare – fra le altre cose – come debba darci da pensare il fatto che probabilmente un bambino nato in un Paese a maggioranza cattolica si dirà cattolico, se invece nato in uno a maggioranza animista si dirà animista, se invece a maggioranza ebraica sarà ebreo, e così via.

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Spudorata attitudine

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religionograzie.jpgNon è il mio caso, ma mettiamo pure che io mi trovi nella posizione di insegnare – magari fisica, poveri ragazzi – in un liceo scientifico. Bene, partendo dall’assunto che io ritenga offensivo nei confronti miei e dell’intelligenza delle giovani persone il fatto che il mio Paese imponga dei simboli di una religione di merda (il cattolicesimo, ma tanto una favola vale l’altra), penso proprio che farei il semplice atto di mettere nel cassetto il crocifisso. Sapete, quel simbolo di laicità tanto sana che ogni classe, ufficio pubblico, cesso e fermata del tram non possono farne a meno, tanto si intona bene con lo squallore in cui versiamo.

Supponiamo che tutto questo abbia luogo. Allora io sarei probabilmente e giustamente, obbiettivamente, saggiamente, allontanato dalla scuola, sospeso per un mesetto. Se avessi usato violenza sessuale contro un’alunna, invece, me la sarei cavata con una decina di giorni. prosegui la lettura…