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Non esiste più il futuro di una volta…

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“La matematica non è un’opinione”, recita l’adagio popolare. “Mah…”, recita il mio cervello. A leggere alcune cifre in effetti non è che si stia confutando nessun teorema di aritmetica fattura, per quanto siano le conclusioni a darmi un po’ di sospetti. Università, l’Italia importa cervelli. Stupendo il titolo del Corriere della Sera del 19 aprile. “Mah…”, ma in che senso li importa? Qui, a differenza del solito parlare di fuga di cervelli nel senso di ricercatori italiani che vanno a lavorare all’estero, si parla della presenza di studenti stranieri in Italia, ben altra cosa direi.

Certo, già il fatto di attrarre studenti possiede forse di per sé degli aspetti positivi. Peccato che – sprechi permettendo – lo Stato sborsi bei soldoni per ogni studente universitario. Insomma, per intenderci: lo Stato usa le tasse dei cittadini per la formazione dei giovani. Niente di male, anzi, ad avere anche giovani stranieri. Quel che però andrebbe detto è che la fuga la fanno quelle persone che, una volta formate, non trovano nel Belpaese opportunità di lavoro atte a mettere in pratica quanto fin lì appreso.

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Peccato che mio padre non sia un docente, un professore, oppure uno dei cosiddetti baroni (mai titolo nobiliare fu altrettanto svuotato di nobiltà!). Altrimenti avrei avuto buone probabilità di possedere una forma mentis più adatta ad un posto da ricercatore. Almeno così la penserebbe – forse – quell’ipotetico barone del mio papino, parimenti a ciò che il professore Giuseppe Nicòtina dice riguardo al figlio:

Lei non si è mai interessato a questo concorso?
«Non è neanche la mia disciplina. Ma i figli dei docenti sono più bravi perché hanno tutta una forma mentis che si crea nell’ambito familiare tipico di noi professori».

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Ricerca scientifica in Italia

Beati loro, i figli dei docenti. Certo che, a volerla dire tutta, non è mica detto che il papino in questione abbia per forza dato una spinta al figliuolo. Anzi, non vorrei trovarmi nei panni di chi, conscio delle possibili bagarre massmediatiche conseguenti alla sua iscrizione, tenta comunque di farsi valere… Ma che buono che sono! E per essere ancora più buono mi chiedo: perché mai gli altri due concorrenti per quel posto si sono ritirati? Se io avessi pagato (tipicamente si paga, no?) per iscrivermi ad un simile concorso, sapendo di avere una probabilità certo non-nulla di vincerlo, a che scopo ritirarmi assieme all’altro ladrone, così da lasciare onori e gloria al figlio sacrificale del barone? prosegui la lettura…

Beh, dovevamo aspettarcelo. Non poteva che finire così, dopo l’apertura degli archivi segreti del Kgb e della Stasi che per mezzo secolo hanno coperto le vergogne inconfessabili del socialismo reale. Per la Cia occorrerà attendere l’elezione di Barack Obama, ma è questione di settimane. Al contrario Luigi Santambrogio è un libro aperto e magari potrebbe tenere per sé certe cose invece di solleticare il riso degli inusuali lettori di Libero. Il 23 Ottobre egli ne ha deliziato il senso dell’humor con il gustoso articolo I milioni della ricerca? Sciolti in un gelato. prosegui la lettura…

Tanto per chiarire quanto sta accadendo: dal 2009 al 2013 il finanziamento ordinario delle università italiane verrà tagliato per un ammontare di 1441.5 milioni di €; quasi contemporaneamente, dal 2009 al 2015, per l’Expo di Milano saranno spesi 1486 milioni di €. Questa non è una stima fatta ad occhiometro, bensì ciò che prevede la legge finanziaria di quest’anno. Ecco di seguito i due pezzi salienti, ma consiglio di leggere l’intera legge. prosegui la lettura…