In modo esortativo lo si leggerebbe tòccati. Come participio passato plurale bisogna leggerlo come toccàti. Ora, quest’ultima pronuncia va ancora disambiguata fra i due significati principali: 1) l’essere suonati, rintronati, tonti, pazzi, oppure 2) l’essere o essere stati (o l’essersi) tastati, sfiorati, smanacchiati e tutto ciò che implica il contatto. Ebbene, mi ha piacevolmente sorpreso ciò che, relativamente a questa mica-poi-tanto-ambigua parola ,ha detto la cantautrice e pianista Tori Amos:

Reclining Nude Facing Right (Gustav Klimt)
Mi hanno addirittura imposto le mani per togliermi di dosso il male. Stavo seguendo il catechismo per la cresima, c’era mio padre. Fu un’esperienza molto forte. Non inquietante, ma quasi come se la salvezza fosse palpabile.
Durante la preparazione alla cresima tutti dovevano inginocchiarsi davanti all’altare e ricordo che qualcuno domandò: “Cè un desiderio che vuoi confessare?” Risposi: “Desidero masturbarmi”. Le mani si alzarono e tutti dissero: “Adesso Satana ti abbandonerà”.
A quel punto mi resi conto di non essere stata accettata dalla mia cerchia cristiana.
E sapete cos’altro capii, anche se in quel momento non potevo farci nulla? Che non dovevo smettere di masturbarmi, se mai dovevo cambiare frequentazioni.
Mi pare ancora incredibile, incredibile ma sotto i nostri occhi porcini, quanto ancora si entri in zona tabù parlando di ciò che dovrebbero essere naturalissimo, qual è il sesso in generale ed il masturbarsi in particolare. prosegui la lettura…